18 Dicembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 23:56
Argomento: 
La lettera
Un genitore di Treviglio va alla riunione per la mensa scolastica e scopre che paga duecento euro all'anno alla società ristoratrice come "rimborso sull'investimento". Indaga e scopre che è tutto legale, se non fosse che è paradossale.

Denuncia a Treviglio
Nella mensa scolastica
una tassa che "scotta"

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Un lettore di Bergamonews, Carlo Mancino di Treviglio va alla prima riunione per la mensa scolastica del figlio. Scopre che paga ogni giorno un euro sul pasto alla società ristoratrice come "rimborso sull'investimento". Indaga e scopre come è nato l'appalto, chi è la società e, infine, si chiede se tutto ciò sia normale. 

 

“AAA Offresi imperdibile occasione imprenditoriale. Niente costi, rischio zero, clientela assicurata e pagamenti garantiti”. Se fosse pubblicato un annuncio così, sarebbe semplice prevedere le reazioni dei lettori. Qualcuno chiamerebbe la Neuro, qualcun altro si rivolgerebbe a Striscia la notizia o alla Procura della Repubblica (che oggi come oggi sembra uguale…), altri si farebbero una grassa risata pensando ad una boutade arcoresca fuori tempo massimo.

Ma facciamo ordine.

Quest’anno mio figlio ha iniziato a frequentare la scuola dell’infanzia, ed io ho quindi avuto i primi contatti con la Pubblica Istruzione trevigliese e con i suoi servizi, compreso il Servizio di Refezione.

Nel mese di aprile sono venuto a conoscenza di un incontro organizzato dal Comitato dei Genitori del 1° Circolo sull’argomento “Servizio di Refezione” con intervento del Sindaco Giuseppe Pezzoni e di rappresentanti della Ditta Gemeaz Cusin, concessionaria del Servizio fino al 2021.

Considerato che si tratta dell’alimentazione di mio figlio - come di altre centinaia di bambini trevigliesi - per i prossimi 9 anni, ho ritenuto importante parteciparvi.

Incontro davvero interessante e ben organizzato, con genitori motivati e propositivi, il Sindaco a rispondere col suo caratteristico savoir-faire e tanti Consiglieri Comunali in platea (di maggioranza e opposizione) ad ascoltare richieste e risposte.

La richiesta più forte è stata quella di rivedere il costo della quota pasto (naturalmente mantenendo la qualità delle pietanze), ad oggi una delle più care tra i Comuni della zona. Purtroppo non è stata registrata alcuna apertura in tal senso.

Una sensazione però è rimasta, retrogusto amaro di alcune mancate risposte celate dietro grandi sorrisi… ed allora ho cercato di approfondire.

Viene fuori che il Servizio Mensa, con tutto il progetto del Centro Cottura in project financing, è stato assegnato il 02/05/2006 a Gemeaz Cusin dopo che la licitazione privata per assegnazione del progetto era andata deserta.

Sì, D-E-S-E-R-T-A. Ohibò?!? E le condizioni? Stupende! Non solo il Comune (cioè tutti noi) si accolla per contratto tutti i mancati pagamenti dei genitori, ad oggi circa 407.000 euro (e dove è il sacrosanto capitalistico rischio di impresa?), ma riconosce all’azienda anche 1 euro in più su ogni singolo pasto prodotto per gli utenti trevigliesi, come rimborso per l’investimento effettuato da Gemeaz sull’immobile del centro cottura che nel 2021 tornerà nella disponibilità del Comune.

Vi sembra poco?

Allora provate a moltiplicare l’insignificante eurino in più per 5 giorni alla settimana per 9 mesi di scuola. Verrà fuori che ogni genitore paga circa 200 Euro all’anno solo per la quota di rimborso a Gemeaz, praticamente una IMU in più (o meglio una IMG: Imposta Municipale sui Genitori) sulla testa del genitore… e questo accade per ogni figlio che mangia a scuola! Quindi, secondo lo stesso piano economico dell’azienda, a fronte di un investimento di euro 3.233.000 (euro 647.000 di Capitale investito + euro 2.586.000 con Mutuo bancario), Gemeaz riceverà rimborsi per 4.590.000 euro per la durata della concessione.

Ho cercato la definizione di Rimborso, ed ho trovato: “Restituzione di denaro speso”.

In effetti è quello che immaginavo, nonostante le tristi e note deviazioni (vedi rimborsi elettorali ai Partiti), ma qui i conti non tornano, e nemmeno considerando addirittura gli interessi che Gemeaz paga sul mutuo (Eur 1.222.302 totali nei 15 anni) si arriva alla cifra del “Rimborso”.

Inoltre, i dati su cui si basano i numeri sono quelli del 2005 (anno dello studio del soggetto promotore del progetto), ma dal 2005 ad oggi abbiamo assistito ad un deciso incremento delle classi e, considerato che la popolazione di Treviglio è costantemente cresciuta negli ultimi anni, è facile prevedere che le classi aumenteranno ancora in futuro. Quindi per ogni alunno in più che pranza a scuola, 1 euro al giorno in più a Gemeaz. Anche se la rata del mutuo resta uguale.

Perché regalare tutti questi soldi?

Se il costo dell’investimento è uguale ma ci sono più persone a dividere la spesa, sarebbe giusto diminuire la quota pro capite… o mi sbaglio?

