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Piffari su Brebemi: “Nessun extracosto”E la società:”Soldi a carico delle ferrovie”

Il deputato bergamasco dell'Italia dei Valori Sergio Piffari non vuole sentir parlare di ulteriori extracosti per Brebemi: "È il gioco di chi è arrivato al governo e afferma che mancano soldi, per poi dire che ha trovato i finanziamenti. In realtà non ci sono extracosti. 175 milioni serviranno alle ferrovie per fare alcune opere complementari all'Alta Velocità". E da Brebemi confermano: "Non usufruiamo di finanziamenti pubblici".

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“Ma quali extracosti. Ogni volta che cambia il governo in questo paese c’è sempre qualcuno che individua buchi ed extracosti per opere sulle quali sono già tutti d’accordo”. Sergio Piffari, onorevole dell’Italia dei Valori, non ci sta a sentir dire che per costruire la Brebemi mancano ancora all’appello 175 milioni di euro. E’ quanto hanno affermato gli onorevoli della Lega Giacomo Stucchi ed Ettore Pirovano dopo un interpellanza al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, secondo i quali mancherebbero soldi per opere complementari al passaggio del Treno ad Alta Velocità. In realtà gli extracosti sono solo "costi" e dovranno essere coperti da Rete Ferroviaria Italiana per realizzare la Tav. I conti di Brebemi, a quanto pare, sono già definiti.
“Mi pare davvero un brutto gioco quello di chi annuncia extracosti e mancanze di coperture finanziarie per poi avere un ritorno politico e dire “i soldi li ho trovati io” – dice Piffari -. Davvero un gioco che non fa bene a nessuno”.
Ascoltando le dichiarazioni di Piffari vien da pensare, in effetti, alla concessione per la costruzione dell’autostrada Brebemi rilasciata nel 2007 da Cal spa (la concessionaria nata al 50 % da Anas e al 50 % da Infrastrutture Lombarde dopo un accordo Formigoni-Di Pietro). In quella concessione, con relativa convenzione che detta i tempi dell’opera, si parla chiaramente di 1511 milioni di euro per tutta la Brebemi, comprese le opere complementari per la Tav. Tanto che il costo della nuova autostrada era passato dagli 866 milioni di euro della concessione 2003 ai 1511, appunto, di quella del 2007. E su certe lievitazioni di costi aveva messo gli occhi, esprimendo un po’ di dubbi, anche la Commissione europea. “C’erano stati molti dubbi, ma in realtà con quelle cifre si era voluta mettere la parola fine sulla copertura finanziaria – ribadisce Piffari -. Tutta la spesa è coperta da Banca Intesa (ora Intesa-San Paolo), che riavrà i soldi dalla società autostradale tramite i pedaggi pagati dai pendolari e da tutti gli automobilisti. Non scherziamo su queste cose”. Non scherziamo anche perché, rispetto al 2003, i pedaggi previsti in convenzione erano lievitati anch’essi: del 60 per cento.
"In realtà di extracosti per Brebemi non ce ne sono proprio più – conclude Piffari -. Vale quanto firmato da Formigoni e Di Pietro nel marzo 2007. I nuovi 175 milioni di euro di cui parlano Pirovano e Stucchi saranno a carico di Rete Ferroviaria Italiana". Non di Intesa-San Paolo e né di Brebemi spa (inglobata in Autostrade Lombarde), che costruirà l’autostrada.
Oggi pomeriggio da Brebemi Spa è arrivata infatti una precisione: "I 175 milioni di euro di cui parlano i deputati riguardano un finanziamento a Rfi per realizzare opere trasversali alla futura autostrada. I restanti 175 milioni di euro saranno messi a disposizione da Brebemi Spa senza alcun finanziamento pubblico".

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