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La lettera - Pubblichiamo la lettera di Marian Mocanu, consigliere onorario del presidente del senato della Romania, che invita gli stranieri a non aderire allo sciopero del 1 marzo.
"Cari concittadini rumeni, non aderite allo sciopero"
Pubblichiamo la lettera di Marian Mocanu, consigliere onorario del presidente del senato della Romania, che invita gli stranieri a non aderire allo sciopero del 1 marzo. Come consigliere del Presidente del Senato Rumeno, sento il dovere di invitare la comunità rumena in Italia, a non aderire allo sciopero dei migranti, previsto per il prossimo 1 marzo. La Costituzione Italiana , garantisce ad ogni lavoratore il diritto di sciopero, ed ogni lavoratore è libero di esprimere la richiesta dei propri diritti anche tramite questa forma di lotta. Sono però altrettanto sicuro che, aderire ad una forma di protesta come questa, sia un danno per la nostra comunità . Non esistono problemi dei lavoratori immigrati e dei lavoratori italiani, esiste una questione di giustizia sociale che prescinde dall’appartenenza etnica, nazionale o religiosa. Le giuste lotte per un salario giusto, la sicurezza sui luoghi di lavoro , le pari opportunità tra uomo e donna, le rivendicazioni per abitazioni sane e confortevoli non si fanno auto escludendosi, ma le si attuano assieme ai lavoratori italiani. Per troppo tempo l’immigrazione è stata usata come strumento di divisione e contrapposizione con gli italiani creando artificiose “guerre fra poveri”. E’ giunto il momento di ricordare che non esistono lavoratori immigrati e italiani, ma esistono dei lavoratori , come non esistono imprenditori immigrati e imprenditori italiani , ma imprenditori. Questo ci porta alla conseguenza logica che le lotte e le rivendicazioni si fanno all’interno delle strutture italiane e con gli italiani. I cittadini romeni sono cittadini comunitari e, pertanto, portatori di diritti e doveri pari agli italiani e maggiori rispetto agli immigra! ti extra comunitari. Dobbiamo ricordarci che siamo parificati in tutti i settori della vita civile ai cittadini italiani e proprio per questo che le nostre giuste battaglie le dobbiamo portare avanti con gli italiani. Sul piano dell’integrazione vogliamo passare dalle parole ai fatti. Per questo avanzo una serie di proposte operative sul quale mi auguro che vi sia la convergenza di tutte le forze politiche e sindacali italiane. 1) Essendo un convinto sostenitore del volontariato e della forza aggregatrice di questo settore , sarebbe auspicabile, che su base volontaria il Servizio Civile Nazionale fosse aperto ai ragazzi della comunità romena;
Giovedi 25 Febbraio 2010
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