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Provincia, ecco quanto guadagnano i vertici delle societ?? partecipate

La Provincia di Bergamo ha reso noto su VivilaProvincia online tutti gli incarichi e i compensi delle societ?? partecipate. La Legge 296 prevede infatti che "Gli incarichi di amministratore delle societ??... conferiti da soci pubblici e i relativi compensi sono pubblicati nell'albo e nel sito informatico dei soci pubblici...". Guarda l'elenco di tutte le partecipate con tutti gli incarichi e i compensi

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La Provincia di Bergamo ha reso noto su Vivi la Provincia online tutti gli incarichi e i compensi delle società partecipate. La Legge 296 prevede infatti che "Gli incarichi di amministratore delle società… conferiti da soci pubblici e i relativi compensi sono pubblicati nell’albo e nel sito informatico dei soci pubblici…". I dati oggetto di pubblicazione sono riferiti alla composizione effettiva degli organi amministrazione delle società partecipate in carica al mese di giugno 2008.
Tra le società più importanti c’è Abm, partecipata al 100%. Vittorio Pessina, presidente del Consiglio di amministrazione, percepisce 30 mila euro lordi annuni, 25 mila i due consiglieri Giorgio Berta e Fortunato Rota.
La galassia Abm è però estesa. Nel gruppo sono comprese anche Abm calor, Abiemmedue (partecipata al 100%), Abm Ict (consulenza e prestazioni nel settore informatico) e Big Tlc.
Abm calor
L’amministratore unico di Ambcalor, Enrico Giupponi, percepisce 100 mila euro, il compenso più alto di tutte le società partecipate da via Tasso.
Abiemmedue
Il compenso lordo annuo del presidente del cda Adriano Bandera è di 50 mila euro. Il compenso dei consiglieri Giovanni Valle e Gabriele Cortesi è invece 5 mila euro. 
Abm Ict
Lucio Susmel, presidente, perceipsce 70 mila euro lordi. 5 mila euro per i consiglieri Giancarlo Maccarini e Gianfranco Bonacina

Guarda l’elenco di tutte le partecipate con tutti gli incarichi e i compensi

Via Tasso ha reso noto anche la media di assenze raggiunta durante il 2007 dai 730 dipendenti della Provincia di Bergamo.
 

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Commenti

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  1. Scritto da Casoncello

    La Provincia ha un discreto numero di competenze riservatele dalle normative in vigore. Per il dettaglio, rimando al Testo Unico sugli Enti Locali (T.U.E.L.), altrimenti detto decreto legislativo (d.lgs.) n. 267 del 18.8.2000. Dovendo assolvere a molti compiti, giocoforza deve mettere in piedi aziende speciali.

  2. Scritto da renzo tramaglino

    Forse non ci siamo. In base ai vari T.U. e D.L. emergerebbe che la Provincia ha compiti di indirizzo e di controllo, non di gestione diretta per cui le varie “aziende speciali” (e la sussidiarietà?) sembrerebbero essere una forzatura. Tanto per esemplificare: visto che si deve occupare di strade perchè non una bella impresa di costruzioni stradali?

  3. Scritto da Marco Cimmino

    Sono domande come questa che avrebbero potuto costare i manichini e, in subordine, la forca, al tuo omonimo secentesco: perchè una società di costruzioni avrebbe attirato l’attenzione, è la risposta. Della formazione, viceversa, non frega niente a nessuno. Lo ripeto: è solo un modo di sistemare gente che porta voti, grandi elettori, persone amiche di vario genere. Se sei roso da questo genere di dubbi, perchè non domandi notizie del Fondo Sociale Europeo? Lì sì che si riderebbe di brutto…

  4. Scritto da renzo tramaglino

    Attenzione: NON è una critica ma solo una domanda: quali sono le necessità che hanno spinto l’Ente Provincia a costituire tutte queste “aziende”? Esisteva ed esiste una reale esigenza? E’ titolato e anche opportuno che l’Ente Provincia si trasformi in imprenditore a responsabilità illimitata? Grazie se qualcuno mi risponde.

  5. Scritto da enzo pietra

    osservo,certamente con rammarico, che uno dei settori meglio retribuiti ai consiglieri è quello di bergamo formazione, con circa 100.000 euro di “stipendio”;ora, poichè viviamo in un’epoca desiderosa di formazione, ma scarsa di formatori, mi piacerebbe sapere se si tratta di professionisti del settore o persone indicate dai partiti; forse è il caso che la provincia dia il buon esempio cercando di attivarsi sul piano della professionalità inversamente proporzionale ai compensi predisposti.

  6. Scritto da Marco Cimmino

    E’ una domanda seria? Le partecipate sono, da sempre, un serbatoio parallelo della politica: i partiti ci piazzano i loro trombati elettorali, quelli a cui si deve un contentino, i rampantini che devono farsi le ossa e così via. E’ una specie di esercitazione lottizzatoria in minore: come la Rai o l’Alitalia, ma più in piccolo. Naturalmente, tra i tanti, ce n’è qualcuno che capisce qualcosa del settore in cui è stato messo: ma, di solito, è più per un caso fortuito che per una scelta oculata…

  7. Scritto da Casoncello

    Visto che esiste un progetto di gestore unificato delle reti idriche provinciali, denominato Uniacque, non si vede per quale oscuro motivo continuino a sopravvivere consorzi territorialmente circoscritti e politicamente con scarso speso specifico. Per non fare nomi, guardate l’ultima voce del listone di via Tasso… Alzi la mano chi sapeva dell’esistenza di quella partecipata.