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28 Luglio 2014 - Ultimo aggiornamento: 20:11
Argomento: 
Fatti & Misfatti
Luciano Passirani mette in evidenza i limiti organizzativi della società nerazzurra che sabato, in occasione del sentito match, stava per lasciare fuori dallo stadio più di 250 sostenitori.

Il biglietto-odissea
e quelle spalle di Percassi
ai tifosi dell'Atalanta

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di Luciano Passirani

Inizio con il parlare degli ultimi eventi dove di buono torniamo a vincere il Bortolotti e, soprattutto, siamo apparsi più in palla di un'Udinese dalla quale ci saremmo aspettati qualcosa di più.

Di pessimo rimane l'impressione di un'organizzazione dell'evento che più approssimata non poteva essere. I Bortolotti meriterebbero veramente qualcosa di più ma in società bisogna crederci, cominciando dalla gestione dei biglietti dove anche due ore prima si è costretti a rimbalzare da uno sportello all'altro per pagare e ottenere il tagliando per accedere alla tribuna d’onore, che, guarda caso, costa come il biglietto della centrale. E non si vede come per una volta anche il comune mortale non debba accedervi.

Il risultato di questa manfrina è la tribuna nerazzurra tristemente vuota a parte i soliti noti che non pagano, di peggio quando le squadre si presentano in campo ci sono ancora non meno di 250 tifosi che chiedono di pagare per entrare in centrale o in laterale, finisce con tutti gratis in parterre per calmare gli animi nel frattempo alquanto riscaldati.

Di male in peggio l'organizzazione della premiazione dove il presentatore sembra non sapere chi invitare a consegnare i singoli premi con Antonio Percassi che finisce per dare le spalle alla tribuna mentre distribuisce le singole medaglie. Sembra più in palla la splendida hostess Federica e infatti la maggior parte finisce per ricevere la medaglia direttamente da lei, mentre il povero Umberto Bortolotti recita bene la parte dell'invitato capitato lì per caso.

L’estate atalantina ci ha tolto quel testone del Carlo Valenti, pure il figlio Omar, e la differenza si vede nell'organizzazione dell’evento, in campo e alle biglietterie.

Di grande abbiamo vissuto la partecipazione dei tifosi alla presentazione della squadra, erano almeno settemila, con struggenti richiami al ricordo di Chicco Pisani, oltre ad incoraggiare Igor Budan, vittima di un terribile lutto familiare.

Anche qui la società, forse lo speaker (ahimè non abbiamo più a presentare la splendida Lucia Blini che portò fortuna l’anno della promozione), dimentica Franco Previtali, rimediano gli ultras nell’ultimo giorno della festa della Dea, con vari interventi a ricordarlo, da pelle d’oca quello personale di Glenn Stromberg al telefono da Formentera.

Per la serie fatti e misfatti nella stessa serata Bocia e compagni celebrano i Beatles, proponendo un lungo ripetersi delle loro indimenticabili cover, peccato che  quest’anno si festeggino i 50 anni degli Stones.

Non male come tempistica, ma rimediano con la trovata della mongolfiera con a bordo Percassi e il nuovo acquisto Facundo Parra.

Per riandare alla campagna abbonamenti seconda annuale “toppata” dei boys del marketing della Dea, mentre Stefano Percassi enfatizza l’obiettivo delle ventimila adesioni elimina per gli abbonati il parterre di tribuna non realizzando che quel settore è frequentato dai classici animali, nel senso buono, da parterre.

Personaggi, tifosi  che amano godersi la partita da vicino, anche passeggiando, fumando nervosamente, avanti e indietro, ricordo la figura dell’avvocato Mario Sala Chiri, che ironia della sorte cadde dalle scale quella volta che decise di salire in tribuna e purtroppo per lui fu l’inizio di un lungo calvario.

Anche quest’anno - l’anno scorso venne dimenticata la famiglia -, le proteste hanno portato ad un rapido dietro-front, di nuovo in vendita gli abbonamenti anche per il settore parterre di tribuna, ma a mio parere la società anche questa volta mostra incredibili limiti organizzativi e di marketing.