E se mi sbaglio vorrei capire dove. Infine, sembra che recentemente Gemeaz abbia iniziato a produrre anche pasti destinati ad utenti di Caravaggio nel Centro Cottura di Treviglio, e che per questo il Comune di Treviglio riceva un compenso.

Dove vanno a finire questi soldi?

Voglio sperare che vengano reinvestiti sul Servizio di Refezione (visto che è da lì che vengono) e non per altro. Ma allora lo spazio per diminuire la quota pasto c’è! Se così fosse, l’azienda Gemeaz Cusin ha fatto impresa senza costi e senza rischi, limitandosi ad anticipare il 20% dell’intero investimento e ricevendo “rimborsi” per cifre superiori a quelle spese.

Bravi! Visti così sono stati davvero degli imprenditori capaci, ma chi sono?

Beh, ho provato a capire chi è che prepara da mangiare per mio figlio. Bene, Gemeaz Cusin, fondata circa 60 anni fa, è un colosso nel settore della ristorazione collettiva. Nel 2006, quando le fu assegnata la concessione del servizio per Treviglio, era ancora una Srl sotto il controllo della famiglia Cusin.

Cosa avrà scatenato l’assegnazione del contratto di Treviglio non è dato sapere, magari solo una sfortunata coincidenza, ma sta di fatto che pochi mesi dopo, divenuta SPA, ha iniziato un’interminabile serie di passaggi di mano.

Entrata a far parte del Gruppo Accor (francese), nel 2007 fu ceduta al fondo di investimento inglese Barclays Private Equity (che in quanto fondo di investimento è interessato a “fare soldi”, non a “fare pasti”) in un’operazione definita: “una cessione di attivi non strategici”. Poi, dal 2007 ad oggi, un’altra decina di cambi di assetto societario, con vorticose compravendite di quote, ben 4 soltanto nell’ultimo anno. Non più tardi di due mesi fa è stata acquistata da un altro Gruppo francese, Avenance Elior, dopo essere stata per qualche mese nelle mani di Faberstone Capital Partners, altro fondo di private equity.

Questo è quanto, almeno fino a ieri… da domani si vedrà! Vi siete persi? Beh, in verità anch’io e mi scuso per eventuali imprecisioni, ma il punto è che purtroppo la storia recente è piena di ottime realtà imprenditoriali che, cadute sotto i colpi della speculazione finanziaria, sono state spolpate delle loro qualità e professionalità in nome del dio denaro.

Un servizio così delicato ed importante per la comunità deve essere gestito da aziende solide e specializzate, e non da gruppi che lo trattino solo come strumento per incrementare i propri utili, mettendo in secondo piano il benessere dei bambini.

Quello che mangia mio figlio potrà anche essere “non strategico” per qualcun altro, ma è fondamentale per me! Per questo credo fermamente che sapere chi è, cosa abbia fatto, cosa fa e soprattutto che progetti abbia l’azienda che nutre e nutrirà un’intera generazione di bambini trevigliesi sia un dovere degli amministratori ed un diritto non solo dei genitori, ma di tutti i cittadini.

Sia chiaro, la mia non è un’accusa all’azienda che è liberissima di fare le sue scelte o una valutazione tecnica sulla qualità del servizio offerto, ma un forte e chiaro invito al Sindaco, alla Giunta ed a tutte le forze politiche e sociali, consiliari ed extraconsiliari, a tenere costantemente monitorata la situazione e - se del caso - a provvedere di conseguenza (e per favore, risparmiateci il solito stucchevole balletto della colpa di chi c’era prima e di chi ci sarà dopo).

Sulla base di queste ed altre considerazioni:

- chiedo prima di tutto di attivarsi subito per capire quale sia lo stato attuale e soprattutto le prospettive future del concessionario.

- chiedo inoltre di valutare l’entità dei rimborsi riconosciuti alla Gemeaz, e, se dovesse risultare che questi siano stati o saranno superiori alle spese sostenute dall’azienda, chiedo che tali risorse vengano utilizzate per decurtare la quota di rimborso per pasto stabilita all’epoca dell’assegnazione del servizio, ottenendo così una riduzione del costo a carico di tutti i genitori.

- Chiedo infine che le eventuali entrate che il Comune otterrà mediante il servizio di preparazione di pasti per altri Comuni vengano senza dubbio reinvestite su scuola e servizi correlati. Un pensiero finale al Comitato dei Genitori del 1° Circolo: Ancora bravi e grazie per il vostro impegno. Spero che sempre più genitori si uniscano e portino il proprio prezioso contributo, perché è finito il tempo di aspettare che arrivino i nostri, i nostri siamo noi!

Carlo Mancino,

Genitore trevigliese.

Commenti

MAURIZIO:
Conosco la vicenda. Abbiamo qui un concreto esempio locale di cosa sia il project financing in Italia : fare risultare investimento privato un progetto pagato in realtà con il denaro pubblico. In questo Paese molto spesso l'amministrazione pubblica cialtrona e i falsi imprenditori si alleano per fare business utilizzando il denaro pubblico. Gli amministratori locali sono i manager, gli esperti di finanza e di piani industriali...con i i soldi pubblici. Notate bene una cosa : è tutto a norma di legge! HANNO LEGALIZZATO COMPORTAMENTI ILLEGITTIMI E TRUFFALDINI. Oggi la legge è stata pervertita. E' malata e illegittama. Qualunque riforma di questo sfortunato Paese deve passare da qui.

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