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23 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 11:16
Argomento: 
La lettera
Un gruppo di parrocchiani di Selino, Berbenno e Blello scrivono una lettera aperta al Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, per evidenziare le difficoltà e il fallimento dell'unità pastorale.

"Caro vescovo Beschi:
che disagio per noi
l'unione delle parrocchie"

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Un gruppo di parrocchiani di Selino, Berbenno e Blello scrivono una lettera aperta al Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, per evidenziare le difficoltà e il fallimento dell'unità pastorale.

 

Eccellentissimo Vescovo monisgnor Francesco Beschi,

sono una giovane e le scrivo a nome di un gruppo di parrocchiani della Comunità di San Giacomo in Selino Alto.

Ci rivolgiamo a Lei per esprimere tutto il nostro disagio in seguito alla decisione di accorpare la nostra parrocchia ad un’altra, come realizzazione della cosiddetta unità pastorale.

Nel 2010 siamo stati accorpati con Berbenno e Blello. Come riferimento e nostra guida pastorale abbiamo avuto don Roberto Belotti, poi nel 2011 è giunto un nuovo parroco don Giovanni Coffetti. È di pochi giorni fa la nomina di un nuovo sacerdote che guiderà le nostre comunità: don Luca Gattoni, attuale vicario parrocchiale di Zanica.

Questi sacerdoti si sono attenuti alle indicazioni della curia attuando le unità pastorali ma sono andati oltre lasciando nelle mani dei laici la conduzione delle parrocchie senza rispondere delle proprie decisioni al parroco, né ad altri. Tra queste decisioni – come la chiusura dell’oratorio, il delegato alla riscossione delle offerte per le Messe, eccetera… – una è gravissima: la rimozione del crocifisso dalla chiesa!

È doveroso farLe pervenire il nostro disappunto, la nostra critica, che vuole essere assolutamente costruttiva, ma comunque chiara per tale decisione. Probabilmente il tutto è stato fatto per migliorare la vita di fede, la spiritualità di noi fedeli, ma purtroppo non è così. La nostra Comunità è venuta a perdere il punto di riferimento, una figura guida, come si legge nel Vangelo: il Buon Pastore che potesse formare i bambini e i ragazzi e ammaestrare gli adulti alla Parola di Dio e alla vita comunitaria per affrontare le sfide di oggi.

Questa figura non c’è più! In tre anni non solo abbiamo perso il nostro parroco per averne uno in condivisione, ma ne abbiamo cambiato ben tre ritrovandoci ogni anno a settembre ad incamminarci nel nuovo anno pastorale con un nuovo sacerdote. Pregare per le vocazioni? Quali vocazioni?

Per essere dei distributori di servizi non c’ è bisogno di una vocazione particolare; lo dico da giovane che nonostante tanti scandali crede nel valore della vocazione del sacerdozio. Sacerdoti non come professione, ma come scelta di vita. Fino ad ora, dopo due anni, l’unità pastorale ha separato più che unito, ha allontanato più che avvicinato, creando tensione tra comunità, tra famiglie, ha creato divisioni all’interno delle stesse comunità parrocchiali. Ha impoverito la formazione, ha impoverito le liturgie trasformandole nel gioco preferito di oggi: si scommette sul chi verrà a celebrare la prossima Messa.

Le nostre tradizioni erano radicate forse in una fede un po’ antica, ma temperante poiché al centro della nostra vita c’era la parrocchia e le nostre giornate erano scandite dalle attività comunitarie. Se il senso delle unità pastorali è quello di creare una comunità solida si è avuto l’esatto contrario: i giovani si sono allontanati dalla parrocchia e non hanno più un riferimento di appartenenza, mentre gli anziani si sentono traditi e lasciati soli al loro destino.

Noi siamo una comunità periferica, diversamente dalla città abbiamo una identità ben definita che constatiamo ogni giorno disgregarsi e perdersi.

Forse non si è pensato bene a sacerdoti preparati per questa scelta pastorale, non si sono preparate le comunità. Tutto ciò non vuole essere una critica, ma un invito alla riflessione da parte Sua su quanto accade ed eventualmente considerare di porvi rimedio.

Nel ringraziarLa per la pazienza rispettosamente La salutiamo.

