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Una galleria per dribblare Pontesecco “La chiave per l’asse interurbano nord”

In esclusiva per Bergamonews l'architetto Attilio Gobbi spiega il suo progetto per superare la strozzatura che ogni giorno provoca interminabili code in discesa dalla valle Brembana: tunnel dalla fine della circonvallazione al Gres, poi strada ricalcata sull'antico tracciato della ferrovia. E si potrebbe andare da Pedrengo a Palazzago senza semafori.

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"Pontesecco è un canyon che strozza il traffico da e per la val Brembana". Ma, soprattutto, "impedisce la realizzazione di un asse interurbano a nord di Bergamo", obiettivo già da tempo nei piani della Provincia, tanto che via Tasso ha inserito nel Piano delle opere pubbliche la "penetrante da est" proveniente da Pedrengo che andrebbe a sfociare sul rondò delle Valli. Di qui, l’asse proseguirebbe lungo l’attuale circonvallazione fino appunto alla strettoia di Pontesecco.
Per questo motivo, spiega l’architetto Attilio Gobbi (lo stesso che ha curato il progetto del Nuovo Gleno), il "canyon" tra colli di Bergamo e Maresana è un nodo cruciale per l’intera viabilità bergamasca, da sciogliere il prima possibile. Gobbi sta lavorando a una soluzione da proporre a Comune e Provincia: la sua idea, spiegata a Bergamonews in esclusiva, è semplice e concreta (guarda la cartina).
"Il problema si crea dove finisce la circonvallazione, all’intersezione con via Ruggeri da Stabello: la strozzatura si crea lì. Si potrebbe quindi interrare il tracciato della circonvallazione, farlo passare in galleria a sud dell’attuale strada, sotto la collina di Valmarina per intendersi, per poi riemergere alle spalle del Gres. In totale, circa un chilometro e mezzo in tunnel".
In quel punto, poi, la circonvallazione "prolungata" andrebbe a sovrapporsi al vecchio tracciato della ferrovia per la Val Brembana, passando a sud di Almè per poi proseguire fino a intersecare la Villa d’Almè-Dalmine in corrispondenza di Paladina.
Ma l’asse nord potrebbe continuare fino a Palazzago, tramite un altro ponte sul fiume Brembo. Dopo il Gres ci sarebbe anche il raccordo con la ss 470 in discesa dalla Val Brembana. 
Gobbi non è d’accordo con chi vorrebbe utilizzare l’antica sede dei binari per il nuovo tram. "Sarebbe troppo distante dai centri abitati di Sorisole e Petosino, per di più posti a monte del tracciato. Le stazioni sarebbero scomode da raggiungere. Invece, utilizzando l’antica sede ferroviaria per la variante, si potrebbe far passare il tram sulla statale che oltretutto, sgravata dal traffico, potrebbe diventare una sorta di zona 30, attraversata a quel punto solo dagli abitanti della zona".
Ma quanto costerebbe il tunnel? "Difficile quantificare, bisogna vedere anche che tipo di terreno si incontra sotto la collina. Per questo bisognerebbe effettuare dei rilievi. Ma sarebbero soldi spesi bene, il beneficio sarebbe enorme". Difficile anche farsi un’idea sui tempi: "Per realizzarlo potrebbero bastare un paio d’anni, ma il punto è che bisogna mettersi d’accordo: la burocrazia rischia di allungare a dismisura l’attesa". L’opera è però di urgenza estrema, anche in previsione del progetto di rilancio delle Terme di San Pellegrino. "Per la Val Brembana eliminare l’imbuto di Pontesecco avrebbe un’importanza strategica, porterebbe ossigeno: la natura insegna che dove arriva linfa vitale qualcosa cresce, le vie di comunicazione sono come vasi sanguigni".

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Commenti

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  1. Scritto da S.L.

    Tuditanus, in effetti la tua idea è un’ottima soluzione
    Cmq. Meno battutte spiritose ma soluzioni hai problemi.
    Percassi farà i suoi affari i vista dell’Expo 2015 e gli auguro che siano tanti e vadano bene, ma non è questa la questione, cerchiamo di cogliere l’occasione con EXPO per migliorare e prendere un po dei miliardi in ballo per far crescere anche la ns. Provincia!
    Ci lamentiamo di poca crescita e un lento declino e poi ci spaventano ogni iniziativa che può farci tornare a correre

  2. Scritto da Marcello

    E’ vero che esiste un problema di traffico rilevante in prossimità di Pontesecco, ma questa soluzione mi sembra uno scempio ambientale, soprattutto per la parte di strada in superficie nel bel mezzo del Parco dei Colli.
    Trovare delle soluzioni con meno impatto ambientale è chiedere troppo???

  3. Scritto da rosa d.

    A prima vista non mi sembra una cattiva idea. Vedo che c’è già chi grida allo scempio ambientale. Possibile che si faccia dell’allarmismo ancor prima di vedere le carte?

  4. Scritto da Casoncello

    Ma la ferrovia della Valle Brembana non fu forse chiusa, nel lontano 1967, perché qualcuno ebbe da eccepire sulla fragilità dei suoli? E il problema viabilità dell’asse nordovest-sud-sudest non verrà risolto con la Tangenziale Sud, ovvero il prolungamento della Villa d’Almè-Dalmine (con raddoppio nel primo tratto) verso le circonvallazioni a monte della Bergamo-Treviglio?

  5. Scritto da S.L.

    Mi pare un buona soluzione, sia per la parte in Galleria, sia per la parte in superficie, creare un’asse stradale anche a nord di Bergamo in modo da avere fra tangenziali sud e nord, una circonvallazione completa per Bergamo. Nell’articolo si parla anche del fatto che con il rilancio di S. Pellegrino Terme, quest’opera sarebbe importante, come in in effetti lo sarà. Per il rilancio della V. Brembana occorre con urgenza risolvere anche le “strozzature al traffico” in prossimità di Zogno

  6. Scritto da Tuditanus

    Una proprietà molto importante sta cominciando a giocare le carte in vista di EXPO2015.
    Si auspica che da Orio alla Val Brembana si realizzi una bella superstrada attraverso porta sud, viale papa Giovanni, galleria sotto città alta, Almè fino a San Pellegrino.
    Il parco dei colli è un inutile impedimento alla valorizzazione dei medesimi.
    Non è giusto che solo Segesta abbia una galleria autostradale proprio sotto l’acropoli e il tempio greco.
    Bergamo sa asfaltare meglio.