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Per i pendolari ferroviari anche giugno è stato un mese di passione

Questo è il diario di viaggio, con annotazioni e segnalazioni, relativo al mese di giugno, che Renzo Belussi, componente storico del Comitato Pendolari, stila alla fine di ogni mese, redigendo una sorta di bilancio di tutte le avventure e disavventure vissute. Come sempre è una lettura molto istruttiva.

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Questo è il diario di viaggio, con annotazioni e segnalazioni, relativo al mese di giugno, che Renzo Belussi, componente storico del Comitato Pendolari, stila alla fine di ogni mese, redigendo una sorta di bilancio di tutte le avventure e disavventure vissute. Come sempre è una lettura molto istruttiva. 

 

RITARDI

Tutto sommato è ancora il minore dei mali; sempre che si mettano in conto almeno tre ore di ritardo (in un SOLO mese). Al di sotto di questa soglia si tratta di un evento straordinario (in Giappone le Ferrovie si scusano per il ritardo di 1 minuto, IN UN ANNO!). I viaggi di rientro alla sera sono sempre un terno al lotto, con lo spauracchio di treni soppressi e guasti alla linea aerea.

MATERIALE ROTABILE

Questo è il vero argomento scandaloso, a cui nessuno purtroppo presta attenzione.

Fortunatamente fino verso il 20 del mese il maltempo ci ha favorito, ma poi, con l’esplosione del caldo, ci siamo ritrovati a viaggiare con grande difficoltà. Buona l’idea di Trenitalia di mettere in circolazione le vecchie carrozze con tanti bei finestrini da spalancare (qualcuno di buon senso c’è rimasto ancora!); peccato che i convogli siano stati ridotti a 6 carrozze, talvolta anche 5, invece delle 8 o 9 previste, e che queste carrozze siano inaccessibili per la sporcizia.

Riporto una frase di una lettera pubblicata su L’Eco di Bergamo il 25 giugno: "Il treno però fa accapponare la pelle. Difficile sedersi su vagoni lerci, senza aria condizionata, polvere e sporcizia dovunque!…" Per i pendolari queste sono le normali condizioni di viaggio, ma chi utilizza il treno saltuariamente rimane sbigottito nel vivere di persona ciò che noi denunciamo da ANNI.

Un altro viaggiatore conclude il racconto della sua (dis)avventura con queste parole (da L’Eco di Bergamo del 25 giugno):  "… Ritengo addirittura inutile qualsiasi considerazione, sono però convinto che non ce la faremo mai, nessuno si assume più responsabilità, regna l’anarchia e l’indifferenza, non è più chiaro chi fa cosa e chi deve rispondere delle inefficienze del servizio, i viaggiatori sono un peso, non intravedo neppure lontanamente la volontà o il desiderio di migliorare…". Sarà un viaggiatore occasionale, ma ha capito perfettamente il nocciolo della questione.

 GIUGNO 2008

Avrebbe dovuto essere il mese della svolta, sbandierato ad ogni occasione con roboanti discorsi; e invece è stata l’ennesima cocente delusione. Da anni si continua così, con questa tragica farsa giocata sulla pelle dei pendolari e di tutti i viaggiatori ferroviari.

Il tutto sotto gli occhi di Istituzioni locali assenti, perennemente impegnate in continue beghe politiche, lontane anni luce dalle esigenze di una intera città, incapaci di porsi come controparti serie ai tavoli dove si decidono le sorti del Trasporto Pubblico Locale (TPL). Persino sulla tramvia sono in costante conflitto!

La Regione Lombardia non ha intenzione di promuovere il trasporto su ferro, non le conviene (parola di assessore!), da anni ci propina solo chiacchere: ad ogni (frequente) rimpasto vengono presentati nuovi piani di TPL, mai realizzati! Quello che la Regione sa fare bene sono gli aumenti tariffari, spacciandoli come indispensabili condizioni per futuri miglioramenti, mai realizzati!

In Francia, con un approccio totalmente diverso, viene rimborsato l’80% dell’abbonamento a chi utilizza i mezzi pubblici: la grandezza della Lombardia non è certo dovuta all’acume dei suoi amministratori!

