Le ultime visite e l’ultima foto con gli ammiratori varesini nella sua baita di Bognanco
Ambrogio Fogar se n’é andato nella notte tra martedì e mercoledì nella sua casa di Milano. Fino a martedì mattina il popolare esploratore si trovava nella baita di Bognanco che da anni lo ospitava, nella quale era solito ricevere le visite di amici ed ammiratori.
Un rituale rimasto intatto fino all’ultimo giorno quando ancora una volta Fogar aveva accolto accanto al suo letto ed alla sua carrozzina un gruppo di persone che con la propria vicinanza gli ha espresso la solidarietà che la gente comune gli ha sempre riservato. Gente proveniente, molto spesso, dalla nostra provincia: la foto che pubblichiamo è stata scattata il giorno del suo sessantaquattresimo compleanno, il 13 agosto scorso e ritrae il grande viaggiatore insieme ad un gruppo proveniente dalla Valcuvia e dai paesi vicini (Monvalle, Gemonio, Cittiglio…).
Negli stessi giorni si sono recati a Bognanco, tra gli altri, il Coro Prealpi di Cocquio Trevisago e la bandella dei "Tira tàard de la Valcuvia", che con i loro canti e le musiche tradizionali hanno omaggiato Fogar, sempre disponibile ad accogliere queste iniziative dopo la celebrazione della Messa nella piccola cappella allestita nella sua baita. E, conoscendo l’allegria e la vivacità delle musiche proposte, siamo sicuri che Fogar abbia apprezzato e sorriso, un’ultima volta.

