Egregio Direttore di BergamoNews,
le scrivo per segnalare una questione che può apparire marginale e di poco conto, ma che, se non risolta in maniera univoca, può creare difficoltà, disguidi e incomprensioni fra gli addetti ai lavori.
Si tratta del problema dei sistemi di allarme negli edifici scolastici cittadini di proprietà del Comune di Bergamo: gli allarmi vengono ovviamente attivati nelle ore serali e notturne, quando nelle scuole non c’è nessuno in servizio, e sono collegati con la centrale operativa della Polizia Locale la quale interviene tempestivamente nei casi in cui l’allarme suona.
Risulta però che la Polizia Locale non abbia a disposizione né le chiavi d’accesso agli edifici scolastici, né i codici per disattivare i sistemi di allarme. Per questo motivo viene richiesta alle scuole la disponibilità di una persona referente alla quale assegnare chiavi e codice e che sia disposta ad intervenire in caso di allarme su segnalazione telefonica della Polizia Locale. A volte sono i dirigenti che danno la loro disponibilità ad essere reperibili, altre volte i dirigenti stessi propongono (o impongono) l’incarico ad un bidello o ad un insegnante della scuola.
Tale tipo di incarico non è previsto né garantito da nessuna norma e da nessun contratto del personale scolastico e (anche per chi decide di assumerlo a livello di volontariato) crea comunque oggettivi problemi sia per la disponibilità assoluta richiesta (di sera, di notte, nei giorni festivi, durante le ferie) sia per la sicurezza, visto che, per disinserire il codice, occorre entrare nei locali scolastici: al 90% l’allarme solitamente suona per la presenza di un passero entrato da una finestra lasciata incautamente aperta, ma per il 10% suona perché nell’edificio è entrato qualche malintenzionato, magari armato.
E’ opportuno che le azioni e gli interventi di polizia siano lasciati alle forze dell’ordine e che il proprietario degli edifici scolastici si faccia carico una volta per tutte della questione, per evitare che i dirigenti delle singole scuole siano costretti ad affrontare questo piccolo problema in modo poco funzionale e, soprattutto, poco corretto nei confronti del personale scolastico.
Lettera firmata