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Per il campus i soldi non ci sono, per l’Accademia della Gdf sì: perchè?

Per il campus universitario ai Riuniti, si dice, non ci sono i soldi. Per la nuova sede dell'Accademia della Guardia di Finanza, invece, i costi possono salire da 180 a 244 milioni di euro, senza che nessuno si ponga il problema. C'è una evidente contraddizione. Dovuta a che cosa?

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Ogni volta che si affronta il tema del campus universitario da ricavare nell’area oggi occupata dagli Ospedali Riuniti c’è qualcuno che salta su e, giustamente, ti ricorda che per un’operazione del genere servono decine e decine di milioni di euro. Soldi che solo lo Stato, se non avesse i problemi di finanza pubblica che tutti conosciamo, potrebbe dirottare a Bergamo. Così non è e, con buona pace di quanti continuano a credere nella bontà di quella intuizione, bisogna rassegnarsi. 
Se non fosse che, leggendo i giornali, capita di imbattersi in una notizia che legittima qualche dubbio. Nei giorni scorsi alla terza commissione consiliare del Comune di Bergamo è stato presentato il progetto della nuova sede dell’Accademia della Guardia di Finanza. Bene, proprio in quell’occasione, mentre ci si incantava di fronte a fotografie e ricostruzioni tridimensionali, è stato fornito un dato che avrebbe dovuto far sbiancare tutti. Si dà il caso, infatti, che il costo della nuova struttura sia passato da 180 a 244 milioni. Sì, in un sol colpo, alla faccia di chi sostiene che è impossibile anche trovare solo un centesimo di euro, si è saliti di oltre 60 milioni. Soldi, inutile sottolinearlo, pubblici tanto quanto quelli che servirebbero per realizzare il campus.
Eppure, nonostante alla notizia sia stata data enfasi (L’Eco ha titolato: "I costi sono da vertigine"), nessuno nella comunità politica e istituzionale ha fiatato. Come se l’impennata dei costi fosse una variabile indipendente, un prezzo da pagare a prescindere.
Allora, per fare il verso ad Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea: com’è che per l’Accademia della Guardia di Finanza (istituzione prestigiosa ma che accoglie solo poche centinaia di allievi) si trovano milioni a gogò mentre per l’Università (migliaia di studenti) non c’è il becco di un quattrino?
 

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Commenti

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  1. Scritto da gianni

    se lavoreranno bene i finanzieri che uscirano dall’accademia recupereranno il denaro usato per costruirla!

  2. Scritto da Casoncello

    Il lavoro delle Fiamme Gialle è importantissimo e imprescindibile, nessun dubbio. Però a Bergamo siamo fiscalmente vessati: è una realtà. A livello d’immagine, dare l’idea che la Gdf debba conquistarsi una vetrina così importante è negativo. Da queste parti sono più popolari gli Alpini.

  3. Scritto da ureidacan

    Scommetto che casoncello (dopo le dimissioni) lo vedremo l’anno prossimo sotto le bandiere di Alberto da Giussano.
    Ha tutti i requisiti, financo la moglie terrona come quella di Bossi. Auguri

  4. Scritto da p.t.

    Se non ho capito male, per la nuova Accedemia della Finanza lo Stato, cioè tutti noi, si appresta a spendere quasi 500 miliardi delle vecchie lire. Avete capito, cari bergamaschi: 500 miliardi? ma stiamo impazzendo?

  5. Scritto da Casoncello

    Pezzo fantastico, congratulazioni all’estensore. Perché Gdf sì e campus no? Beh, guai al mondo se a Bergamo si fa qualcosa a favore dei bergamaschi e delle istituzioni presenti sul territorio. Ricordiamo gli sprechi legati ai grass.., ehm, ai controllori delle nostre tasse: vedi cattedrale nel deserto all’altezza della statale Cremasca, ad Azzano San Paolo.

  6. Scritto da pgiannini

    perchè c’è una miniera d’oro in largo Barozzi. E si vuol far passare quella miniera come “metodo per recuperare risorse” con la scusa che servono per il nuovo ospedale. in questi casi la politica è davvero brutta

  7. Scritto da Casoncello

    La vendita di metà dell’area dei Riuniti basterebbe a soddisfare largamente la fame di denaro del nuovo “Beato Giovanni XXIII”. Ma l’intreccio campus-ospedale nuovo è un vero ginepraio. In conclusione, c’è da sperare che i nostri in Parlamento o – meglio – nel sottobosco dei ministeri riescano a sbloccare fondi. Finché non si sarà realizzato un sistema compiutamente federale, le soluzioni romanocentriche saranno obbligate. Produciamo ricchezza ma non ce la possiamo tenere per ciò che ci serve.