• Oggi
  • Domani
  • Dopo domani
23 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 10:35
Argomento: 
Breviario (Cisl)
Intervento di Francesco Breviario, referente per la legalità nella Cisl di Bergamo, a vent'anni dalla strage di via d'Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Borsellino: dopo 20 anni
sappiamo che la mafia
si insinua nella quotidianità

Versione stampabileSend by email

Intervento di Francesco Breviario, referente per la legalità nella Cisl di Bergamo, a vent'anni dalla strage di via d'Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina

 

Giovedì 19 luglio ricorre il ventennale dalla strage di via D’Amelio: qui, appena 57 giorni dopo l’attentato di Capaci in cui morì Giovanni Falcone, sua moglie e gli agenti della scorta, persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Sono passati vent’anni, ma il ricordo è vivo più che mai; è una storia fatta di depistaggi, di silenzi, di false dichiarazioni, di interrogativi ancora senza risposta come quello ad esempio sulla misteriosa scomparsa dell’agenda rossa del magistrato o quello – ancora più inquietante – sulla tempistica con cui Cosa Nostra decide di organizzare la strage.

L’anniversario deve essere un momento non solo di memoria ma sopratutto di profonda riflessione su chi ha dedicato la propria vita alla lotta alla mafia, e spunto per riappropriarci dei valori di antimafia, giustizia, verità e legalità, che devono essere punti di riferimento per le giovani generazioni e che non devono essere condizionati da colori politici, né condotti da sterili divisioni da parte di tutte le forze sociali, ma semplicemente devono essere patrimonio di una nazione intera.

In quei giorni di venti anni fa, con la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, si fermò il riscatto di un Paese intero. Stava scritto su un lenzuolo durante una manifestazione organizzata a Palermo subito dopo la seconda strage: “Non li avete uccisi, le loro idee camminano con le nostre gambe”.

Ecco, proprio di queste gambe mi piacerebbe parlare: mi sembra che dopo “solo” vent’anni il tempo possa essere corroso dalla “tentazione” di una rimozione veloce di ciò che accadde in quegli anni puntando sempre meno a dare spazio al lavoro di memoria che mai come in questi periodi dovrebbe essere l’attività principale di istituzioni e forze sociali votate all’innalzamento della società e dei suoi obiettivi.

Invece dobbiamo custodire gelosamente il fatto che da quei brutali eccidi voluti dalla mafia si innescò una nuova stagione di impegno civile in tutta Italia e oggi ancora ostinatamente vogliamo ricordare il sacrificio di uomini e di donne che scelsero la giustizia per battersi contro l'illegalità.

In questi vent’anni altri magistrati, noti e meno noti, hanno continuato il lavoro di Falcone e Borsellino: Piero Grasso, Gian Carlo Caselli, Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Roberto Scarpinato, Ilda Boccassini, Giuseppe Pignatone, Anna Canepa, Alberto Nobili, Giulio Tamburini, Michele Prestipino e altri ancora.

Con le loro indagini ci hanno fatto comprendere che le mafie non sono solo violenza e sopraffazione, ma sono sopratutto capacità di insinuarsi nella vita quotidiana in tutti i suoi elementi senza conoscere confini geografici e/o regionali sconvolgendo così il tessuto sociale ed economico delle nostre comunità.

Ed è su questa comprensione che come sindacato vogliamo lanciare il nostro impegno concreto nel futuro, con proposte e politiche economiche e sociali che sappiano mettere al centro, senza se e senza ma, le nuove generazioni, che devono avere il diritto di trovare una dignitosa collocazione nel mondo del lavoro, quel mondo del lavoro che sappia essere ancora capace di creare identità in una persona. Solo così, credo, Paolo Borsellino e tutte le altre vittime innocenti delle mafie non saranno morte invano.

Francesco Breviario

Referente Legalità CISL Bergamo/Lombardia

 

Nell'immagine l'omaggio dello scultore bergamasco Luigi Oldani a Paolo Borsellino. L'opera, assieme a quello dedicata in omaggio a Giovanni Falcone, è stato esposta in sala caduti di Nassyria in Senato lo scorso 23 maggio in occasione della presentazione del disegno di legge della Senatrice Alessandra Gallone per l'istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime del dovere.

Aggiungi un commento

Da non perdere:

Gli addii

NECROLOGIE

#BERGAMO PUBBLICA QUI LE TUE FOTO!

  • Se usi Instagram puoi pubblicare qui su Bergamonews i tuoi scatti.
  • Per farlo inserisci nel testo della foto @bergamonews e verrà inserita qui dentro automaticamente.
@bergamonews instagram