Brescia, ancora indagini
Altri soggetti nel mirino
Non è finita, assolutamente. Anche questa mattina il sostituto procuratore di Brescia Silvia Bonardi ha avuto un incontro con il procuratore aggiunto, Fabio Salamone, sull'inchiesta che ha portato in carcere finora l'imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani e altre 8 persone, tra le quali la moglie di Locatelli.
L'ordinanza del gip Bonamartino, del 30 novembre, non ha per nulla chiuso il cerchio e aveva alcune caratteristiche che erano il preludio di nuove indagini. Basti dire che una serie di intercettazioni "interessanti" e decisive per portare in carcere sia Nicoli Cristiani sia Locatelli, erano del settembre scorso. Eppure l'ordinanza è stata emessa solo a fine novembre. Ci sono di mezzo due mesi in cui gli inquirenti hanno valutato a fondo se era possibile richiedere una custodia cautelare anche per altri soggetti oltre ai primi 10, ma così non è stato.
L'indagine comunque prosegue ed è sempre divisa su due fronti differenti: da un lato la corruzione di Nicoli Cristiani da parte di Locatelli, ovvero i 100 mila euro incassati dal politico quando l'autorizzazione per l'utilizzo della discarica di Cappella Cantone (Cremona) era già stata rilasciata. In nessun modo il sostituto procuratore lascia capire se in quest'ambito possono esserci altri personaggi coinvolti sebbene non ancora iscritti nel registro degli indagati. E' invece sicuro che l'attenzione dei magistrati è caduta già da tempo su altre persone per quanto riguarda il presunto smaltimento illecito di rifiuti (dalla legna al cellophane fino al cromo) sotto il sedime autostradale della Brebemi.
A Brescia si lavora velocemente, anche con una certa frenesia, ad un'inchiesta che ha messo a soqquadro anche un po' di tranquillità politica a Palazzo Pirelli. Intanto i cantieri della Brebemi restano chiusi e la società non ha alcuna informazione sulla possibile riapertura. Questa settimana proseguiranno, inoltre, gli interrogatori delle altre sette persone arrestate oltre a Nicoli, Locatelli e la moglie di quest'ultimo.




















































