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Bruni-Bettoni, prove tecniche di alleanza

Bisognava sentirli, l'altra sera, Valerio Bettoni e Roberto Bruni. Alla prima Festa Democratica sono andate in scena prove tecniche di alleanza. Manovre di avvicinamento nemmeno troppo scoperte se ad un certo punto il sindaco di Bergamo, persona non incline ai romanticismi, si è lasciato scappare un "Valerio, ci mancherai".

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Bisognava sentirli, l’altra sera, Valerio Bettoni e Roberto Bruni. Alla prima Festa Democratica sono andate in scena prove tecniche di alleanza. Manovre di avvicinamento nemmeno troppo coperte se ad un certo punto il sindaco di Bergamo, persona non incline ai romanticismi, si è lasciato scappare un "Valerio, ci mancherai". Ma se questo è l’unico dato certo (il presidente della Provincia, giunto al termine del secondo mandato, non si può ripresentare), altrettanto sicuro è il fatto che poter contare sull’appoggio del Betù in campagna elettorale potrebbe essere determinante ai fini di una riconferma a Palazzo Frizzoni. Ecco spiegati taluni cinguettìi dell’altra sera, compreso quello del moderatore dell’ultima ora Claudio Armati (chiamato a sostituire la giornalista de L’Eco boicottata da Bettoni), tutti tesi a portare l’ingombrante geometra di Piangaiano dalla propria parte. E forse, per converso, non è stata nemmeno casuale la precipitosa fuga, dopo poche battute del dibattito sotto il tendone della Celadina, del segretario provinciale di Forza Italia Marco Pagnoncelli, accompagnato come sempre dal fido portaborse Marcello Moro. Anche loro, probabilmente, hanno avvertito puzza di bruciato.
Certo è che il Betù alla Festa Democratica ha strappato caldi e ripetuti applausi, ancorchè il pubblico non fosse così numeroso come era lecito attendersi. Ma più della conta dei decibel, importa il modo e il tono con cui Valerio e Roberto hanno dialogato. C’è stata una sola differenza, quando ciascuno dei due ha rivendicato la bontà della propria scelta quando si trattò di discutere della fusione tra Bas e Asm (il sindaco la volle, il presidente della Provincia la boicottò fino al punto di ricorrere alle vie legali). Per il resto la serata è proseguita all’insegna dello scambio di "amorosi sensi" politici.
Il centrosinistra venderebbe l’anima al diavolo pur di portare Bettoni se non dalla propria parte quantomeno in una posizione di ostilità al centrodestra. E gioca sulla nota disistima che il leader di via Tasso nutre nei confronti dei leghisti. Se la prossima primavera lo schieramento berlusconiano puntasse davvero su un esponente della Lega (ora in pole position c’è Ettore Pirovano, ma c’è chi dice che Giacomo Stucchi non è ancora fuorigioco), non è da escludere che Bettoni, magari con l’appoggio di liste civiche e di centro, entri in campo per cercare di condizionare la partita. Il centrosinistra potrebbe aiutare questo disegno nella corsa alla Provincia. Bettoni & C potrebbero invece rendere il favore in città, sostenendo la conferma di Roberto Bruni.
Fantapolitica? A giudicare da quanto visto e sentito alla Festa Democratica parrebbe proprio di no. E se qualcuno soffia sul fuoco, lo scenario rischia di concretizzarsi ancor meglio.

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