Non voglio parlare di mercato, continuando a trovare assai discutibile una sessione dello stesso che si chiude dopo che si sarà disputata la prima di campionato.

La società ha per ora ben operato tenendo a Bergamo German Denis e Luca Cigarini, ma Manolo Gabbiadini in procinto di andare alla Juve, per quattro soldi e per ritrovarlo con la maglia del Bologna, appare un insulto alla conclamata politica dei giovani. Non basta rifare Zingonia.

Stiamo ormai notando con l’arrivo degli sceicchi ad un significativo grande cambiamento nel calcio con la quasi scomparsa delle grandi famiglie cittadine alla guida delle società: teniamoci comunque ben stretti i Percassi, con pregi e con qualche difetto.

Commenti

SARA:
Io è da due anni che frequento lo stadio di Bg. Da un amore per un ultras è nato un altro amore, funziona sempre tutto, è sempre tutto perfetto, non ho neanche una lamentela da fare. Grande Bergamo e Forza Atalanta!

roby:
ma cosa scrivete?? io c'ero sabato: sono arrivato alla biglietteria alle ore 19.50...come arrivo in coda sento i commenti di alcuni atalantini "lamentoni" e poco pazienti, del genere di quelli scritti questo articolo; ebbene neanche 10 minuti di coda per compare i biglietti in modo ordinato e poco dopo le 20 ero già bello comodo allo stadio! Certo che se certi bergamaschi arrivano allo stadio comportandosi da napoletani medi non volendo pagare il biglietto (ho sentito pure questo: la pretesa di entrare gratis!) bofonchiando e facendo polemiche inutili in perfetto stile de laurentis...stavate a casa a guardarvela gratis su sportitlia la partita!

Andrea Brignoli:
Anche io sono d'accordo!!! Polemiche innutili, Luciano Passirani ha in dente avvelenato nei confronti dei Percassi e non so perche' !! anche se alla fine del articolo e' rientrato nelle normali linee della ragione.

paolo:
Sig. Passirani ancora una volta ha mostrato tutto il suo livore-rancore, nel criticare tutto e tutti. Non perde occasione per sparlare dell'Atalanta e del suo Presidente! Vergogna!! Ma Lei pensa di essere indenne da sbagli?? perche' tutto questo astio scritto e parlato(vedasi le sue apparizioni, per fortuna in tv poco frequentate)?? Non e' da oggi che leggo e sento i suoi commenti e mi creda: detti da uno che si dice atalantino..............fanno riflettere e non poco!!!!

svegliarsi:
Si mi chiedo come si possa ancora pensare di comprare dei biglietti senza il documento d'identità ??!!! motivo principale delle code e delle polemiche..ma uno dove è stato negli ultimi 5 anni su marte ?? lle biglietterie oramai servono solo per chi decide all'ultimo secondo di andare a vedere la partita, per tutti gli altri ci sono una tabaccheria per paese con bilgllietti in vendita da giorni....in erito alla tribuna la società non ha sbagliato marketing lo vede anche un cieco che è stato un avvertimento, la cosa triste è l'indignarsi per una punizione data a persone che da anni si comportano in quel modo,la tribuna è teatro di scene a dir poco vergognose...purtroppo.

Stephan:
Lungi da me elogiare Bocia e la sua combricola, ma la Festa della Dea è pazzesca per organizzazione ed eventi. Passirani ha cercato la pagliuzza, ma non l'ha nemmeno trovata.

nino cortesi:
L'Atalanta funziona benissimo nelle cose che contano, per cui le osservazioni di Passirani sembrano fatte da uno che è invidioso. Perchè non si propone come volontario organizzativo? Un problema che potrebbe sorgere sarà quello che alla fine di ogni partita tutti vorranno subito salire sull'autobus. Consiglierei l'Atalanta di ingaggiare il gruppo rock (Elvis Presley & C.) SAM PUFFO & NICOTINERS (contattabili in facebook). Saranno una strepitosa sorpresa positiva nella soluzone del problema. Bravissimi!

riccardo:
Ma Passirani, non era un esperto di calcio? Non sapevo che ora desse lezioni anche di marketing...

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