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Rifiuti, raccolta differenziata al 52 per cento

Mentre a Napoli i rifiuti restano nelle strade in provincia di Bergamo si assiste ad un sorpasso storico, realizzatosi tra il 2006 e il 31 dicembre 2007. Secondo i dati comunicati dall'assessore all'Ambiente di Via tasso Alessandra Salvi questo pomeriggio (18 giugno) la raccolta differenziata ?? oltre il 50 %, vale a dire che i bergamaschi mandano al riciclo pi?? della met?? dei rifiuti prodotti. E il presidente Valerio Bettoni ribadisce: "Situazione d'eccellenza, pronto a fare la mia parte per Napoli, con responsabilit??"

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A Napoli i rifiuti restano nelle strade e nonostante i proclami da pugno di ferro del governo la situazione resta immobile, non si sblocca. Che differenza con il Nord Italia e soprattutto con Bergamo: ieri l’assessore Alessandra Salvi (nella foto), durante la seconda Conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (lungo il percorso che porterà all’approvazione del Piano provinciale dei Rifiuti 2008-2013), ha comunicato che nel 2007 la raccolta differenziata ha raggiunto il 52 % del totale. Già nel 2006 si era arrivati al 50,2 %. Un passaggio dal forte valore simbolico: i bergamaschi differenziano mediamente oltre la metà dei loro rifiuti, favorendo il riciclo di carta, plastica, vetro, ferro e verde. E il presidente della Provincia Valerio Bettoni ha ribadito: “Guardando le immagini di Napoli mi vergogno, non da bergamasco ma da italiano. Resto sempre pronto a fare la mia parte su quel fronte, possiamo farlo perché in 9 anni abbiamo portato la Bergamasca ai massimi livelli per lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti”.

“La Regione ha spostato da febbraio ad ottobre 2008 il termine entro il quale i Consigli provinciali dovranno approvare i rispettivi Piani rifiuti – ha spiegato l’assessore Salvi -. Il Piano ci darà ogni informazione sullo stato di fatto relativo alla raccolta e smaltimento rifiuti, non solo dei solidi urbani, ma anche degli speciali. Ma già qualcosa sullo stato di fatto si può dire, i dati sono chiari: la raccolta differenziata è ormai al 52%, differenziamo oltre la metà di quel che produciamo e l’obiettivo del piano quinquennale potremmo superare il 60 per cento. Siamo però in un’ottima situazione anche per quanto riguarda i rifiuti prodotti: 458 chilogrammi all’anno per ogni bergamasco, contro i 518 della media lombarda e i 558 della media nazionale. In un anno, inoltre, il sistema provinciale dei rifiuti costa 77 euro ad abitante, meno dei 96,8 euro della media lombarda e dei 117,6 di quella nazionale”.

Su questa base sono stati avviati i lavori, ieri in Provincia, della seconda conferenza di Valutazione Ambientale Strategica. Presenti molti sindaci e gli assessori all’Ambiente di Bergamo, Fausto Amorino, e di Treviglio, Alice Tura. I problemi in campo restano parecchi: secondo gli esperti sarebbe possibile ridurre ulteriormente la quantità di rifiuti prodotti, incrementare il recupero energetico (la produzione di elettricità) dell’inceneritore A2A di Bergamo, ridurre l’utilizzo delle ultime discariche.

Ma quando si parla di rifiuti la mente corre sempre alle immagini di Napoli. E il presidente Bettoni è tornato a ribadire quale strada percorrerebbe: “Se entro il 2009 dovessi prendere una decisione nell’ottica della solidarietà lo farei, senza alcuna difficoltà, senza guardare in faccia nessuno e con responsabilità. Io mi vergogno, da italiano, di quel che accade a Napoli. La Bergamasca è pronta. Quando nel 1999 sono arrivato in via Tasso mandavamo rifiuti anche noi in altre parti d’Italia o addirittura in altri Paesi d’Europa. Oggi abbiamo una situazione d’eccellenza e vorrei sottolineare che spendiamo meno di Brescia per smaltire ciò che produciamo. Voglio che i lavori per il Piano provinciale procedano in modo realistico, per un futuro tranquillo”.

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Commenti

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  1. Scritto da Giuseppe Fumagalli

    Benissimo, bellissimo, fantastico. Ma adesso, se è vero che i rifiuti sono una risorsa, se è vero che la raccolta dei rifiuti non è un traguardo della politica ma della società civile; se è vero che i cittadini bergamaschi sono ai vertici delle classifiche europee per la raccolta differenziata; ma adesso se tutto questo è vero, perché non è verosimile aspettarsi una riduzione, anche simbolica nelle esosissime tasse e tariffe praticate dalla A2A?

  2. Scritto da pgiannini

    Caro Giuseppe Fumagalli, non so quanto c’entri il funzionamento della raccolta differenziata con le tariffe A2A. Più i cittadini differenziano e meno lavoro dovrebbe esserci, teoricamente, per chi brucia i rifiuti indifferenziati. Ma un’altra cosa vorrei dire, su Napoli: com’è che nel 2004 i rifiuti campani erano arrivati in Lombardia e nel 2008 invece si dice che non possono essere accettati perché pericolosi?

  3. Scritto da Giuseppe Fumagalli

    Giannini, quando separo carta, vetro, alluminio e umido creo la premessa per fare di un rifiuto una risorsa. Perché non dovrei essere premiato? Quando Bas è stata ceduta ad Asm, tra le qualità aziendali veniva citata l’alta percentuale di rifiuti differenziati. Il prezzo pagato per Bas integra quindi un valore che è stato prodotto dai cittadini. I quali però questo valore non se lo vedono riconosciuto. Pecunia non olet può dire chi si arrichisce sui rifiuti. Ma per il popolo c’è solo la puzza.