Sulla classe politica stendiamo un velo pietoso; Deputati e Senatori salgono in treno solo in prossimità di qualche tornata elettorale. Nessuno di loro ha mai fatto nulla per risolvere i problemi che affliggono le ferrovie di Bergamo, la 5a stazione per numero di viaggiatori tra le oltre 100, capoluogo di provincia. Nessuno ha mai dimostrato un reale interesse a "fare squadra", tutti guardano unicamente al proprio tornaconto (nella maggior parte dei casi le interpellanze parlamentari presentate dai singoli sono servite solo a loro stessi per farsi pubblicità sulla stampa). Nessuno, per esempio, ha mai chiesto una giustificazione per quegli impianti di condizionamento installati cinque anni fa e che non hanno mai funzionato a dovere: si tratta di milioni di euro di denaro pubblico, buttati al vento. Evidentemente è una questione che interessa solo ai pendolari, non agli Onorevoli.

Il Gruppo FS è alla frutta! Non c’è più nulla da aggiungere su uno spezzatino di società stracotte, dove l’anarchia organizzativa prevale sulle capacità tecniche e gestionali (che pur ci sono in abbondanza). D’altronde finchè le Ferrovie, come tutti gli altri Enti pubblici, saranno un "brodo di cultura" dei vari partiti, non potremo aspettarci nulla di buono.

Pillola (di vergogna) finale.

Ecco il resoconto di ciò che hanno subìto tre signore americane ultrasettantenni che hanno preso il treno per Bergamo dopo un tour a Roma, Firenze e Venezia.

"Per l’intero viaggio di domenica 18 maggio, e sin dal nostro arrivo alla stazione di Venezia S. Lucia, non abbiamo incontrato personale ferroviario: nessuno che potesse fornirci informazioni, aiutarci col bagaglio o controllare i biglietti. Nessuno che potesse dirci quando saremmo dovute scendere. Alcuni passeggeri molto gentili ci hanno aiutato a sistemare i nostri sei bagagli e i diversi pacchi sul treno. Il vero problema si è presentato al nostro arrivo alla stazione di Bergamo.

Avevamo spostato tutti i nostri bagagli vicino alla porta di uscita in modo tale da essere pronte a scaricarli all’arrivo del treno. Non sapevamo che il treno avrebbe proseguito per Lecco. Mentre stavamo per scaricare l’ultima restante valigia, le porte del treno hanno iniziato a chiudersi schiacciandomi perché mi trovavo nel mezzo, e la cosa si è ripetuta ancora una volta con il mio corpo come blocco alla chiusura. Con le porte spalancate, il treno ha iniziato a muoversi mentre io ero ancora per metà sul treno e la valigia non ancora scaricata. Fortunatamente, un vero gentiluomo è intervenuto in mio aiuto e ha liberato sia me che la valigia; senza il suo soccorso sarei caduta dal treno sul marciapiede. Nonostante la confusione, i rumori, le urla, nessuno del personale ferroviario si è fatto vivo. Non c’è modo per il passeggero di segnalare un disservizio? Come è possibile che un treno possa mettersi in movimento con le porte spalancate? Il passeggero deve sacrificare confort e sicurezza per andare in treno? Grazie alla disponibilità di persone gentili, sono arrivata salva. Cosa può accadere gli altri giorni, tutti i giorni? Nell’insieme, ho trascorso una meravigliosa vacanza in Italia e conto di tornarci". (da L’Eco di Bergamo del 14 giugno)

Bella pubblicità per Bergamo, vero?

 

 

Termino qui il mio rapporto mensile, più lungo del solito. Se pensate che abbia esagerato, abbiate la compiacenza di salire almeno una volta in treno; poi ne riparliamo.

Credo di rappresentare il disgusto, l’amarezza, la delusione (la rabbia!) di tutti i Pendolari Bergamaschi nei confronti di Lor Signori; ora scannatevi pure tra di voi per scaricarvi reciprocamente l’un l’altro colpe e responsabilità, ritardi e negligenze: è l’unico "gioco di squadra" che sapete far bene. Spero vogliate condividere almeno un pò di vergogna.

Renzo Belussi

del Comitato Pendolari Bergamaschi

 

 

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Commenti

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  1. Scritto da Stefano

    occhio a non fare di tutt’erba un fascio