Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, auspica una nuova generazione di politici cattolici. E a Bergamo non sono pochi i giovani che si stanno impegnando, magari con un discreto successo nelle istituzioni e nei partiti. Cattolici? Molti sì e sono quelli che si dichiarano convinti che la politica sia prima di tutto servizio.
Come il leghista Alberto Ribolla (foto a destra), consigliere comunale a Bergamo: "Sono un cattolico praticante,
attivo in parrocchia e porto in politica i miei valori. Non sempre in sintonia con le gerarchie della Chiesa, ne sono consapevole. Per esempio sugli immigrati, ma questo è dovuto al fatto che in uno Stato laico i valori vanno inseriti nella realtà. Per questo dico sì all'accoglienza e al sostegno ma nella legalità e nella sicurezza di tutti e non mi sento di tradire in questo modo il cristianesimo. La conferma viene dal fatto che proprio nella Lega, il gruppo più rigoroso in questo ambito, c'è il maggior numero di cattolici bergamaschi". Ribolla porta con sè nel mondo politico la voglia di cambiare, ritiene che l'impegno sia un atto di volontariato, non una professione e non auspica un partito di cattolici.
Finiti i tempi della vecchia Dc anche per Giacomo Angeloni, pure consigliere a Palafrizzoni, ma per il Partito democratico: "Sull'appello del cardinale io posso dire che se le nuove generazioni di attivisti riuscissero a convincersi che la politica è servizio e non solo potere e soldi, si riuscirebbe a migliorare questo Paese a prescindere dal fatto che siano cattolici o meno. No, non vorrei un partito di cattolici però i cattolici potrebbero fare fronte comune, trasversalmente, su determinati temi. Oggi non lo si fa, magari domani le nuove generazioni invece potrebbero provarci".
Per Alessandro Sorte, consigliere provinciale del Pdl (provenienza Forza Italia) i valori cattolici invece li possono portare avanti benissimo grandi gruppi laici: "Nonostante la chiesa non debba influenzare le scelte politiche, una buona politica ha nel proprio Dna la tutela della propria storia e delle proprie radici tra cui quelle cristiane. Sacrosanto l'appello del cardinal Bagnasco a un'attenzione ai valori cattolici che sono poi quelli della stragrande maggioranza dei bergamaschi. Valori che peraltro, in un grande gruppo come il Pdl in Italia e il Ppe in Europa vengono difesi e propugnati dai ministri più laici, ed è questa la positività".
Sulla laicità insiste Daniele Zucchinali, presidente dei giovani del Pdl (provenienza Alleanza nazionale): "Più che un'etichetta vale una sorta di richiamo al diritto naturale, vale a dire un codice etico insito in tutti gli uomini, a prescindere dalla loro religione, che sta alla base della convivenza civile. Positivo è esaltare i valori, ma nessuno si deve fare portatore di una fede universale, sappiamo bene
cosa è successo in passato in queste situazioni". Zucchinali legge nella presenza giovanile l'entusiasmo, la voglia di partecipare alla costruzione del proprio futuro, una certa zona d'innocenza e punta sulla formazione: "C'è un gran bisogno di formazione politica in Italia dove da anni tutto sembra lasciato al caso".
Condivide il neo segretario provinciale del Partito democratico, Gabriele Riva (foto a sinistra)che ritiene pericoloso il fatto che la scala dei valori venga costruita a uso e consumo dei soli cattolici, ma preferisce insistere sul ruolo dei giovani in politica: "Nel mio partito il fatto positivo è che noi giovani non ci portiamo appresso il retaggio di chi ha vissuto le passate stagioni, per esempio dei due partiti che hanno costruito il Pd: questo è un bene perché si superano radicate divergenze o anche antipatie". E conclude: "I giovani politici non vanno misurati in quanto giovani ma in quanto politici".