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19 Settembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 14:21
Argomento: 
Londra 2012
Il ciclista Ernesto Brusoni è stato il primo orobico a conquistare un oro olimpico, dopo di lui Morettini e Fornoni. Oggi Bergamo ci riprova con Cicolari, Belotti, Cannone e Pinotti.

Le Olimpiadi, la storia
e gli ori targati Bg:
sono due, anzi tre

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A poche ore dal via dei Giochi olimpici di Londra 2012 anche i bergamaschi scaldano i motori. Saranno infatti quattro gli atleti orobici che prenderanno parte alla spedizione inglese: le più grandi aspettative riguardano la pallavolista di Osio Sotto Greta Cicolari che, forte dell’oro conquistato ai campionati Europei di beach volley in coppia con Marta Menegatti, può sicuramente puntare ad una medaglia; la grande sorpresa potrebbe invece essere Marco Belotti, 24enne nuotatore di Trescore, che insieme a un posto in staffetta 4x200 stile libero (con cui a Pechino chiuse ai piedi del podio) ne ha prenotato uno individuale per i 200 stile; nella lista della Federginnastica figura il nome dell'esperto 31enne di Mapello Flavio Cannone, che ha superato un problema al metatarso del piede sinistro e a giugno, a Catania, s'è preso l'ennesimo titolo tricolore di trampolino elastico. Carriera da far girare la testa sotto tutti i punti di vista la sua, essendo l'unico orobico doc reduce da Atene 2004 (terza Olimpiade consecutiva). Da non dimenticare poi Marco Pinotti, l’ultimo bergamasco finito nella lista olimpica su cui la Nazionale di Paolo Bettini punterà tutto nelle prove contro il tempo, la sua grande specialità.

I quattro atleti sono partiti con la speranza di poter imitare gli unici tre bergamaschi capaci di tornare dalle Olimpiadi con una medaglia d’oro, fino ad oggi arrivate solo dal ciclismo. La prima, più antica e discussa, la portò sotto le Mura Venete Ernesto Brusoni. Lui, nativo di Arezzo ma bergamasco dentro e fuori, non seppe mai di essere entrato nella storia per il suo oro olimpico: il 15 settembre, al Velodromo di Vincennes, sfidò sui 10 giri di pista (5 km) altri 27 atleti nella corsa a punti. E la vinse, totalizzando il punteggio più alto di tutti. Ma non lo seppe mai perché la gara, come tante altre, è stata a lungo considerata una competizione di contorno all’Esposizione Universale, ma nel 1988 lo storico Bill Mallon, ricostruendo la storia dei Giochi parigini, ha appurato che invece si trattava effettivamente di una delle prove olimpiche. E Brusoni (che poi prese parte anche al torneo di velocità, uscendo in batteria) è diventato, 88 anni dopo, il primo italiano (e quindi bergamasco) a vincere un oro nel ciclismo.

Oltre a Brusoni, sono saliti sul gradino più alto del podio Marino Morettini e Giacomo Fornoni. Morettini, pistard di Vertova, ai Giochi di Helsinki ’52 trionfò nell’inseguimento a squadre con Guido Messina, Mino De Rossi e Loris Campana: in finale il quartetto azzurro rifilò 6”5 al Sud Africa. A Roma ’60, invece, nella 100 chilometri a squadre il successo arrise a Giacomo Fornoni, da Gromo, con Antonio Bailetti, Ottavio Cogliati e Livio Trapè: netta fu l’affermazione azzurra, davanti a Germania e Unione Sovietica, al termine di una gara funestata dalla morte del danese Jensen, che collassò a causa del caldo, cadde e si fratturò il cranio, dopo aver assunto uno stimolante.

Otto, invece, le medaglie d’argento e di bronzo conquistate da altri bergamaschi. All’argento sono arrivati lo schermitore Riccardo Nowak (Londra 1908, sciabola a squadre), i ciclisti Marino Morettini (Helsinki ’52, chilometro da fermo), Guglielmo Pesenti (Melbourne ’56, velocità) e Imelda Chiappa (Atlanta ’96, prova in linea su strada, unica medaglia di sempre di un’azzurra nel ciclismo su strada) e la ginnasta Daniela Masseroni (Atene 2004, concorso a squadre di ritmica). Hanno invece vinto il bronzo i nuotatori Emanuele Merisi (Atlanta ’96, 200 dorso) ed Emiliano Brembilla (Atene 2004, 4x200 stile libero) e il portiere Ivan Pelizzoli (Atene 2004, calcio).

Commenti

Carlo Pezzotta:
Bene, bene. In bocca al lupo a tutti e facciamo attenzione: tutti avremo occhi e orecchie incollati alla tv e quale buona occasione per i terroristi dell'alta finanza per mettercelo in quel posto definitivamente!! Quindi guardiamo pure questo stupendo avvenimento, ma senza distoglierci troppo dai problemi attuali. Intanto un'ottima notizia che fa onore agli organizzatori olimpici, che hanno negato l'accredito al dittatore bielorusso, grande amicone di Putin e di Berlusconi,Lukashenko. La butto ancora in politica, direte? Ebbene si, non voglio che mi addormentino.

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