Omicidio in via Moroni, movente passionale. La vittima, ragazza di 21 anni, e il tunisino, si erano incontrati per un chiarimento. Poi la coltellata
Sarà effettuata domani mattina l’autopsia sul corpo di Alessandra Mainolfi, la ragazza di 21 anni uccisa ieri mattina a Bergamo da un tunisino, che dopo il delitto si è costituito. La polizia ha confermato il movente passionale dell’omicidio. L’assassino e la vittima avevano avuto una relazione da Natale fino a maggio, quando l’immigrato è tornato insieme alla moglie, una sua connazionale di 33 anni che, nel frattempo, aveva dato alla luce il loro secondo figlio. La ragazza, originaria di Campobasso, ma residente da anni a Pradalunga (Bergamo) con la madre e la sorella, si sarebbe opposta alla fine della relazione con M. S., il tunisino 25enne. Tanto che lunedì mattina i due si erano incontrati per alcuni chiarimenti sotto l’abitazione del tunisino, in via Moroni 27, in pieno centro. La discussione è poi degenerata nell’abitazione e si è conclusa con una colluttazione, durante la quale l’uomo ha impugnato un coltello da cucina con lama lunga 20 centimetri e ha colpito la ragazza più volte all’addome. Il tunisino, costituitosi, è stato già interrogato dal pm Ilaria Perinu.