22 Dicembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 12:12
Argomento: 
L'intervento
Cristiano Forte, già segretario della Lega a Bergamo, da tempo critico nei confronti del movimento e dei suoi leader, tra i fondatori dell'Upa (Unione padana alpina), propone una lettura degli ultimi eventi che hanno visto protagonista Bossi e il cerchio magico ma anche i barbari sognanti di Maroni.

Far fuori Bossi:
operazione riuscita
ma dal fiato corto

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Cristiano Forte, già segretario della Lega a Bergamo, da tempo critico nei confronti del movimento e dei suoi leader, tra i fondatori dell'Upa (Unione padana alpina), propone una lettura degli ultimi eventi che hanno visto protagonista Bossi e il cerchio magico ma anche i barbari sognanti di Maroni.

A proposito della bufera che sta investendo la Lega Nord in questi giorni, Bossi ha parlato di complotto. Ha ragione.

Certo, non si tratta di un complotto ordito dalla magistratura o dai servizi segreti. È una macchinazione tutta interna alla Lega Nord, che ha portato alla chiara definizione di vincitori e vinti. Per ora.

Da una parte il “Cerchio Magico” di Bossi e dei suoi fedelissimi, compresi i familiari, nell’occhio del ciclone e sconfitti su tutta la linea, dall’altro i cosiddetti “Barbari sognanti”, dominatori assoluti delle strutture territoriali del partito, conquistate tramite i congressi provinciali con un certosino lavoro sul territorio e sostenute da una parte consistente della militanza che ha avuto la sua apoteosi nel raduno di Bergamo di pochi giorni fa.

L’incalzare delle notizie porta inevitabilmente a interpretazioni semplicistiche: Bossi, la sua famiglia e i suoi fedelissimi gestivano il denaro della Lega come se fosse “cosa loro”, gli altri non sapevano niente, ma adesso che la magistratura ha deciso di fare chiarezza, finalmente i “Barbari Sognanti”, soprannome che si sono attribuiti i maroniani, hanno avuto la conferma dei loro sospetti. Chiaro, suggestivo e, soprattutto, inverosimile.

Buona parte delle notizie uscite in questi giorni erano di dominio pubblico da tempo: i figli di Bossi con un tenore di vita superiore alle loro possibilità, il Sindacato Padano che è una scatola vuota tenuta in piedi con le stampelle (cioè i soldi della Lega), la cascina acquistata dalla Lega dopo la manifestata passione dell’ultimogenito di Bossi per l’agricoltura, il pozzo senza fondo della “Scuola Bosina”, le posizioni conquistate dai fedelissimi di Bossi indipendentemente dal gradimento della militanza.

Certo, magari non si sapeva dei 1.000 euro pagati al dentista di Bossi o dei 50 euro consegnati al Trota dal suo autista (a proposito, alzi la mano chi ha capito qualcosa di quel video trasmesso in tutte le salse). Tutte vicende gravi, intendiamoci, e alle quali sicuramente se ne aggiungeranno altre, ma tutti ne erano a conoscenza senza che nessun dirigente, neanche il “Barbaro Sognante” Maroni, abbia mai fiatato.

Tutti sapevano, a maggior ragione chi, da ministro dell’interno, aveva i servizi segreti sotto controllo.

Bossi fino a qualche mese fa era considerato insostituibile, nonostante i suoi problemi di salute, nonostante il nulla assoluto ottenuto in oltre 20 anni di presenza sulla scena politica nazionale, nonostante la mancanza di un progetto per il futuro. Nonostante tutto questo il carisma di Bossi sulla militanza era immutato. L’unico modo per farlo fuori era colpirlo sul piano personale e familiare.

Per questo è stata tessuta una tela di incredibile efficacia: i “Barbari sognanti” hanno conquistato i quadri medio bassi della Lega, cioè le province, a quel punto hanno avuto mano libera per dire chiaramente senza temere provvedimenti disciplinari quello che si sa da 8 anni, e cioè che dopo la malattia Bossi è appannato ed eteroguidato, e non è più in grado di gestire autonomamente il partito.

In rete sono partiti i primi siluri sulla necessità di un cambio alla guida dell1a Lega Nord seguiti da sondaggi che indicavano in Maroni l’uomo della provvidenza.

Tutto questo però non bastava, Bossi non mollava, occorreva far emergere il tradimento di Bossi per intaccare l‘affetto morboso che i militanti avevano nei suoi confronti. Quale magnifica occasione quella che si è presentata: poter urlare ai quattro venti che mentre i militanti si spaccavano la schiena alle feste delle Lega Nord e si autotassavano per pagare l’affitto delle sedi, la famiglia Bossi si arricchiva con i soldi della Lega.

Probabilmente è vero, intendiamoci, ma è altrettanto vero che la situazione era risaputa ed è stata fatta degenerare in maniera scientifica per ottenere lo scopo finale: liberarsi della presenza ingombrante di Bossi minando le fondamenta del sua carisma, magari manifestando magnanimità con carezze e baci (perché mi appare l’immagine di Giuda?).

