Dalmine - La Green Holding, società nota per l'attività di smaltimento rifiuti, nonché proprietaria dell'inceneritore di Dalmine (avendo acquisito la Rea Spa nel 2001), è stata perquisita il 2 febbraio ed è al centro dell'attenzione della magistratura milanese per un presunto giro di fondi neri. I Verdi in Regione: serve trasparenza, da sospendere l'iter per il potenziamento dell'inceneritore.
Green Holding perquisita, i verdi: sospendere procedura per la terza linea
La Green Holding, società nota in tutto il Nord Italia per la sua fiorente attività di smaltimento rifiuti, nonché proprietaria dell'inceneritore di Dalmine (avendo acquisito la Rea Spa nel 2001), è stata perquisita ieri mattina ed è al centro dell'attenzione della magistratura milanese per un presunto giro di fondi neri. A seguito dell'avvio delle indagini il consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro presenterà oggi al Pirellone un'interrogazione per chiedere alla Regione di sospendere la procedura di autorizzazione all'ampliamento. "La terza linea e' inutile - ha ribadito Saponaro - ma ora l'Assessore Ponzoni ha un dovere in più: deve avere la certezza che la societa' a cui e' affidato un importante servizio pubblico sia di certificata trasparenza".
I carabinieri hanno passato al setaccio la sede della Green Holding a Segrate. La perquisizione è scattata nell'ambito dell'indagine della procura di Milano sulla presunta creazione di “fondi neri”, tramite i costi gonfiati – secondo la magistratura – della bonifica ambientale dell'area Montecity-Rogoredo, nei pressi di Pioltello (in provincia di Milano). Sempre ieri mattina, durante la perquisizione a Green Holding, sono stati arrestati un avvocato e due ex marescialli delle fiamme gialle, accusati di riciclaggio, false fatturazioni e truffa ai danni della Regione Lombardia e della Comunità Europea. Le ordinanze di custodia sono del Gip Fabrizio D'Arcangelo.
Le indagini, da quanto si è appreso, sono state avviate qualche mese fa in seguito a una comunicazione inviata dall'autorità giudiziaria tedesca. Secondo indiscrezioni sarebbero stati gonfiati i costi per la bonifica dell'area di Montecity per creare fondi neri. Il sospetto degli inquirenti è che dietro la vicenda possano esserci episodi di corruzione. E l'inchiesta si allarga: durante l'indagine nella zona Montecity sarebbe infatti emerso che gli stessi accusati stavano adottando lo stesso metodo di truffa, con fatture gonfiate, in un'altra zona di Pioltello, e che gli stessi indagati avevano partecipato ad un incontro l'8 gennaio scorso alla Green Holding di Segrate, in presenza di Giuseppe Grossi, presidente di Green Holding, e di alcuni partner tedeschi dell'operazione. Il Gip precisa inoltre come, di fronte alla prospettiva di un controllo fiscale, un nipote di Grossi, con la mediazione dei due ex marescialli della Finanza, avrebbe cercato di avvicinare i funzionari dell'Agenzia delle Entrate con l'intenzione di ottenere un esito favorevole della verifica.
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