"Una valanga". Cristian Invernizzi il segretario provinciale della Lega non ha ancora i numeri precisi, ma la sensazione che gli hanno comunicato i referenti dei gazebo installati in tutta fretta ieri in una decina di paesi (in genere nell'Isola) per la campagna a favore della castrazione chimica è di una grande
adesione da parte della gente comune. "Si fermavano, ascoltavano e firmavano: il tema dell'emergenza stupri è decisamente sentito anche da noi, non c'è bisogno di alcuna fozratura". Tant'è che Invernizzi, ma non solo lui, è convinto che questa sarà la più feconda campagna mai promossa dai lumbard: "Domenica qualcuno ha avviato l'allestimento dei gazebo, in tutta fretta, a Dalmine, Martinengo, Ponte San Pietro, Bonate Sopra., Suisio e altri paesi dell'Isola, ma l'8 marzo la raccolta sarà a tappeto in tutte le zone della provincia in cui abbiamo una sezione: siamo certi che la risposta sarà altissima".
E potrebbe essere una previsione azzeccata, almeno stando ai risultati di domenica 22 febbraio quando ad esempio a Bonate Sopra, all'uscita della Messa il passaggio al gazebo per firmare a favore della legge sulla castrazione chimica è stato naturale per molti fedeli. E questo nonostante il fatto che in Bergamasca e in quest'area non si siano finora registrati episodi violenti come quelli che stanno tenendo banco da alcune settimane sulle prime pagine dei giornali. Forse l'obiettivo di chi appone il proprio nome sui moduli degli esponenti del Carroccio non è tanto la legge quanto la richiesta di tener viva l'attenzione sulla sicurezza.
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