Guardiamo la vicenda da un altro punto di vista: esiste un’inchiesta, senza alcun avviso di garanzia, per fatti sui quali è difficile scorgere ipotesi di reato; sarà anche discutibile, ma la legge non dice come dovrebbero essere utilizzati i soldi del finanziamento pubblico ai partiti.

Eppure sulla questione è stato montato un caso che da giorni occupa le prime pagine di tutti i giornali, che ha portato alle dimissioni di Bossi e di suo figlio, ad espulsioni, e alla scomparsa dalla scena mediatica di una folta schiera di rappresentanti istituzionali (parlamentari e consiglieri regionali) in odore di “Cerchio Magico”. Una vicenda rinfocolata ad arte da Maroni & C. (“Pulizia, Pulizia, Pulizia” urlano i Barbari Sognanti) e che tra l’altro sembra offrire anche l’inaspettata possibilità di eliminare l’ultimo ostacolo alla conquista del potere assoluto da parte dell’ex ministro dell’interno, quel Roberto Calderoli che attualmente è “solo sfiorato” dall’inchiesta, ma poi chissà…

Eppure poche settimane fa di fronte ad un’ipotesi di reato, questa sì, ben definita, cioè l’inchiesta per corruzione che vede coinvolto il presidente del consiglio regionale lombardo Davide Boni, Maroni ha assunto una posizione garantista: non c’è avviso di garanzia, non c’è processo, e Boni deve rimanere al suo posto. Nessuna richiesta di dimissioni, neanche da presidente del consiglio regionale, nessuna proposta di provvedimenti disciplinari, niente “Pulizia, Pulizia, Pulizia”, anzi solidarietà a tutto campo. Un atteggiamento che stride un po’ con quanto ha sempre sostenuto la Lega quando le inchieste coinvolgevano esponenti di altri partiti, ma che in linea teorica può stare in piedi. Quello che vien da chiedersi, però, è perché Boni sì e Rosi Mauro no?

Il fatto che Boni ultimamente si sia avvicinato ai “Barbari Sognanti” fa sorgere qualche sospetto. In quest’ottica capiamo perché l’utilizzo improprio dei fondi del partito ha creato un cataclisma nella Lega, mentre la vicenda Lusi/Margherita ha avuto un impatto enormemente inferiore: nella Margherita hanno fatto quadrato attorno a Rutelli, scaricando tutte le responsabilità sull’amministratore del partito, nella Lega i primi a sbraitare contro l’entourage di Bossi e a evidenziare l’inadeguatezza del “Capo” alla guida del partito sono stati proprio i “Barbari Sognanti”.

Maroni e i suoi “Barbari” stanno però facendo i conti senza l’oste, cioè elettori e militanti. Non bisogna essere indovini per capire che i consensi della Lega sono in caduta libera e che la risalita sarà ardua, né che una parte consistente della militanza qualche domanda inizia a porsela. Bossi, che non sarà più l’animale politico di una volta, ma che ha conservato la capacità di cogliere gli umori della base, lo ha capito: i suoi appelli all’unità, il tentativo di sostituire i cori che inneggiavano a lui o a Maroni con quelli “Lega - Lega” dimostrano che ha ben chiara la situazione.

Maroni e soci, lo si vede dal sorrisetto che in questi giorni hanno stampato in volto, non riescono a vedere oltre la momentanea vittoria interna, preparata ed attesa da anni, e non percepiscono il rischio di dover gestire un partito dilaniato e con consensi ridotti al lumicino.

Sarà perché l’immagine di un settantaduenne malato, che fatica a parlare, che in più occasioni viene fischiato da quello che considera il “suo” popolo e che di fronte a 5.000 persone si mette a piangere cancella quella dell’uomo arrogante, a volte maleducato, spesso volgare, seppur con indiscussi lampi di genio, che era fino a otto anni fa.

Sarà perché sono uno di quelli che pensa che all’avversario sconfitto vada riconosciuto l’onore delle armi, e non debba essere trattato da vecchio rimbambito.

Sarà perché i cinici travestiti da idealisti sognatori mi stanno sul gozzo.

Sarà perché in televisione e sui giornali ho visto fare bella mostra di scope e magliette dei Barbari Sognanti (così magari riescono a passare direttamente dalla prossima legislatura alla pensione) gente che grazie alla benevolenza di Bossi da 20 anni non declina più il verbo “lavorare” alla prima persona singolare del presente indicativo.

Sarà per tutti questi motivi che mi ritrovo, accidenti, a scrivere una cosa che non mi sarei aspettato: Bossi mi sta ridiventando simpatico.

