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24 Luglio 2014 - Ultimo aggiornamento: 22:09
Argomento: 
L'intervista
Michele Luccisano, 59 anni, già sindaco di Arcene per 10 anni, attuale segretario al Comune di Seriate spiega le ragioni che lo hanno spinto ad aderire all'associazione Italia Futura Bergamo.

Luccisano: Italia Futura
m'ha convinto, è diversa
dai partiti tribù

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Si definisce un “gregario” della politica fatta dai giovani. E che voglia stare al servizio delle nuove generazioni lo ribadisce Michele Luccisano, 59 anni di cui dieci dal 1999 al 2009 come sindaco di Arcene, e attuale segretario comunale a Seriate. “Quando guardo ai giovani comprendo la loro preoccupazione, sono la prima generazione dal dopoguerra che teme il futuro, che pensa che di fronte ci sia solamente il peggio – spiega Luccisano – per questo ho deciso di aderire al movimento di Italia Futura. Mi ha spinto il buon senso, chi come me ha lavorato tutta la vita è tempo che ora faccia da gregario, dia una mano perché i giovani siano i protagonisti del loro futuro”. La politica la conosce bene Luccisano, ma non la demonizza.

“Sono molto orgoglioso di aver fatto il sindaco di Arcene e ho avuto le antipatie della politica di professione – ammette – ricordo quando all’epoca in commissione regionale ho richiamato i partiti alla loro responsabilità per il piano cave della Provincia di Bergamo, un piano non attuale, non utile al mondo della produzione”.

L’elenco delle battaglie contro la politica di professione è lunga: dal raddoppio della Bergamo-Treviglio alla sistemazione del sottopasso ferroviario ad Arcene.

“Oggi i partiti politici sono tribù, si autotutelano, sono chiusi su di loro: se non si rinnovano sarà la fine – aggiunge – Italia Futura invece parte dal basso, dalle idee che vengono dalle persone che vivono ogni giorno la difficoltà del lavoro, del sociale, della scuola, della giustizia. Magari anche idee che a volte vengono dalle disperazioni, ma non per questo vengono accantonate. Anzi”.

Sulla possibilità che Luca Cordero di Montezemolo si candidi in prima persona, taglia corto: “In questo Paese è diventato il gioco preferito della politica trovare il nome che faccia effetto, ma per l’associazione Italia Futura così come l’associazione di Oscar Giannino l’obiettivo è diverso: trovare le soluzioni ai problemi dell’Italia. Una cosa ben differente. Italia Futura è un incubatore di novità, di passioni, di desideri. Non è un partito”. Insomma, è una politica della riscossa. Una politica che punta alla semplificazione amministrativa, giudiziaria, fiscale.

“Italia futura non fa piazzate in televisione, comprende che i partiti vanno riformati perché non sono i solutori del problema. Non demonizzo Grillo e il suo movimento: all’interno ci sono brave persone che sono stanche, sfiduciate, non si arrendono e cercano di cambiare questo Paese” aggiunge. “La politica deve essere fatta da gente comune, più autentica – rimarca l’ex primo cittadino di Arcene –. L’epoca delle promesse è finita, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità: gli anziani facciano i gregari, con la loro esperienza, competenza, tecnica, affianchino i giovani a non commettere errori”.

Spot, salotti televisivi, campagne pubblicitarie sono qualcosa di lontanissimo. “Il consenso popolare lo si trova se le decisioni sono prese con coscienza e per il bene comune – puntualizza il segretario comunale di Seriate –. Abbiamo bisogno di scuoterci dai vecchi schemi. Ci sono politici eletti senza che si siano mai fatti vedere nei collegi e che ora non rispondono delle loro azioni a nessuno dei loro votanti. Siamo di fronte a un parlamento di nominati, non di eletti. Eppure il Parlamento da mesi cerca di discutere una nuova legge elettorale senza arrivare a nessun risultato. Monti non dovrebbe sentirsi vincolato da questo Parlamento, il momento è drammatico e le sue decisioni andavano prese con più rapidità e senza concertazioni o ricatti da parte dei partiti”.

Così però non sarebbe venuta meno la democrazia?