I parrocchiani di Selino Alto

(lettera firmata) 

Commenti

la giustiziera:
. Ora leggendo questa lettera e sentendo l'eco delle varie voci in Valle una domanda sorge spontanea: " voi parrocchiani invece di pretandere il "TUTTO" dal Vescovo, avete provato a "DARE" ogni tanto nei confronti del vostro Parroco? Pensate che al parroco faccia piacere sapere che ci sono parrocchiani che preferiscono fare molti chilometri per assistere alla messa solo perchè a celebrarla è il parroco uscente? O addirittura far celebrare Sacramenti al parroco uscente in altre parrocchie? allora io vi chiedo un favore... FATEVI UN ESAME DI COSCIENZA!!!! perchè a sbagliare si è sempre in due...... MEDITATE MEDITATE e magari chiedete scusa al diretto interessato.. una Valligiana

valter:
commenti ridicoli. la diocesi in queste unità pastorali sta sbagliando, soprattutto con le persone inviate ... l'unità pastorale è una grande risorsa, ma è molto difficile metterla in pratica senza sconvolgere la comunità interessata. ambivere è un'altro esempio di fallimento, ma il fallimento non è l'unità pastorale, è la persona che fa da parroco che nella visione ego-istica del proprio IO calpesta la voce di chi nella parrocchia risiede da anni mostrando la porta come unica risoluzione di un "confronto" se confronto si può chiamare.

Enciclico :
Le unità pastorali non servono a nulla, servono solamente ad aiutare il parroco ad essere più libero. Del tipo: don non c'era, ero a Selino, ero a Berbenno,ero a Blello, alla fine era in giro x cavoli suoi! A questo servono le unità pastorali!!!

la giustiziera:
io sono residente in Valle Imagna. Vivo in una parrocchia che ha il parroco in comune con un altra. Devo ammettere che vent'anni fa quando è avvenuto l'accorpamento per noi è stata dura anche perchè ci sembrava che il parroco di allora tendesse a fare quasi tutte le celebrazioni nell'altra parrocchia. Ma poi con il passare del tempo abbiamo imparato a CONDIVIDERE la fortuna di una presenza in parrocchia, una presenza che ci ha insegnato la COMUNITA'.Tutto questo mantenendo ben saldo la realtà della Parrocchia individuale.

IMPERFETTO:
Ho seguito con attenzione lo svilupparsi del dibattito in seguito alla pubblicazione di questo appello al vescovo di bg.Ne ho letto veramente tante,ma nessuno dico nessuno,ha colto o voluto cogliere lo spirito di questa lettera.La novità è una bella cosa,ma lasciare che il gregge vaghi senza un pastore,dove arditi laici possano sopperire alla mancanza è come dare in pasto il gregge a branchi di lupi famelici.Sono stupito che il gran rumore sucitato da questo articolo non ha portato allo scoperto la Curia di Bg.Perchè'? Paura forse di ammettere il fallimento? Presunzione? Perchè al gregge non si dà spiegazioni? Cristo dove sei? Illumina il nostro Vescovo

Gino Landi:
Forse perchè è estate e di questi tempi si va in vacanza...........a dire il vero la curia di bergamo per questi fatti è in vacanza da tempo immemore...per altri è sempre vigile e presente.........GIOVANI di Selino,berbenno ecc....non ve la prendete diventate testimoni di Geova o evangelici,mormoni,quaqqueri e indico questi movimenti perchè sono un cristiano credente convinto, e sicuramente avrete una guida,un pastore.Non è una battuta ma un'amara constatazione!

Valtesse:
In Nigeria vengono massacrati tutte le domeniche perchè vanno a messa e la domenica dopo vanno lo stesso a messa, qui si lamentano perchè non hanno il parroco scambiando la parrocchia per un simbolo identitario.

lotty:
consiglio agli autori della lettera un libro(che io non ho letto) sull'argomento scritto da marco marzano sociologo dell'università di bergamo"Quel che resta dei cattolici". Affronta proprio i problemi di cui loro si lamentano cercando di risolverli grazie ai laici e non ai preti.

Pietro Pianelli:
Qui si sposta il problema,la lettera della giovane di Berbenno parla molto chiaramente accusa la Chiesa di Bg di aver fallito con le unità pastorali e chiede al vesco di mettere mano affinchè non si sfasci tutto.Altre risposte ed interventi non servono,grazie attutti qurelli che si prodigano,ma questo è un altro problema la dipartita delle parroccchie e di na figura di riferimento.E' questo che si vuole ripristinare con questa bellissima lettera,Come quel tale che chiede al Vescovo di dire la sua,allo stesso modo lo faccio io.Eccellenza cosa vuole fare,vuol salvare selino e tutte le piccole cominità? Per favore ci faccia sentire la Sua parola.Grazie.

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