Via auto e autista
ai parlamentari scortati
Anche al leghista Calderoli
La scorta dell’ex ministro alla Semplificazione Roberto Calderoli è ormai una leggenda. Chi passa a Mozzo, sulla strada della Madonna del Bosco, non può che buttare l’occhio agli agenti che si occupano della sicurezza del parlamentare leghista. Che ci sia sole, pioggia, vento o neve, rimangono lì imperterriti in attesa che l’esponente del Carroccio lasci casa per qualche impegno. Nonostante la crisi e i continui tagli alle forze dell’ordine, rimarranno al loro posto. Non vale lo stesso per l’autista e per l’auto messa a disposizione dallo Stato, finiti nel mirino della spending review.
I tagli alle spese pubbliche operate dal governo Monti infatti non risparmiano la casta: lo Stato non metterà più a disposizione auto e autista per i settanta parlamentari sotto scorta, tra cui 20 dedicati a ex ministri e sottosegretari in carica con il governo Berlusconi.Il Viminale ha deciso di risparmiare, quindi d’ora in poi auto e autista dovranno essere messi a disposizione direttamente dall’interessato oppure dall’amministrazione di appartenenza, Camera o Senato. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha già messo le mani avanti dichiarando di aver a disposizione solo cinque autisti divisi tra presidenza, Copasir e Antimafia. I parlamentari, tra cui Calderoli, dovranno affidarsi ai partiti oppure direttamente al loro portafoglio.
























































Commenti
Dovrebbe essere contento il
forze dell'ordine al loro
NON BASTA... TOGLIETEGLI
Bene!
bravo emanuele sei l'unico
Al momento gli è stata tolta
perchè, l'auto e lo stipendio
Ma i presidenti di provincia,
era proprio ora anche per il
Era ora. Adesso abbiamo da
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