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Sabato 11 Settembre 2010 - Ultima modifica: 19:56
1 marzo - Presentata la "giornata senza immigrati": il primo marzo presidio e interventi davanti a Palafrizzoni, ma anche corteo fino alla prefettura.
Gli immigrati scioperano:
"Vogliamo vivere in pace"
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Il primo marzo sarà una "Giornata senza immigrati", ovvero una giornata di sciopero durante la quale chi vive a Bergamo ma è nato e vissuto in altri paesi proverà a farsi sentire uscendo dal quotidiano, facendo notare la sua assenza.
La "Giornata senza immigrati - 24 ore senza di noi" è stata presentata oggi, 25 febbraio, con una conferenza stampa nella sede Arci di via Quarenghi.
"Io sono immigrato e vorrei un'integrazione più forte - ha dichiarato Freddy Sanchez Espinoza, studente universitario boliviano di 20 anni -. Voglio il diritto di scegliere chi mi governa, voglio il diritto di vivere in pace e voglio lottare contro i pregiudizi, che purtroppo sono ancora molti. Purtroppo anche a Bergamo c'è troppa diffidenza, ed è arrivata una certa xenofobia". Il diritto di cittadinanza e il diritto di voto per chi lavora e vive in Italia sono tra le istanze principali dell'evento che si terrà lunedì.
Quello che è stato ribattezzato "sciopero degli immigrati" culminerà in una manifestazione: alle 18 presidio davanti a Palazzo Frizzoni, quindi corteo fino alla prefettura e ritorno a piazza Matteotti, davanti al municipio, dove ci saranno interventi e testimonianze da parte dei cittadini immigrati. Pieno sostegno all'evento è stato dato da Rifondazione comunista e dalla Fiom Cgil.
Gli organizzatori si presentano semplicemente sotto la siglia "1 marzo" e hanno costituito un comitato fin dall'inizio di gennaio del 2010.  "L'iniziativa della giornata senza immigrati il 1 marzo è partita dalla Francia - ha spiegato Eliseo Oberti, tra gli organizzatori -. Ha poi trovato adesioni in più paesi e in Italia sono nati 55 comitati, tra i quali Bergamo. Siamo un gruppo che nasce spontaneamente, tra la gente".
Durante la manifestazione del comitato 1 marzo si terrà però un altro evento, ovvero un presidio davanti alla sede della Regione in via XX settembre della cosìddetta rete "28 marzo", che prende il nome dalla giornata della primavera 2009 in cui in centro si svolse un corteo, piuttosto partecipato, di immigrati che raggiunsero la prefettura. "Si è cercato qualche contatto con la rete 28 marzo, ma non c'è stato modo di svilupparlo - ha concluso Oberti -. Forse siamo meno politicizzati di chi manifesterà all'evento nella piazza vicina". "Vorrei che i due eventi si unissero - ha sostenuto Freddy Sanchez -. Bisogna lottare per un unico obiettivo, un unico scopo". Della stessa opinione Amparo De Los Reyes, filippina, del coordinamento immigrati di Bergamo.
 

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Giovedi 25 Febbraio 2010

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