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19 Aprile 2014 - Ultimo aggiornamento: 21:40
Argomento: 
Sicurezza
Anche Seriate vara il regolamento anti burqa. L’emendamento presentato dall’opposizione e approvato dal Consiglio è passato inosservato ai più, forse perché non si parla direttamente di burqa. Ma nella sostanza il nuovo provvedimento è chiaro.

A Seriate norma anti burqa
Lo prevede il nuovo
regolamento di polizia

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Anche Seriate vara il regolamento anti burqa. L’emendamento presentato dall’opposizione e approvato dal Consiglio è passato inosservato ai più, forse perché non si parla direttamente di burqa. Ma nella sostanza il nuovo provvedimento è chiaro: “divieto di indossare indumenti che impediscano il riconoscimento personale”. Un cavallo di battaglia della Lega Nord, che forse ha preferito evitare di inserirlo per non scatenare polemiche. L’opposizione, in particolare la lista “L’Albatro”, ne ha approfittato sottolineando la mancanza da parte della maggioranza. I consiglieri Damiano Amaglio e Francesco Assolari non hanno presentato il provvedimento con intenzione di scavalcare a destra il Carroccio: “Il regolamento è stato copiato da quello di Bergamo, poi sono state cancellate alcune voci, tra cui quella che abbiamo presentato noi – spiega Amaglio – siccome è vietato andare in giro a torso nudo, ho chiesto provocatoriamente perché invece si potesse con un passamontagna”.

L’altro emendamento approvato riguarda le serate musicali. Dopo una lunga discussione il Consiglio ha acconsentito a rimuovere il divieto categorico di fare musica dopo le 23. La competenza sarà affidata alla zonizzazione acustica, che prevede deroghe regolamentate soprattutto il venerdì e il sabato. “Gli altri 3 emendamenti sui quali non è stato possibile trovare una convergenza, sono stati ritirati – continuano i consiglieri de L’Albatro -, nell'ottica di non rendere terreno di speculazione politica il dibattito su un tema delicato come quello delle regole della civile convivenza. Abbiamo provato a dare il nostro contributo, come sempre, e crediamo grazie alla collaborazione dei colleghi consiglieri di aver reso più completo l'elaborato proposto dalla Giunta”.

Commenti

rodolfo pandolfini:
(segue) Come si può notare è la legge stessa che prevede che il divieto non valga quando vi è un giustificato motivo. Secondo la giurisprudenza italiana indossare un velo che copre il viso per motivi religiosi o culturali è un giustificato motivo, lo dicono in maniera univoca le sentenze emesse dai tribunali. Di conseguenza una donna velata rispetta la legge italiana a non rispettarlo sono i vigili che eventualmente la multassero.

mahhh:
sarebbe un giustificato motivo non vedere chi è la persona che siede accanto a me su un bus?secondo l'islam,non ci devono essere altre religione oltre la loro,quindi ci dobbiamo aspettare un giudice che per non urtare i loro sentimenti,vieti la professione del cristianesimo??già anni fa un giudice per soddisfare le esigenze di un convertito all'islam,aveva vietato l'esposizione del crocefisso,però cosi facendo poi ledeva i diritti dei cristiani che invece volevano il crocefisso,quindi il punto sarebbe: dobbiamo rinunciare alle nostre tradizioni secolari per rispetto dei nuovi arrivati,o sono i nuovi arrivati che devono rispettare le nostre tradizioni secolari?

