Nel nome di De Gasperi
uniti moderati e riformisti
via Berlusconi, Lega e Grillo
Fioroniano doc, deputato eletto nel Partito democratico di Bergamo, ex popolare, cattolico, da sempre esponente dell’ala che guarda più verso il centro che verso la sinistra, Giovanni Sanga riparte da Alcide De Gasperi per guardare al futuro del Paese, direzione obbligata l’Europa.
In questi giorni è un fiorir di convegni su De Gasperi e anche il leader della sua corrente, Giuseppe Fioroni, ha rimandato alle sue idee per proporre alleanze italiane. Lei come la pensa?
Penso che De Gasperi, il suo pensiero e la sua azione meriterebbero ben altro rispetto ai convegni di circostanza che si stanno facendo. Ormai è unanimemente riconosciuto: è lui è il vero statista italiano del secondo dopoguerra. Uno statista che ha trovato la giusta via per portare il Paese verso le riforme allora necessarie.
Cosa farebbe De Gasperi oggi?
Provo a inserirmi nel dibattito che si è aperto. Quello di cui oggi il nostro Paese ha bisogno e di cui uno statista si deve far carico è promuovere un incontro vero tra i soggetti politici che hanno il più forte radicamento nella realtà, cioè socialisti, popolari, riformisti…
Perché un incontro?
Si devono incontrare per dare una risposta sui temi del presente e del futuro. Non per fondare un partito ma per un’alleanza seria e affidabile.
Per fare cosa in particolare?
Proprio pensando a De Gasperi penso che debbano rilanciare l’Europa vera fatta non solo di politiche monetarie ma di politiche di integrazione, di crescita e di lavoro.
Europa e basta?
Non solo, l’alleanza tra moderati e riformisti serve ad avviare quella nuova stagione costituente che deve una volta per tutte dare anche al nostro Paese istituzioni più snelle, più moderne, più efficienti nel segno della cultura della legalità, che peraltro ritengo sia altra cosa rispetto al dipietrismo.
Entriamo nel merito: l’alleanza che lei propone è un invito esplicito all’Udc di Casini a unirsi al Pd?
Certo, ma questa non è una novità. La richiesta esplicita oggi è la presa d'atto che Casini non può più giocare a nascondino, deve dichiarare prima delle elezioni quali sono le alleanze, i progetti, le risposte ai problemi del presente e del futuro.
Non può più tenersi le mani libere?
Casini ha avuto la forza di andare da solo, abbandonando Berlusconi, adesso però non basta più: bisogna mettersi insieme, se no si rischia l’ingovernabilità. Da soli non si va da nessuna parte. E il tempo è scaduto, o si agisce ora o è il caos.
Lei dunque si appella a Casini e… basta?
Quando parlo di alleanza tra riformisti e moderati non penso solo all’Udc ma a tutto il mondo deluso dal berlusconismo, dalle sue promesse vane, dai proclami strampalati. Penso poi a pezzi importanti della società civile, a pezzi di questo governo Monti. Dunque l’invito va ben oltre l’Udc.
A chi dice no?
Dico no alla frammentazione, alla radicalizzazione della Lega e di Berlusconi, ai populismi di Grillo. L’esatto opposto dell’idea forte di un Paese espressione delle forze popolari, della società civile e di un pezzo significativo dello stesso governo Monti.
Una sorta di ammucchiata senza più distinzioni tra destra e sinistra?
Non è un’ammucchiata e non è un’emergenza, è un’alleanza di governo: alleanza fortemente alternativa a Berlusconi, alla Lega. E’ l’alleanza delle forze europeiste.
Strabica?
Perché mai? Nel nome di De Gasperi. Ricordo che fu lui a definire la Democrazia cristiana come un partito di centro che guarda a sinistra.
Rosella del Castello





















































Commenti
Ognuno tira fuori dal
Continuiamo il minestrone!
Che c'entra De Gasperi con i
Bravo Sanga. E' vero Che De
Lo stesso peso degli indiani
tutti commenti di gente
beh gente accecata,odio
esatto anche FINI, mi ero
si,ma poi quando ci sarà di
non si deve preoccupare
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