"Bergamo, prima di vendere
i gioielli della città
rinunci alla risalita"
Valter Grossi, già assessore all'Urbanistica al Comune di Bergamo nella Giunta Bruni, dà un suggerimento al sindaco Franco Tentorio giustamente preoccupato per la mancanza di fondi: piuttosto che vendere il Palazzo del Podestà, abbandoni per il momento il costoso progetto della risalita per Città alta.
Caro direttore,
la recente petizione promossa da alcuni cittadini per escludere il Palazzo del Podestà (già Palazzo Suardi) dall’elenco dei beni da dismettere mi sembra piuttosto motivata, sia per il valore storico dell’edificio, che per la possibilità (come si fece in passato) di ubicarvi istituzioni prestigiose e di elevato interesse pubblico.
E’ indubbio che uno dei modi per mantenere vivo un tessuto storico come Città Alta risiede anche nel mantenervi, per quanto possibile, funzioni di un certo livello e di rango territoriale, compatibili con la delicatezza che contraddistingue il luogo. Questa indicazione per altro è coerente con l’impianto del Piano Particolareggiato vigente, a suo tempo approvato con ampissimo consenso.
Tuttavia, volendo prendere in considerazione le motivazioni addotte su questo giornale dallo stesso Sindaco Tentorio, mi pare che la soluzione possa essere trovata poprio prendendo spunto dall’elenco di opere pubbliche da realizzare, per le quali sembrerebbe necessario il reperimento delle risorse.
Ebbene tra queste vi è la cosidetta “risalita” da via Baioni, quotata per oltre 4 milioni di euro, che a mio modo di vedere, non assume oggi, in tempi di ristrettezze, un carattere prioritario. Infatti quest’opera sebbene contemplata sia del PRG Sechi/Gandolfi, che dal più recente PGT, in reltà non costitusice un’efficace risposta ai ben noti problemi di radicamento verso Città Alta, soprattutto per le sue ridotte capacità trasportistiche, che per l’esiguo dislivello che di fatto supererebbe, avendo rinunciato già l’Amministrazione Bruni alla costosa ipotesi di completamento del percorso attraversoscale mobili sino a Piazza Mercato del Fieno.
Inoltre sul piano della gestione, e quindi della spesa corrente, non esistono proiezioni o studi che ne attestino la sostenibilità economica che, a detta di esperti, non sarebbe facilmente raggiungibile.
Comprendo l’esigenza da parte di un’amministrazione di presentari a fine mandato con qualche sostanziosa realizzazione, come la difficoltà dell’opposizone di rinunciare a una reiterata promessa, ma se la situazione delle finanze pubbliche è realmente difficile, posporre questo intervento, i cui unici beneficiari di fatto sarebbero gli studenti universitari di Sant’Agostino, potrebbe rivelarsi una saggia decisione.
Valter Grossi





















































Commenti
Arlati nn faccia demagogia.
Futuro e Libertà Bergamo ha
Ma perchè Futuro e Libertà
Se pensiamo che i politici
Certo, così poi potrà dire
E se invece,prima,si
Caro Walter,questa sarà pure
Giusto suggerimento!
è bello vedere ex assessori
"SUGGERIMENTI"? vendiamolo ai
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