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30 Agosto 2014 - Ultimo aggiornamento: 16:58
Argomento: 
Partito democratico
E posta su Facebook: "Il 14 luglio chiederò in Assemblea Nazionale di votare contro. Spero di trovare qualche mano che si alza, nel grigio conformismo di un'Assemblea troppo spesso apatica”.

Diritti ed etica nel Pd:
si vota ma il bergamasco
Facchetti dissente

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Beppe Facchetti, noto liberale di Bergamo, oggi esponente del Partito democratico, in Facebook ha postato il proprio dissenso al documento sulla politica dei diritti che rappresenta l’ultimo pezzo del programma complessivo del partito che sarà messo in votazione sabato 14 luglio a Roma all’assemblea nazionale del Pd: “Ho fatto parte della Commissione Bindi per circa un anno e mezzo di lavori, in rappresentanza dei liberal-PD - scrive Facchetti - Alla fine, nella riunione conclusiva, ho espresso il mio dissenso con una dichiarazione e con un articolo di spiegazione pubblicato da Europa. Il 14 luglio chiederò in Assemblea Nazionale di votare contro. Spero di trovare qualche mano che si alza, nel grigio conformismo di un'Assemblea troppo spesso apatica”.

Beppe Facchetti è stato designato nella Commissione che si chiama per la precisione “laicità e diritti” e ha seguito – quasi senza assenze – tutti i lavori. “Una cosa devo dire buona e stimolante, con partecipanti di alto livello (mentre quelli che ne hanno parlato all’esterno, tipo Fioroni, non si sono mai visti)”.

Ci sono voluti quattro anni (dalla nascita del Pd) e lunghe e approfondite discussioni per trovare una sintesi sui temi delicatissimi che riguardano l’etica all’interno di un partito che è formato da tante anime. 

Su cosa dissente il bergamasco? Sul linguaggio, che non è forma ma sostanza, ma anche sulla sostanza, sulle scelte politiche.

E sui temi più controversi quali unioni di fatto, matrimoni omosessuali, fine vita: “C’è un esasperato ricorso a quanto dicono livelli superiori tipo sentenze della Corte costituzionale o alle direttive europee. Ma io dico invece che non c’è alcun bisogno di riferirsi ad altri: tocca al partito dare indicazioni politiche”.

E poi sul ruolo della natura vista quasi come alternativa alla scienza: “Per me tutto ciò che viene scoperto dagli uomini fa parte della natura”.

Insomma, un intero approccio che non va, secondo Beppe Facchetti, il quale però riconosce: "Alla fine si è giunti a un minimo comune denominatore che è già un traguardo da non abbattere, anche se io dissento per ragioni fondamentali”.

Commenti

Facchetti esprime constatazioni di come è la realtà, fondata sulla libertà dei cittadini e fisiologicamente variabile. Ed è positivo che tenti di scuotere una delle morte gore, nel caso il PD, con il profumo della diversità individuale. Naturalmente sarà un tentativo di principio ma utile a riflessioni sull’essere di partiti fondati su culture contrastanti anche se con lo stesso avversario di destra. Peraltro i commenti mostrano che questo problema esiste nell'opinione pubblica. Cortesi rinnova l'ossessione berlusconiana al punto da dare per scontata la questione più profondamente controversa in Italia, e cioè la laicità dello Stato, che è separazione Stato religioni o è accademia.

Beppe Facchetti:
Raffaello (che scrive e legge da lontano: da Livorno), non ha fiducia nella capacità di sintesi di un partito cosi plurale. Nel dibattito della commiussione, il più onesto intellettualmente è stato Gianni Cuperlo che mi ha dato atto di una diversità molto forte, in questo dando ragione a Morelli. Ma l'esperimento PD potrà anche fallire, ma nel terzo millennio era comunque necessario. La morta gora è quella di una politica italiana, nel suo complesso, che dibattiti su temi importanti non è più in grado di farne.

nino cortesi:
Che strano partito il Pd di questi ultimi anni. Mai che faccia le auspicate sintesi per un solo grande partito della sinistra. Si perde sempre, a quanto pare volutamente da parte dei componenti della direzione centrale, in discorsi palesemente minoritari ma che fanno comodo alla casta e la Chiesa purtroppo è la componente privilegiata di tutto questo ignobile casino. Beppe Facchetti in questo caso si fa strenuo difensore di una cosa che dovrebbe essere ovvia e cioè la laicità dello Stato. Bravo. Intanto la mummia Berlusconi galoppa allegramente sulla agghiacciante immobilità di Bersani formando il suo nuovo partito "pane e bresaola", in questo già ben sostenuto da Monti e dalla Chiesa.

Beppe Facchetti:
Non vorrei che si sottovalutasse la qualità del dibattito. E' stata molto alta, più alta di quanto appaia all'esterno. Un partito che si è ripiegato nella ricerca di una soluzione va comunque apprezzato. Il problema è la fatica per arrivare non ad un punto di arrivo per quanto provvisorio, ma semplicemente ad un punto di partenza. Dove, quando è nato il PD, già dovevamo stare. Chi legge i documenti oggi (e anche le mie modestissime critiche), probabilmente rimane stranito. Quante cose che la cultura civile ha già introitato! Stiamo ancora guardando indietro anzichè avanti.

Michele Luccisano :
I miei complimenti per le posizioni chiare, intelligenti, moderate e tenacemente rappresentate da Beppe Facchetti. Chi non l'ha fatto già, legga il suo intervento su L'Europa del 29 giugno. Non stupisce il suo disappunto verso certa vecchia cultura politica che impedisce ai partiti di essere compresi soprattutto dai più giovani italiani. Facchetti è stato anche l'ultimo serio e credibile antagonista alla presidenza di centro destra della Provincia.

Beppe Facchetti:
Grazie Michele dell'apprezzamento. Ho come l'impressione di aver detto che il re è nudo. Cosa in sè non scandalosa, se vera.

ezio bordoni:
un partito è per sua natura laico , liberale e democratico ,cioè crede che il libero confronto delle idee e delle proposte (senza blocchi ideologici, tabù, e culto della personalità) porti alle dedecisioni migliori. Beppe crede in questo, e questa è la impostazione su cui è nato il PD. Avanti così oppure si muore.

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