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Venerdi 30 Luglio 2010 - Ultima modifica: 01:08
Bergamo - Il consigliere della Lista Tentorio scalda gli animi in Consiglio comunale. La Lega e il Pdl: "Si vota secondo il mandato elettorale, non solo secondo coscienza". Bruni: si nasconde un problema e non si applica un principio costituzionale".
Moschea cancellata dal Pgt, Marabini:
"Nessun favore a chi ci massacra"
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La moschea, o meglio gli spazi per un nuovo Centro culturale islamico, scompaiono dal Piano di governo del territorio. Nessuna previsione in favore del Centro culturale islamico(nella sede di via Cenisio nella foto) nell'area dell'ex Centro servizi del ministero delle Finanze, al confine con Azzano.
E gli animi in Consiglio comunale, mentre si andava verso l'approvazione del Pgt in versione centrodestra si sono scaldati più volte. A partire dall'intervento di Valerio Marabini, l'ex assessore alla Cultura oggi tra i banchi della “Lista Tentorio”: “La cosa più sbagliata in questo momento sarebbe parlare di libertà, mentre le nostre suore nei paesi islamici vengono massacrate e le chiese cristiane vengono incendiate. Io sono stato anche bastonato perché di fronte ad un minareto non ho avuto subito un atteggiamento ossequioso. Sono contrario che vengano date facilitazioni a culti che a casa loro ci bastonano”.
Il tutto dopo che Pietro Vertova (Verdi) aveva presentato un ordine del giorno per chiedere all'Amministrazione di impegnarsi a rispettare ogni forma di religione e a garantirne gli spazi, “e se si boccia l'alternativa per il Centro culturale islamico al confine con Azzano, allora si conferma la moschea in via Cenisio, lasciando aperto il problema". Ma “a noi non sta bene in via Cenisio e non va bene la soluzione che c'era nel Pgt della precedente amministrazione – ha replicato Silvia Lanzani, Lega -. Spesso c'è anche il problema che la religione islamica non ha un referente unico, e non si sa mai con chi parlare”.
“Non vorrei che un principio costituzionale venga affermato a parole e smentito nei fatti, non adoperandosi per individuare luoghi di culto adeguati – ha aggiunto Roberto Bruni -. E non vorrei che fosse citata la religione cattolica come questione identitaria, in contrasto con le stesse posizioni che la Chiesa cattolica ha espresso chiaramente dopo il referendum in Svizzera. La moschea non va bene in via Cenisio, non va bene ad Azzano, ma il vero problema è che non c'è da nessuna parte”.
“Mi stupisco di queste posizioni soprattutto dopo la discussione sul crocifisso" secondo Simone Paganoni (Lista Bruni), mentre per Ebe Sorti Ravasio, del Pd, ci si trova di fronte a “ragionamenti profondamente anticristiani”.
Attacchi a ripetizione del centrosinistra che si sono ripetuti dopo le parole di Giuseppe Petralia, capogruppo del Pdl: “A volte si è costretti a votare in un altro modo rispetto alla propria coscienza, tenendo conto della delega degli elettori”. “E allora ci sta dicendo che si vota contro la propria coscienza per tenere a galla una maggioranza” ha replicato Vittorio Grossi, Italia dei Valori. “Petralia è il consigliere più a disagio che ci sia” per Sergio Gandi, Pd. E dopo le affermazioni di Vertova, che ha segnalato come “in alcuni paesi arabi ci sia la piena libertà per la religione cristiana”, il leghista Daniele Belotti ha sottolineato che “qui si vota secondo coscienza ma anche secondo determinati punti programmatici premiati dagli elettori, perchè prima della coscienza c'è un programma elettorale chiaro. Anche voi non avevate previsioni per il nuovo stadio nel vostro Pgt. Restituiamo lo stesso regalo”. “C'è da sperare che l'Atalanta non venga acquistata da un emiro di quei Paesi – è stata la battuta di Stefano Zenoni -. Altrimenti la moschea ve la ritrovereste nello stadio- E' assolutamente ideologico nascondere un problema sotto la sabbia”.
“Un tema delicato - secondo il sindaco Franco Tentorio -. Abbiamo il massimo rispetto della libertà religiosa, è un valore assoluto. Però è inopportuno un assenso generalizzato e indiscriminante a qualsiasi nuova richiesta di struttura religiosa. Valuteremo ogni richiesta caso per caso, tenendo conto delle esigenze urbanistiche della città. In via Cenisio ci sarà anche un nuovo parcheggio a disposizione del Centro culturale”.
La cancellazione dello spazio al confine con Azzano è passata a maggioranza. Contro ha votato anche Giuseppe Mazzoleni, dell'Udc, oltre a tutto il centrosinistra. Voto esattamente opposto sull'ordine del giorno di Pietro Vertova, che è stato bocciato.

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Lunedi 30 Novembre 2009
A. D. L.
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