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Giovedi 2 Settembre 2010 - Ultima modifica: 19:44
Territorio - Roberto Bruni, Valter Grossi e Fausto Amorino, rispettivamente sindaco e assessori uscenti ma ricandidati, sottoscrivono la proposta di legge regionale di Legambiente contro il continuo consumo di suolo e aggiungono proprie proposte. Per Grossi è necessario introdurre "oneri di carattere ecologico negli strumenti urbanistici". Il sindaco: servono anche più risorse per i Comuni. I Verdi: Lega e Pdl incoerenti sul tema.
Bruni: federalismo fiscale anche pro territorio
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"Credo che uno degli strumenti capaci di consentire ai Comuni di urbanizzare sempre meno suolo libero sia un vero federalismo fiscale. In tal senso la proposta del direttivo dell’Anci Lombardia e dei sindaci Lombardi di riconoscere agli enti locali il 20 per cento dell’Irpef prodotta sul proprio territorio va sicuramente valutata con favore”: con queste parole il sindaco di Bergamo ricandidato, Roberto Bruni, è intervenuto alla conferenza stampa organizzata dai Verdi per la sottoscrizione pubblica della proposta di legge regionale di Legambiente sulle “Norme per il contenimento del consumo di suolo e la disciplina della compensazione ecologica preventiva”.
“Una proposta che mi convince in particolare quando dice che l’utilizzo di nuove aree è previsto dopo l’esaurimento delle aree dismesse – ha proseguito Bruni -. Il problema è che i Comuni sono spinti ad urbanizzare per reperire risorse, per sostenere delle spese. E a questo meccanismo si fa fronte solo con un vero federalismo fiscale, garantendo determinate entrate che prescindano dallo sfruttamento del territorio”.
La proposta di legge di Legambiente prevede, oltre al contenimento dello sfruttamento del suolo, anche elementi di compensazione ambientale a carico di chi costruisce: un fattore in più rispetto ai semplici standard urbanistici, un vero e proprio onere per lo sfruttamento di suolo. “Certe iniziative nascono anche contro l’incoerenza di certa parte politica – secondo Davide Paolillo, candidato dei Verdi in Consiglio comunale – che si erge a difensore del patrio suolo salvo poi sfruttare il suolo in modo inverosimile in tanti Comuni e tramite diverse leggi regionali. Il suolo è qualcosa di prezioso per il futuro. A chi dice “difendiamo la terra dei nostri padri”, rispondo dicendo che dovremmo difendere la terra dei nostri figli”.
Da alcuni documenti proposti dall’assessore all’Urbanistica Valter Grossi, candidato del Pd, è inoltre emerso come tra il 1999 e il 2004 la provincia di Bergamo sia stata la terza in Lombardia, dopo Brescia e Milano, a consumare più suolo, e la settima in termini percentuali – sempre per consumo di suolo – tra il 2001 e il 2007. La percentuale di consumo o erosione, del resto è molto più alta in provincia che nel territorio cittadino, secondo i dati dell’assessore Fausto Amorino (in corsa per i Verdi): 0,48 % in città, 1,03 nei Comuni dell’hinterland di Bergamo, 6,3 in provincia, con un 58 % di territorio cittadino non ancora occupato.
“La proposta di legge di Legambiente si avvicina moltissimo, in termini di compatibilità, al nuovo Piano di Governo del Territorio che abbiamo da poco adottato – spiega Grossi -. Sto mettendo a punto linee guida che andranno ad integrare il documento di Piano (del Pgt) proprio per privilegiare al massimo gli ambiti di trasformazione delle aree dismesse e introdurre gli oneri ecologici, come ulteriore fattore di caratterizzazione dei vari progetti”. “Il consumo di suolo è un indicatore non ancora utilizzato e considerato – aggiunge Amorino – che pure avrebbe il suo peso soprattutto sul territorio provinciale. Nel Piano di Governo del Territorio si prevede, nell’arco di 15 anni, un saldo positivo in termini di aree verdi, quindi una sterzata netta rispetto al passato. Il contenimento dello sfruttamento è quindi fattibile”.
“La realtà è che Lega e Pdl sono di quanto meno attendibile rispetto alla difesa del territorio – conclude Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi -. Si tratta di forze politiche autrici del piano per la cementificazione varato dal governo, di forze che hanno recepito gli aspetti peggiori di quel piano anche nelle leggi regionali, che hanno messo a punto la legge ammazza parchi e che, in una delibera attuativa, di fatto annullano la delibera della stessa giunta regionale che congelava la possibilità di continuare a varare Piani integrati di intervento. D’altro canto la cementificazione di cui si parla per la città di Bergamo è inesistente”.

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Giovedi 14 Maggio 2009
A. D. L.

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