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Venerdi 30 Luglio 2010 - Ultima modifica: 01:08
La Cgil - Giuseppe Errico: "Cinquanta euro sono davvero tanti soprattutto se si pensa che vanno ad aggiungersi ad altri 70 che già oggi l'extracomunitario versa per poter contare sul permesso di soggiorno, peraltro per un servizio che è comunque inefficiente dal momento che bisogna aspettare dai 9 ai 14 mesi per il rilascio effettivo"
"Una discriminazione, o l'ennesima provocazione"
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Non si stupisce di questo nuovo emendamento leghista Giuseppe Errico, funzionario dell'Ufficio diritti della Cgil. "Non è la prima volta che il Carroccio porva a vessare gli stranieri, gli immigrati. L'ha fatto pochi mesi fa con la proposta del permesso a punti, lo rifà adesso con il permesso di soggiorno a pagamento. Non  capsico se si tratta di discriminazione o dell'ennesima provocazione".
Certo è, prosegue il sindacalista, che 50 euro per il documento fondamentale per poter avere un'esistenza normale in Italia "sono davvero tanti soprattutto se si pensa che vanno ad aggiungersi ad altri 70 euro che già oggi l'extracomunitario versa per poter contare sul permesso di soggiorno".
In effetti già oggi l'immigrato spende 14,62 euro per la marca da bollo, 30 euro per le Poste, 27.50 per il rislascio del permesso elettronico: "Più di 70 euro peraltro per un servizio che è comunque inefficiente dal momento che bisogna aspettare dai 9 ai 14 mesi per il rilascio effettivo". 
Cinquanta in più sono davvero pesanti? chiediamo. "Capisco la crisi e la necessità di soldi - conclude Errico -, ma andare a raccattarli in quella fascia di popolazione che è chiaramente più debole e che ha bisogno assoluto di quel documento lo trovo discriminatorio. A volte penso anzi che si tratti di una provocazione".

Venerdi 9 Gennaio 2009

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