Kurt Edram:
La sua risposta ricorda"Il dittatore dello stato libero del bananas"dove i cittadini dovevano cambiarsi la biancheria ogni mezzora e dovevano portarla sopra i vestiti,così la polizia poteva controllare.Da bravo non dica stupidaggini quando si sale sul bus non si controllano le generalità di chi ti siede vicino,Se è un bel ragazzo potrebbe essere anche gay basta che non mi disturbi e la cosa non mi interessa.Poi in giro negli uffici e negli spogliatoi delle fabbriche si trovano appesi più poster di donne nude(di solito presi da playboy)che crocefissi.A proposito lei sa cos'è una fabbrica? perché da come parla c'è da rimanere perplessi.Perché non valorizzate la tradizione del pagare le tasse?

mahhh:
ma che cosa sta scrivendo?è dittatoriale un sistema che obbliga ad essere visibile ogni individuo?io ho solo detto che vorrei vedere in viso chi mi si siede accanto,non se è gay o un maniaco sessuale,io ho provato ad avere vicino uomini intunicati sul treno,erano piuttosto nervosi,cosi mi hanno fatto innervosire pure me....altrimenti pure con la scusa della religione,devono fare fotografie coperte,entrare in banca coperti ecc ecc,e se lo facessimo noi queste cose?'che succederebbe?e che centrano le donne nude nei calendari?io ho parlato del crocefisso come tradizione del cristianesimo,non come venerazione a senso unico....mahhhh

Kurt Edram:
Lei giovanotto si dimostra poco maturo e poco esperto della vita,provi come me ad aver lavorato periodi lunghi anche in paesi musulmani e scoprirà che i pidocchi sono un problema più grosso del burqa.A me il nervoso lo fanno venire quelli che non hanno idea del vivere e vogliono saperla lunga.La tradizione del cristianesimo,come ho già detto, la ricordi a quelli che vanno al family day e sono divorziati,separati o bunga.bungari,Per il nervoso un po' di camomilla e lasciare stare "lo sballo" del sabato sera le farà bene.Ci sono cose più serie di queste qua di questi tempi,stia lontano dalla politica,quelli come lei possono solo fare danni saluti.

La verità fa male:
Premetto che sono contrario alla proliferazione di delibere, regolamenti, ordinanze su qualsiasi materia, visto che l'Italia è strapiena di inutili leggi e leggine che assomigliano alle "grida manzoniane", e premetto che non mi dà alcun fastidio il fatto che una signora indossi il burqa. Detto questo, secondo me cadono nel ridicolo anche quelli che pretendono la rimozione del crocefisso (che fino a prova contraria non offende nessuno) e ancor più nel ridicolo cadono quelli che in nome di un retorico buonismo ne autorizzano la rimozione. Almeno su queste vicende la tolleranza e il buon senso dovrebbero prevalere senza necessità di aggiungere ulteriori inutili leggi e leggine

Kurt Edram:
Premesso che la richiesta di rimuovere il crocefisso non è mia ,esserci o non esserci non avrebbe cambiato il mio impegno nel mio lavoro,qui si vive in una atmosfera viziata da una partigianeria a"prescindere",quindi,tanto per chiarirci, a me il burqa non da fastidio assolutamente,molta gente lo nomina ma non sa neppure qual'è dei copricapi musulmani,le regole si rispettano tutte e io mi arrabbio di più per quelle che causano problemi più grossi(tipo evasione fiscale)che per quelle di natura estetica o di principio(con cui non si mangia).Nel particolare detesto chi va al family day essendo divorziato o manifestamente puttaniere.Negli spogliatoi maschili delle fabbriche le donne nude ci sono.

rodolfo pandolfini:
Non è più semplice che diverse tradizioni convivano? Mai sentito parlare degli Stati uniti d'America dove la gente professa diverse religioni, parla lingue diverse, si veste in maniera diversa, mangia in maniera diversa ma tutti si sentono americani? La tradizione italiana è la democrazia liberale, il diritto all'eguaglianza che permette a ognuno di esprimersi senza che qualcuno imponga comportamenti dettati dalla morale.

mahhh:
ascolti,dopo quello che è successo 11 anni fa negli stati uniti....non so se circolano con il burqa le donne,almeno fuori dai quartieri islamici

Kurt Edram:
L'osservazione è sciocchina, anche perché dopo quello che è successo a Hiroshima e Nagasaki (e nel suo piccolo alla funivia del Cermis) gli americani circolano ancora e abbondantemente fuori dall'America e non è che si travestano da qualcos'altro.

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