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Operai senza caschetto, Federconsumatori:”Manca cultura antinfortunistica”

In merito alle foto pubblicate da BergamoNews, relative agli operai al lavoro senza caschetto al cantiere del nuovo ospedale, interviene anche il presidente di Federconsumatori Bergamo Umberto Dolci: "Cultura antinfortunistica inesistente o ancora troppo debole. Non si può lasciare la scelta del casco alla discrezionalità del lavoratore"

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L’intervento del presidente di Federconsumatori Bergamo Umberto Dolci in merito alle immagini pubblicate da BergamoNews che riprendono operai al lavoro senza caschetto al cantiere del nuovo ospedale di Bergamo.

Dopo avere letto la segnalazione riguardante operai senza casco protettivo sul cantiere del nuovo Ospedale ritengo di potere dare un contributo alla discussione. A mio parere l’episodio preso da solo è significativo: effettivamente non essendoci carichi sospesi e/o macchine in movimento, l’uso del mezzo protettivo sembrerebbe inutile. Ciò detto rimane il problema della “cultura antiinfortunistica” che è inesistente nella mente di molti lavoratori e anche fra tanti di coloro che hanno scritto la propria opinione in commento alla notizia. Non ritengo accettabile il sistema “fai da te” in materia di sicurezza. Lasciare alla discrezionalità del lavoratore se mettere o non mettere il casco è un grave errore che pregiudica l’intero impianto della prevenzione. Inoltre, se non ci si accorge di nulla, non credo sia accettabile fingere che tutto sia “in regola” affermando che si è presenti quotidianamente. Questa, semmai è un’aggravante, non una scusante. Da tempo sono convinto che determinate rigidità rendano difficile la coesistenza negli organismi bilaterali (rappresentanze imprenditoriali e rappresentanze sindacali), specialmente se le risorse economiche derivano dalle dazioni degli imprenditori. Per un estraneo agli interessi e alle responsabilità di rappresentanza è relativamente facile sostenere che il principio non è negoziabile. È più difficile per i rappresentanti sindacali ai quali resta da risolvere  il dilemma: è meglio essere poco fiscali e ottenere alcuni risultati a favore dei lavoratori oppure si deve essere intransigenti nell’esigere il rispetto delle norme esistenti (anche quando discutibili) col rischio di inimicarsi i lavoratori medesimi? Ho la spiacevole sensazione che il medesimo problema si presenti anche ai responsabili del dipartimento prevenzione dell’ASL. Di certo la normativa esistente non aiuta. Come si diceva all’inizio siamo in presenza di norme generiche, da applicare in ogni caso, che a volte sono considerate inutilmente restrittive (sino al limite d’essere controproducenti). Personalmente rimango dell’idea che le leggi sbagliate si devono cambiare ma, mentre sono vigenti, vanno rispettate. Pertanto, sino a nuove disposizioni, gli operai che lavorano in un cantiere edile devono proteggersi la testa indossando il casco. Se non lo fanno sono responsabili di una violazione alla legge, assieme a coloro che sono deputati alla vigilanza (per quanto di competenza). Se poi qualcuno sostenesse che quelle denunciate sono eccezioni, credo, senza paura d’essere smentito, che, invece, si tratti della norma. Assieme ai rischi che corrono i lavoratori vorrei ci si ricordasse delle continue violazioni, in tema di sicurezza, che si compiono quotidianamente sui cantieri stradali a discapito della sicurezza dei cittadini.

Umberto Dolci

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