ultimatum - Il Pirellone diffida la Comunità montana che ha creato un Consorzio a cui affidare il patrimonio dell'ente: "L'iniziativa compromette la riorganizzazione degli enti montani, scioglietelo in 15 giorni". Il presidente Mario Barboni: "Atteggiamento scorretto, le tre Comunità devono partecipare ad armi pari alla creazione di un'unica struttura"
Nuovo Consorzio: Regione e Valcavallina vanno allo scontro
Battaglia aperta tra Regione Comunità montana della Valcavallina.
La Regione diffida la Comunità di Casazza "rea" di aver creato un Consorzio di servizi con i comuni che la compongono a cui conferire il patrimonio dell'ente montano. Marco Carabelli, della direzione centrale del Pirellone scrive nella diffida che la creazione del Consorzio è "un'iniziativa in palese contrasto di legge e se confermata potrebbe seriamente compromettere il buon andamento delle attività di trasformazione stabilite dalla legge regionale". 
Insomma, il Consorzio creerebbe problemi alla riorganizzazione delle Comuntà montane della zona. Come si sa la Valcavallina deve accorparsi con l'Alto e il Basso Sebino dando vita a un unico ente montano. E per la Regione l'affidare il patrimonio a un Consorzio in questo momento compromette l'intera operazione. Ragion per cui alla Comunità di Casazza sono stati dati 15 giorni di tempo per revocare l'atto di nascita del Consorzio "in caso contrario ci vedrete costretti ad adottare tutti gli strumenti di tutela degli interessi pubblici".
Ma la Comunità non sembra per niente d'accordo con l'atteggiamento del Pirellone. Spiega il presidente Mario Barboni: "La Regione ci deve dire se la costituzione di un'unica Comunità dalle tre attuali si fa ad armi pari. Oppure se solo noi dobbiamo portare quanto costruito in questi anni". La differenza tra Valcavallina e Alto e Basso Sebino, spiega Barboni "è che le strutture e le opere realizzate dalle Comunità montane del lago d'Iseo sono rimaste patrimonio dei singoli Comuni mentre quelle messe a punto dalla Valcavallina sono della Comunità della Valcavallina. Per di più i Comuni dlela nostra zona hanno versato quote per la gestione delle varie strutture e società e adesso si troverebbero a dividere il tutto con altre due Comunità. Non è corretto e non è giusto".
Le due posizioni per ora paiono inconciliabili: a mediare comincia il commissario appena nominato per traghettare il passaggio da tre a un solo ente.
Sabato 6 Dicembre 2008
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