A Grone (nella foto), al centro della Valcavallina, dovrebbe sorgere un impianto di riconversione della frazione organica della spazzatura urbana, dai rifiuti ortofrutticoli e dai liquami animali. Si tratta di una centrale a biomassa che ha già ricevuto il via libera dalla Regione dall'assemblea della Comunità montana. Produrrà, secondo il progetto, 31 mila chilowatt di energia all'ora: parte elettrica e parte termica. Per produre questa energia serviranno molti rifiuti, si stima che una bella fetta arriveranno dalle aziende agricole della bassa. 
Un impianto considerato all'avanguardia che dovrebbe gestire la Valcavallina Servizi (emanazione della Comunità montana), ma che sta suscitando dubbi e perplessità. Proprio per discutere di queste contrarietà è in programma per giovedì 30 ottobre alle 20.30 all'auditorium dell'istituto comprensivo di Casazza (in via Broli) un incontro indetto da Rifondazione comunista. All'incontro parteciperanno: i sindaci di Zandobbio e Borgo di Terzo, Luigi Marchesi e Mauro Fadini, l'urbanista (e assessore al Comune di Bergamo) Francesco Macario, l'ingegnere nucleare Marco Brusa, l'agronomo Daniele Bertocchi, Marco Caldiroli di Medicina democratica ed Ezio Locatelli, segretario provinciale di Prc. Coordina Michele Tomasso, segretario del circolo Prc della Valcavallina.
"Se impianti di questo tipo sono in generale assolutamente condivisibili -spiega Michele Tomasso - molti dubbi sussistono su questa specifica centrale. In primo luogo per l'amplissima area in cui bisognerebbe reperire i rifiuti urbani per alimnetarla, un'area in cui esistono o sono proposti anche altri impianti di smaltimento dei rifiuti". Inoltre "i reflui zootecnici e gli scarti ortofrutticoli dovranno essere reperiti in pianura, ben distanti dal luogo in cui l'impianto è stato previsto. Questo comporterà l'andirivieni di ulteriori camion sulla già intasata statale 42". Infine si temono cattivi odori: "Dopo esserci parzialmente liberati dei mefitici coltivatori di funghi e allevatori di polli e delle loro puzze, perché oggi prevedere un nuovo impianto di questo tipo in una valle stretta e dove gira poco l'aria come la Valcavalina che peraltro sta puntando sul turismo?".
Insomma dubbi ce n'è, anche se la Regione Lombardia ha valutato il progetto come il più innovativo tra quelli esaminati nel 2007. Per il presidente della Comunità montana Mario Barboni "i camion non intaseranno la statale in quando saranno 10-15 al giorno e sui cattivi odori l'obiettivo è che dai gas si ricavino risorse senza molestare nessuno perciò tendiamo a ridurre a zero l'impatto olfattivo e chimico-fisico". L'iter dunque procede: al più presto dovrebbe essere siglato l'accordo di programma tra Provincia, Comune di Grone, Comunità montana e Regione. "I lavori dovrebbero partire all'inizio del 2009 per concludersi a fine anno".
A Fontanella lavori entro l'anno