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24 Luglio 2014 - Ultimo aggiornamento: 18:35
Argomento: 
Calcioscommesse
Il tecnico bianconero rompe il silenzio e risponde al grande accusatore, il bergamasco Filippo Carobbio: "Ho la coscienza a posto. Non penso possa dire lo stesso chi ha gettato fango su di me. Rispetto i giudici e contro il Parma spero di essere in panchina".

Conte gonfia il petto
"Accusato col nulla,
che errore patteggiare"

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Antonio Conte non ha paura, gonfia il petto e, dopo il silenzio col quale si era trincerato nelle ultime settimane, esce allo scoperto e dice tutte le sue verità. Ha fiducia nell’operato dei giudici, un po’ meno in quello del procuratore federale Stefano Palazzi, ma è convinto che alla fine la verità verrà a galla. “Questa vicenda è una ferita aperta per me, sarà difficile da dimenticare. Le accuse? Basate sul nulla”.

All’inizio del campionato, giura, sarà in panchina. Il pool di avvocati che difende Conte nel dibattimento di secondo grado si è arricchito di una nuova figura. E che figura: Giulia Bongiorno, avvocato specializzato in missioni impossibili. L’allenatore bianconero, però, non definirebbe mai in questo modo il suo caso. La Disciplinare lo ha squalificato per dieci mesi per due omesse denunce: secondo Palazzi e il grande accusatore, nonché ex giocatore del tecnico, Filippo Carobbio, Novara-Siena e Albinoleffe-Siena del 2011 sono state combinate. Conte era sulla panchina dei toscani all’epoca e pur sapendo non avrebbe denunciato nulla: “Sono convinto che i giudici leggeranno le carte con attenzione evitando, con il proscioglimento, un'ingiustizia. Ho la coscienza a posto – ribadisce lo juventino alla ‘Gazzetta dello sport’ - non penso possa dire lo stesso chi ha gettato fango su di me. Sbaglio o parliamo di un ex giocatore che ha ammesso di aver truccato partite per anni? Per carità, il fenomeno del calcioscommesse va stroncato. Ma non si può squalificare una persona in questo modo, senza nessun riscontro”.

“Non solo non ho avuto sentore di combine, ma faccio presente una cosa. Bisogna capire quello che è il mio rapporto con squadra e collaboratori: non sono amico dei giocatori, i ruoli sono ben separati. Se qualcosa è avvenuto, è successo alle mie spalle” assicura Conte. Che poi stringe i pugni e continua con la sua verità: “Credo si possa coniugare la lotta alle combine con un dibattimento meno sommario: vi sembra normale quello dove i difensori non hanno la possibilità almeno di controinterrogare un pentito considerato credibile anche quando si contraddice in modo evidente? I collaboratori sono tutelati in modo spropositato”.

Carobbio, secondo cConte, mente per sviare l’attenzione dai propri comportamenti illeciti e ottenere un robusto sconto della pena da parte della giustizia sportiva: “Dice a Palazzi di aver interrotto i rapporti con gli slavi perché a Siena non voleva combinare le partite e invece si sentiva con loro, anche prima delle gare, con una scheda taroccata. Il suo filo conduttore è chiaro: cercare di spostare l'attenzione su altri. Senza dimenticare che faceva da tramite anche sul fronte Bari”.

Durante il processo di primo grado, l’allenatore della Juve si è visto rifiutare dai giudici un patteggiamento di 3 mesi di squalifica. La sua società e i suoi avvocati avevano spinto per questa soluzione per evitare guai peggiori. Fosse dipeso da lui, però, Conte non avrebbe mai seguito questa strada: “C'è una cosa che non rifarei – ammette il bianconero - se potessi tornare indietro: accettare controvoglia il patteggiamento. Non si patteggia l'innocenza anche se gli avvocati ti consigliano di farlo perché è un'opportunità e i rischi del dibattimento sono alti. E' stato un errore. Certo, non avrei ammesso nulla, ma si sarebbe percepita una cosa diversa. Ecco, anche se oggi avessi la certezza dei tre mesi di stop, la mia risposta sarebbe no. Su un fatto concordo con i giudici: 90 giorni non erano una pena congrua. Quella giusta è zero: non ho commesso nè illeciti, nè omesse denunce. Non avendo trovati riscontri alle accuse, la logica imporrebbe un proscioglimento. E la giustizia deve avere una logica. La storia insegna che i nomi eccellenti alzano il valore della collaborazione e magari permettono patteggiamenti stracciati a chi accusa”.

Il suo ex vice allenatore Cristian Stellini, tuttavia, ha ammesso le proprie colpe davanti alla Disciplinare e ha già patteggiato una squalifica di due anni. Albinoleffe-Siena sarebbe stata combinata col suo assenso. Possibile che l’allenatore della Juventus non sapesse? “Mi sono arrabbiato molto con Cristian. Mi spiace averlo perso come assistente. Sta vivendo un momento difficile: dando le dimissioni dalla Juventus ha dimostrato senso di responsabilità. Dal punto di vista umano l'affetto resta, è chiaro però che i suoi comportamenti mi hanno messo in difficoltà e danneggiato” mette in chiaro Conte, che smentisce in maniera categorica di aver mai pensato di dimettersi. “Fantasie, la mia società mi è stata sempre molto vicina. Ribadisco l'ennesima fiducia nei giudici, la mia presenza in aula era proprio un segnale di rispetto verso di loro. Ho annusato l'aria di questo processo, ho ascoltato i miei avvocati e la controreplica di Palazzi. Da quello che ho sentito sono molto sereno e fiducioso: contro il Parma - ha concluso - conto di ritornare in panchina”.

Commenti

gaaren:
m l'intelligentissimo e tatticamente preparatissimo deux et machina della panchina Conte, siete sicuri che non si e' mai reso conto di aver giocato queste partite con il risultato gia' deciso dai suoi giocatori????oppure ha capito tutto ed e' stato zitto?? perche' se e' successo questo l'omessa denuncia e' piu' che giusta..

Max:
Pur non standomi particolarmente simpatico penso che il Sig.Conte abbia ragione. Ritengo vaghe e poco credibili le accuse soprattutto perchè non esiste riscontro. E' la parola di Carobbio contro la sua e considerando che Carobbio teme il carcere è più che lecito pensare a una sua trovata per avere gli sconti di cui parla il Sig.Conte. Mi dispiace molto di questa vicenda ma Carobbio e chi con lui ha combinato decine di incontri non sa prendersi le proprie responsabilità e soprattutto non ha neppure capito il male che ha fatto al calcio, ai tifosi e alle società. Soldi e vita facile, troppo semplice cavarsela con un "scusate ho sbagliato". Troppi calciatori bambinoni... imparate a crescere!

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