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Niente stipendi arretrati, sciopero ad oltranza alla Lc di Brignano Gera d’Adda

Lo stipendio di aprile è arrivato il 20 giugno ed ora, in arretrato, i lavoratori hanno quello di maggio, ma anche parte della tredicesima, la cassa integrazione fatta e non pagata e il TFR, cioè la liquidazione, di chi che si è dimesso. Alla LC di Brignano Gera d’Adda i ritardi si trascinano, ormai, da sei mesi. Ora è stato deciso uno sciopero ad oltranza

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Lo stipendio di aprile è arrivato il 20 giugno ed ora, in arretrato, i lavoratori hanno quello di maggio, ma anche parte della tredicesima, la cassa integrazione fatta e non pagata e il TFR, cioè la liquidazione, di chi che si è dimesso. Alla LC di Brignano Gera d’Adda i ritardi si trascinano, ormai, da sei mesi: i lavoratori già all’inizio di giugno avevano proclamato, insieme alla FIOM-CGIL, dodici ore di sciopero. Questa mattina, durante l’assemblea che si è svolta dalle 8 alle 9, FIOM-CGIL, FIM-CISL e RSU hanno deciso di proclamare un ulteriore sciopero ad oltranza che durerà fino a quando l’azienda non corrisponderà gli stipendi.  

Nell’azienda metalmeccanica che occupa una quarantina di lavoratori e che è specializzata nella realizzazione di piccoli e medi assiemi elettromeccanici e nella produzione di apparecchiature di controllo elettrico (interruttori di sicurezza, salvavita) e termico (termostati, interruttori magnetici, salva-motori), sensori ottici e di prossimità, la prima mobilitazione si era svolta il 6 giugno con le prime quattro ore di sciopero. In quell’occasione la produzione in azienda si era fermata. Braccia di nuovo incrociate l’11 e il 13 giugno, poi di nuovo il 18 e il 20 giugno (anche in questo caso per due ore al giorno).

“Difficoltà finanziarie costanti si trasformano in continui ritardi nei pagamenti degli stipendi dei  lavoratori” ha detto poco fa Mirco Rota, segretario generale provinciale della FIOM-CGIL. “L’azienda sembra essere interessata alla cessazione dell’attività o al suo affitto e pare ci siano in atto trattative in fase abbastanza avanzata. Per questo noi chiediamo, anche con questo ulteriore sciopero ad oltranza, che l’azienda ci indichi il futuro interlocutore e che si inizi un confronto per uscire da questa situazione pesante per i lavoratori”. Le difficoltà finanziarie dell’azienda avevano condotto, nei mesi scorsi, al ricorso alla cassa integrazione ordinaria per una ventina di lavoratori, cassa motivata soprattutto da un sensibile calo delle commesse. Oggi, invece, la carenza di ordinativi sembra rientrata.

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