Diritti ed etica nel Pd:
si vota ma il bergamasco
Facchetti dissente
Beppe Facchetti, noto liberale di Bergamo, oggi esponente del Partito democratico, in Facebook ha postato il proprio dissenso al documento sulla politica dei diritti che rappresenta l’ultimo pezzo del programma complessivo del partito che sarà messo in votazione sabato 14 luglio a Roma all’assemblea nazionale del Pd: “Ho fatto parte della Commissione Bindi per circa un anno e mezzo di lavori, in rappresentanza dei liberal-PD - scrive Facchetti - Alla fine, nella riunione conclusiva, ho espresso il mio dissenso con una dichiarazione e con un articolo di spiegazione pubblicato da Europa. Il 14 luglio chiederò in Assemblea Nazionale di votare contro. Spero di trovare qualche mano che si alza, nel grigio conformismo di un'Assemblea troppo spesso apatica”.
Beppe Facchetti è stato designato nella Commissione che si chiama per la precisione “laicità e diritti” e ha seguito – quasi senza assenze – tutti i lavori. “Una cosa devo dire buona e stimolante, con partecipanti di alto livello (mentre quelli che ne hanno parlato all’esterno, tipo Fioroni, non si sono mai visti)”.
Ci sono voluti quattro anni (dalla nascita del Pd) e lunghe e approfondite discussioni per trovare una sintesi sui temi delicatissimi che riguardano l’etica all’interno di un partito che è formato da tante anime.
Su cosa dissente il bergamasco? Sul linguaggio, che non è forma ma sostanza, ma anche sulla sostanza, sulle scelte politiche.
E sui temi più controversi quali unioni di fatto, matrimoni omosessuali, fine vita: “C’è un esasperato ricorso a quanto dicono livelli superiori tipo sentenze della Corte costituzionale o alle direttive europee. Ma io dico invece che non c’è alcun bisogno di riferirsi ad altri: tocca al partito dare indicazioni politiche”.
E poi sul ruolo della natura vista quasi come alternativa alla scienza: “Per me tutto ciò che viene scoperto dagli uomini fa parte della natura”.
Insomma, un intero approccio che non va, secondo Beppe Facchetti, il quale però riconosce: "Alla fine si è giunti a un minimo comune denominatore che è già un traguardo da non abbattere, anche se io dissento per ragioni fondamentali”.





















































Commenti
Facchetti esprime
Raffaello (che scrive e legge
Che strano partito il Pd di
Non vorrei che si
I miei complimenti per le
Grazie Michele dell
un partito è per sua natura
Ce ne faremo una ragione.
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