“No, nessun attacco alla democrazia. Il nostro Paese è sull’orlo del baratro e salvarlo è la priorità. E poi lo ripeto: in Parlamento siedono solamente dei nominati, non degli eletti dai cittadini. Oggi i partiti sono tribù che rifiutano il confronto, sono autoreferenziali e non comprendono i problemi che vive il nostro Paese”.

Commenti

Giuseppe:
Ma per fare il referente di Italia Futura bisogna per forza aver avuto ruoli apicali in Confindustria? Come impiegato potrò solo allora portarvi il caffè alle riunioni? Più popolo meno privilegi!!

Caro Fabiolino, grazie per la sua attenzione. Vale anche per lei la risposta che ho appena dato al simpatico Beppone. Sarebbe stato più simpatico se lei si fosse chiamato . . . Camillo. Un cordiale saluto. Michele Luccisano

pierangelo manzoni:
Caro Michele condivido in gran parte le sue considerazioni che ogni tanto cerco di esporre all'interno del PD e postando commenti su web. Per questo motivo mi trovo esposto agli strali di questo coraggioso anonimo Fabiolino che non argomenta mai, ma cerca di denigrare la persona che lo fa. Accuse talvolta ridicole come quelle delle tessere in ritardo o di partecipare poco alle riunioni a Bergamo. Rivolte poi a chi come lei o il sottoscritto ha vinto battaglie amministrative e portato al governo locale il csx. Ma per lui contano quanti manifesti hai affisso e quante salamelle hai messo sulla brace della festa PD. Credo sia un po' invidioso altrimenti non si spiegherebbe.

Luciano Avogadri:
Mi sembra che Giannino sostenga che la vera casta di cui l'Italia è prigioniera è quella dei dipendenti pubblici e di quelli che una volta si chiamavano Boiardi di Stato. Trovare il Dottor Luccisano, che fa parte di diritto e da lungo tempo di quella casta, dalla parte di Oscar Giannino, più che un riciclo, mi pare un salto della quaglia, e un altro degli innumerevoli modi di confondere le acque. Non esprimo giudizi sull'operato del Dr Luccisano. Esprimo solo la mia perplessità sulla contrapposizione tra l'operato di una vita, e il sostegno a teorie che vannno nella direzione opposta.

Caro Sig. Avogadri, lei semplifica troppo. Equipara per generi "a prescindere", come diceva il grande Totò. Per valutare di quale casta io faccia eventualmente parte, forse dovrebbe conoscere quello che ho fatto e quello che faccio, come dipendente pubblico e nel mio impegno di amministratore pubblico di un piccolo paese. Non credo che abbia "perso" il suo tempo a farlo. Eppure prima negando di volerlo fare, finisce con esprimere giudizi su quello che definisce "operato di una vita" (la mia). Grazie, comunque, per la sua attenzione.

Luciano Avogadri:
Pertanto una soluzione corretta sarebbe quella di non imbarcare nessuno degli appartenenti a quella casta che si ritiene la vera avversaria, proprio per non correre rischi. Per quanto riguarda il Suo operato di una vita, è la semplice fotografia della attività da Lei svolta come Dipendente Pubblico (e non come Sindaco, che è tutta un'altra categoria), senza nessun giudizio, dato tra l'altro che non ho avuto occasione di conoscerLa e apprezzarLa.

Luciano Avogadri:
Caro Sig. Lucisano, mi pare che sia Lei quello che semplifica e ignora a prescindere. Giannino sostiene che la rovina e la vera Casta dell'Italia sono i Dipendenti Pubblici, che costituiscono un blocco che impedisce qualsiasi vera possibilità di modificare l'assetto pubblico, con conseguente riduzione del carico fiscale. So anche che tutti i Dipendenti Pubblici, e quindi anche Lei, sostengono che sono "gli altri" quelli che pesano e bloccano lo Stato.

Longo:
Dove porta il cuore,future generazioni apprenderanno quanto è fondamentale avere a fianco persone competenti e oneste ansiose di far del bene davvero per il paese. Tanti auguri Michele! Francesco

boss:
Un comunista che si avvicina ad Oscar Giannino, un iper liberista di nome e di fatto...beh...fa molto pensare. Su Luccisano, nulla da eccepire: è una brava persona, ma questa è la dimostrazione che lo sport nazionale è quello di saltare sul carro del vincitore.

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