Convegno a bergamo - “Merito e flessibilità, inseriti in un sistema di mercato che sappia dare sicurezza ai lavoratori e non trasformi il licenziamento in una tragedia personale dai risvolti spesso drammatici”: è una ricetta storica, questa, per Pietro Ichino, ribadita dal giuslavorista al convegno dell'associazione Liberal Pd fondata a Bergamo da Valter Grossi.
Ichino: contro la crisi lavoro flessibile ma anche sicuro
“Merito e flessibilità, inseriti in un sistema di mercato che sappia dare sicurezza ai lavoratori e non trasformi il licenziamento in una tragedia personale dai risvolti spesso drammatici”: è una ricetta storica, questa, per Pietro Ichino. Una ricetta che il giuslavorista e senatore Democratico ha ribadito oggi, 17 aprile, al convegno dell’associazione Liberal Pd, fondata a Bergamo da Valter Grossi, assessore all’Urbanistica e, in questo caso, moderatore dell’incontro al Palazzo dei Contratti.
Prima di arrivare al “merito” Ichino ha parlato di un concetto correlato, ovvero della “massima trasparenza degli enti pubblici, sul quale il nostro Paese è ancora parecchio indietro. Così come è indietro sul fronte della flex-security, perché c’è un sistema che non è capace di prevenire i momenti di difficoltà e trasforma la perdita del posto di lavoro in una catastrofe. Serve invece un sistema-mercato che sappia garantire tutti e allo stesso tempo sappia concedere alle aziende tutta la flessibilità che vogliono, senza però abbandonare nessuno. Si tratta di elementi di forte responsabilizzazione, sia per le imprese, sia per i lavoratori, elementi che sono attuali e andrebbero sperimentati anche qui a Bergamo, in particolare in zone come la Val Seriana”.
La crisi come elemento, o meglio come specchio, per comprendere gli errori fin qui commessi: è stato un filo conduttore del convegno, legato in modo forte alla questione Europea. “L’Europa non può continuare ad essere vista come un limone da spremere per ottenere finanziamenti, oppure come un ente iper-regolamentatore – secondo Andrea Moltrasio, della Giunta nazionale di Confindustria per l’Europa -. No, l’Europa è un’aggregazione storica, una realtà che abbiamo costruito per essere più forti nel mondo globalizzato, che non può essere fermata dai mal di pancia di singoli Paesi. Ed è con l’Europa che bisogna favorire il merito, la concorrenza, anche privatizzando attività di servizio pubblico; e bisogna favorire un welfare che non sia solo di stato e ossessivo, ma di maggiore libertà e responsabilità”.
Responsabilità e trasparenza, “ma non solo nel privato – ha aggiunto Simona Leggeri, presidente nazionale dei Giovani edili-Ance -. Anche nel settore pubblico, che in questo momento, a contatto con il privato, può fare da volano anticrisi, proprio con le opere, piccole o grandi, che servono davvero”. “La verità è che la società italiana ha bisogno di rimettere in discussione sé stessa, puntando a merito e trasparenza – ha concluso Enzo Bianco, ex ministro, ex sindaco di Catania, presidente nazionale di Liberal Pd -. E il merito deve valere anche per noi, per la politica, a partire da una legge elettorale che va cambiata e faccia davvero sentire “eletti” coloro che siedono in parlamento. Per ora non è così, a causa della legge inventata da Calderoli”.
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