Cristiano Forte

Commenti

vivailnord:
Pro Memoria per qualcuno che dimentica in fretta. I primi contrasti nacquero sull'allenza con il PDL alla caduta del governo Berlusconi. Maroni ruppe chiaramente, affermando che il nuovo ruolo della Lega era stare all'opposizione da sola, Bossi invece intendeva continuare il lauto inciucio con il Re del Bunga Bunga. Il consenso della quasi totalità militanti verso Maroni origina da questa posizione politica.

vivailnord:
…… presentarsi in ordine sparso alle consultazioni, incapaci a causa di ciò, di costituire nel panorama autonomista un soggetto politico di massa critica credibile per costituire l'alternativa alla balena verde. Non mi pare poi che Maroni abbia esternato chiusure verso collaborazioni ed aggregazioni, specialmente in Veneto, al contrario Bossi, che finora le ha sempre stroncate, annientando anche il dissenso ragionevole in modo feroce. L’Ex Ministro degli Interni non sarà Richelieu, ma rappresenta attualmente l'unico esponente di vertice presentabile e qualificato.

vivailnord:
Nell'articolo di Cristiano Forte c'è del vero, del desiderato e dell'inesatto. Rilevo che generalmente le piccole formazioni politiche indipendentiste vedono nell'ascesa di Maroni una minaccia. Il motivo di questo timore è che la Lega depurata non solo dai cerchisti, ma anche da Bossi e da qualche colonnello, si rilancerebbe limitando l'emorragia di voti verso questi piccoli partiti attestati su percentuali da zerovirgola. Non li biasimo, perchè in politica sperare nelle disgrazie altrui è lecito, ma questa è la verità. Il loro difetto principale, ereditato dai celti, storicamente un popolo slegato e perdente, è la conflittualità reciproca che li vede immancabilmente presentarsi ...

alessandro:
Quello che fa schifo è che la Lega (Maroni) faccia passare quello che sta succedendo "la cosidetta pulizia" come dimostrazione di unico partito che interviene sui corrotti, mentre invece tutti hanno capito che è una guerra interna per accapararsi il potere.

La verità fa male:
Non c'è da sorprendersi di questo fatto. In tutte le aziende, partiti, organizzazioni ecc... quando trapelano notizie come quelle che hanno travolto la Lega la fonte originaria è sempre una "fonte interna" (chi altro, se non qualcuno interno all'organizzazione, può essere a conoscenza di informazioni così riservate?) e spesso il motivo scatenante non è dei più nobili, ma è la gelosia o il desiderio di potere o la volontà di "fare le scarpe" a qualcuno. Diceva il grande socialista Nenni "in politica, a voler fare i puri, ne trovi sempre uno più puro che ti epura"; erano sante parole di un uomo che conosceva i suoi polli

lamagraz:
Che non ci fossero ne i servizi segreti, ne Roma ladrona ad ordire il famigerato complotto denunciato per l'ennesima volta a sproposito dall'ormai vecchio, decrepito e malatissimo Bossi, penso lo avessero capito anche le ristrette menti dei molti valligiani che hanno animato la buffonata della ripartenza da Bergamo per la " nuova " Lega. Il novello giuda ora differenza del precedente, ha i baffi, comunque una cosa è certa... si tratta proprio di Barbari, sognanti o non, i Barbari facevano razzia di oro, denaro e pietre preziose

Paolo Frigeni:
Caro Forte, hai prorpio ragione sul fatto che è stato un regolamento di conti interno alla Lega. Conosci bene i protagonisti. Bossi doveva essere salvato in qualche modo pena ereditare un partito senza consensi. La lega ha cambiato padrone ma non metodi. La vittoria dei Maroniani non è certa, i provvedimenti disciplinari sono stati presi dopo una forzatura di Maroni stesso, e non sono ancora finiti. Caro Forte ti accusano di cercar di intercettare voti, verissimo non lo negherai anche tu stesso. Ma vorrei dire ai cari Leghisti che forse è ora di capire cosa avete fatto il 10 aprile perchè tanti (popolo bue) non hanno capito.

La verità fa male:
Provo a indovinare quale è il terrore che agita i sonni del PD, che era già convinto di vincere facilmente le elezioni 2013. Il PDL è in leggera risalita e se riesce a rubare un po' di voti alla Lega, alleandosi con il Terzo Polo, può arrivare al 38-40%. Se la Lega perde voti ma non crolla, se Grillo da solo arriva al 7-8% rubacchiando un po' di voti a sinistra, il gioco è fatto. Libero e il Giornale devono dire "fa tutto schifo" in modo da indurre gli elettori di destra delusi a votare per il PDL dicendo "è vero Silvio vi ha tradito ma Monti era anche peggio". Dietro le quinte c'è qualche manona clericale (e la mano di Silvio) che benedice la manovra. Ho indovinato?

Piripippo:
Che bello scenario rivedere silvio-gianfranco e pierferdinando assieme come ai bei (per noi brutti) tempi.Voi omini della destra per andare avanti a distruggere la nostra economia sareste capaci anche di ritornare ad allearvi con la lega che si presenta col volto nuovo (si fa per dire) di Maroni.Non per dire neh ma come si esprime lei (rubare un po' di voti alla lega....rubacchiando un po' di voti a sinistra...i giornali del vostro padrone che denigrano l'operato degli altri) rende proprio bene l'idea di quello che siete.Il problema è che ci avete rubato il futuro e non avete capito che il vostro sistema sta crollando e quando la gente si incazzerà davvero per quelli come voi sarà dura.

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