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21 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 15:26
Tendenze
Susan Johnson è affetta dalla sindrome di sclerodermia, parola greca che significa "pelle dura".

In Inghilterra la donna che non invecchia mai

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Susan Johnson ha 61 anni. E’ nonna e vive in Inghilterra a Colchester, nell’Essex. Mentre le sue coetanee e anche donne con meno anni spendono una fortuna in cure estetiche per apparire più giovani, Susan non ha questo tipo di problema. Anzi, ne ha uno opposto. A vederla di persona, la pelle liscia e priva di rughe, Susan dimostra vent’anni di meno.
LA SCLERODERMIA - Susan Johnson è affetta dalla sindrome di sclerodermia. Che cosa è? In Italia se ne contano 70mila casi. Ne sono maggiormente colpite le donne, con un rapporto di quattro ogni uomo. E’ una malattia rara, di andamento cronico di probabile origine autoimmune. La parola significa "pelle dura" in greco. La malattia causa infatti l'ispessimento della pelle. Le persone affette dalla sclerodermia producono una quantità superiore alla norma di collagene, una proteina che ha la funzione di legare tra loro le cellule. A causa dell’eccessiva formazione di questa proteina, la cute e a volte alcuni organi diventano rigidi e incapaci di funzionare correttamente. I medici concordano nel dire che la causa scatenante è l’eccessiva produzione di collagene. È la proteina più abbondante nei mammiferi, rappresentando nell'uomo circa il 6% del peso corporeo. L’unica cosa confortante è che non è contagiosa e che non si passa in modo ereditario. non si può contrarla in nessun caso dandosi la mano, abbracciandosi, baciandosi, per contatto sessuale, per contatto ematico, scambio di posate, o attraverso particelle di saliva provocate da uno starnuto o colpi di tosse .
LE CONSEGUENZE NEGATIVE - Cosa comporta soffrire di questa sindrome? Per Susan parecchi problemi e molta sofferenza. Qualche settimana fa Susan e la sua famiglia si sono recati in Francia per una breve vacanza. Le condizioni atmosferiche erano di freddo e umidità, tanto che Susan è dovuta rimanere in macchina per il dolore che il freddo le procurava. La sua pelle è talmente irrigidita a causa della malattia, che la donna non riesce neanche a pelare le patate. Attualmente si sta curando con stereodi e pillole. I medici le hanno detto che le sue condizioni dovrebbero stabilizzarsi nel giro di cinque anni.
I RISCHI - La riduzione del flusso sanguigno può portare a forme di ulcere dolenti. In alcuni casi si formano sulla cute piccoli depositi di calcio che si possono rompere e da cui fuoriesce materiale biancastro. Nei casi peggiori, la malattia colpisce gli organi interni, in special modo l’apparato digerente, i polmoni, il cuore e i reni. Nei casi in cui viene colpito l’esofago, esso ha difficoltà a spingere il cibo nello stomaco. Può essere colpito anche l’intestino: in tali casi esso perde la sua fisiologica motilità, causando stipsi o diarrea. La maggior parte di chi soffre di questa malattia può non peggiorare, in alcuni casi si arriva al miglioramento. In casi di peggioramento, esso avviene in modo molto lento per cui anche i rischi di mortalità sono limitati.

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Venerdì, 19 Novembre, 2010 - 09:32
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