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Venerdi 30 Luglio 2010 - Ultima modifica: 01:08
Roma - La previsione del presidente di Confindustria emersa durante il tavolo tra governo e parti sociali. Il pacchetto per gli aiuti al settore pronto forse tra 10 giorni
Marcegaglia: «300mila posti di lavoro a rischio nel settore auto»
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La crisi nel settore auto e del suo indotto rischia di mettere in pericolo fino a 300 mila posti di lavoro su un milione di addetti in totale,cioè il 30% dell'intero settore.  E' quanto ha detto il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia nel corso dell'incontro tra parti sociali e Governo con il governo sulla crisi auto che si è tenuto a Roma nel pomeriggio del 29 gennaio: a dirlo, alcuni partecipanti all'incontro.

Il numero fornito da Emma Marcegaglia si basa sulle previsioni di calo della produzione: s
econdo la presidente di Confindustria, infatti, nei primi tre mesi dell'anno potrebbe verificarsi un calo degli ordinativi del 60% che porterebbe, secondo le previsioni piu' pessimistiche, ad una contrazione dell'occupazione quantificabile in 60 mila posti di lavoro alla Fiat e in 300 mila nell'intero settore auto, compreso l'indotto. Confindustria ha quindi proposto, secondo quanto riferito, di aprire con il governo due diversi tavoli, uno sul sostegno al settore e l'altro sugli ecoincentivi.

Il tavolo tra Governo e parti sociali, riuniti a Palazzo Chigi, si è concluso in serata con l'accordo unanime sulla necessita' di interventi urgenti per evitare che il comparto vada a fondo, trascinando tutta l'economia del Paese. Ma il risultato concreto è stata solo una promessa da parte del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, del fatto che l'atteso pacchetto di misure arrivera' entro 10 giorni. In che termini ancora non è chiaro: Gli interventi sono ancora allo studio, cosi' come non sono state ancora definite le risorse necessarie, che pero', per quanto ''incisive'', ha precisato il ministro, dovranno essere ''compatibili'' con la situazione dei conti pubblici.

Quello che sembra piu' probabile e' un piano di incentivi a favore del ricambio del parco auto (in Italia ancora tra i piu' vecchi d'Europa con 15 milioni di veicoli euro 0, euro 1 e euro 2), in direzione di una drastica riduzione delle emissioni e dei consumi. Ma potrebbe arrivare, cosi' come richiesto dalle imprese, magari in un secondo tempo, anche un sostegno all' innovazione e alla ricerca attraverso un nuovo bando sul modello di quello da 200 milioni gia' inserito in Industria 2015.

Un richiamo all'urgenza condiviso da tutti i sindacati che, compatti, chiedono che come vincolo alla concessione di incentivi il governo imponga alle imprese di mantenere la produzione in Italia e di non chiudere alcuno stabilimento, a partire da quelli Fiat. ''Decisioni chiare e rapide'', sono state invocate anche dal presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo (che a Palazzo Chigi e' andato ieri), perche' la situazione ''e' grave'', e ''questo stato di indecisione e' molto dannoso per il mercato''.

Giovedi 29 Gennaio 2009

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