Onorevoli patrimoni:
solo 5 bergamaschi
su 19 li svelano
C’è qualcosa di pudico nel mostrare la dichiarazione dei redditi da parte dei parlamentari. E i politici bergamaschi non fanno eccezione, anche se la ribalta per loro non sembra un ostacolo. Sono cinque su 19 i parlamentari orobici che hanno concesso la liberatoria per superare l’ostacolo della privacy. Un po’ pochi? No, rispettano la media italiana di 1 su quattro. Solo 224 parlamentari su 945 hanno deciso di mostrare online sul sito di Camera e di Senato i loro patrimoni e i loro redditi. L'operazione trasparenza via Web, promossa dalla deputata radicale Rita Bernardini, non ha trovato molte adesioni. Pochi gli onorevoli e i senatori che hanno sottoscritto la liberatoria per la pubblicazione on line dei redditi. Hanno detto no gli onorevoli: Carolina Lussana, Pierguido Vanalli, Roberto Castelli, Ettore Pirovano ed il senatore Roberto Calderoli della Lega; gli onorevoli Gregorio Fontana, Giorgio Jannone ed i senatori Alessandra Gallone e Valerio Carrara del Pdl; l’onorevole Giovanni Sanga ed il senatore Mauro Ceruti del Pd; e gli onorevoli Ivan Rota e Gabriele Cimadoro dell’Italia dei Valori.
L’on. Nunziante Consiglio, Lega Nord, è uno dei quattro leghisti che a livello nazionale ha accettato di mostrare il proprio patrimonio. Ha dichiarato circa 190mila euro di reddito mentre per quanto riguarda i fabbricati ha l’intera proprietà della casa di abitazione e dello studio tecnico a Cazzano Sant’Andrea oltre ad un appartamento a Casnigo. In comproprietà con la moglie - al 50% - figura una casa a Cazzano Sant’Andrea, mentre con i parenti ha un fabbricato a Montorio Inferiore, in provincia di Avellino. Tra le curiosità che emergono dalla denuncia dei redditi c’è una Mercedes del 2002 e una Fiat Punto, quest’ultima poi venduta per una Fiat Idea.
Avviene così anche per l’on. Savino Pezzotta dell’Udc che, forse perché ex segretario nazionale della Cisl, si è affidato al Caaf del suo sindacato per dichiarare che gli otto immobili di cui è proprietario (alcune solo pertinenze agli alloggi) sono tutti in comproprietà al 50% con la moglie e che il proprio reddito annuale ammonta a poco più di 191mila euro.
Sul fronte del Pd c’è il tesoriere nazionale, l’onorevole Antonio Misiani che non ha remore nel dichiarare 129mila euro all’anno e che ha acquistato da poco - in comproprietà al 50% - un’autorimessa di pertinenza al alloggio (unico fabbricato), anche questo in comproprietà con la moglie.
Per il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, non c’è nessun mistero ad ammettere che nel 2008 possiede sei fabbricati, uno persino a Bruxelles (ma solo al 50%), uno a Curno, e poi a Montenero di Bisaccia in provincia di Campobasso. L'appartamento che ha a Milano è invece di una Srl, Antocri, di cui è proprietario. Tre anni più tardi la situazione patrimoniale cambia, restano 26mila azioni Enel, cessa l'usufrutto dei fabbricati a Bergamo e Milano, non ha più immobili a Curno ma investe in fabbricati e terreni nella sua terra d’origine: il tutto per un reddito dichiarato di circa 190mila euro. Il cognato Gabriele Cimadoro e il compagno di partito Ivan Rota, entrambi in Parlamento per l’Italia dei Valori non seguono il suo esempio.
Sergio Piffari, onorevole originario della Valbondione non teme nulla. Ha moglie e due figli a carico, ha ceduto un fabbricato in Valbondione. Di proprietà ha solamente la prima abitazione, gli altri quattro fabbricati che dichiara sono in comproprietà al 30%, così come gli otto terreni – sempre al 30% - che non danno però nessuna rendita. Alla fine dalla dichiarazione emerge un reddito di 111mila euro l’anno.





















































Commenti
Non capisco cosa ci sia da
Persone che sono arrivate
han detto NO in 5 della Lega,
Bene ! mi pare ora che
complimenti onorevoli dis..
sono da ammirare per la loro
NON COMPRENDO LO STUPORE SE
Stupore? Di chi? Mi sembra
Dare a Cesare quel che e' di
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