Sotto il Monte - Scrive Eugenio Bolognini: "Il Plis non è un progetto per lo sviluppo di fonti energetiche alternative e/o rinnovabili; al limite, queste possono essere un’utile conseguenza".
Plis del Monte Canto, il sindaco risponde agli studenti
Plis del Monte Canto: il sindaco di Sotto il Monte Eugenio Bolognini risponde agli studenti dell'istituto magistrale Secco Suardo.
Gentili Studenti della Classe 5aFp,
innanzitutto Vi ringrazio per questo Vostro interessamento alle problematiche ambientali che coinvolgono il nostro territorio.
Sarei, però, curioso di conoscere la fonte delle cosiddette "cattive notizie" riguardanti il progetto PLIS del Monte Canto. Ho il fondato sospetto che sia la stessa fonte alla quale ho già inviato le mie considerazioni che sono state bellamente ignorate.
Le stesse considerazioni che mi permetto di inviare anche a Voi cercando di far conoscere anche il punto di vista dell’Amministrazione comunale di Sotto il Monte Giovanni XXIII, evitando, una volta ogni tanto, stanchi “manicheismi” che tanto hanno nuociuto anche al funzionamento del PLIS del Monte Canto e del Bedesco.
Conosco il Vostro studio che ho apprezzato ed al quale ho attinto per la stesura delle mie considerazioni. Ma è necessario precisare che lo strumento del PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) ha finalità sostanzialmente diverse, e comunque che vanno oltre a quello che Voi gli avete attribuito.
Il PLIS non è un progetto per lo sviluppo di fonti energetiche alternative e/o rinnovabili; al limite, queste possono essere un’utile conseguenza di interventi effettuati per la valorizzazione del territorio.
Lo strumento del PLIS dovrebbe essere una forma relativamente agile per creare un accordo tra Amministrazioni comunali al fine della valorizzazione e tutela soprattutto di quelle parti del territorio che meritano un’attenzione particolare.
Tale attenzione deriva dall’esigenza di proteggere e valorizzare gli ambiti che in tale territorio possano rivestire un ruolo di presidio di valori ambientali, di difesa dei caratteri storici e paesaggistici.
L’istituzione di un PLIS, quindi, è un’occasione per condividere obiettivi comuni, riconoscere specifici valori, guardare oltre le pressioni locali e particolari, con un approccio urbanistico ai temi ambientali che sia condiviso e sovracomunale.
La nostra Amministrazione ha sempre condiviso questa impostazione che, però, non è mai stata sviluppata, anche da chi si è fatto poi paladino di non si sa quale difesa del bosco del Canto.
L’esperienza delle biomasse non corre alcun rischio di naufragare; di sottoprodotti forestali, colturali e industriali ce n’è in grande quantità in tutta la Lombardia, come avete avuto modo di argomentare nel Vostro studio.
Per il PLIS, l’esperienza delle biomasse rimane un progetto incompiuto: la famosa filiera bosco – legna – energia, è mancata nella fase più importante o meglio decisiva per il territorio del PLIS.
Non si è riusciti ad interessare il nostro territorio in una corretta manutenzione e valorizzazione dell’ambito boschivo.
Ribadisco che il PLIS del Monte Canto e del Bedesco non è stato ideato per essere un laboratorio di progettazione di sistemi per l’uso di energie rinnovabili e/o alternative; ciò sarebbe dovuto essere al massimo un corollario.
Infatti, realizzare un veicolo elettrico che ha percorso 25 km con 3 g di idrogeno è senz’altro encomiabile, ma si può fare anche senza un PLIS.
Restando a disposizione per eventuali chiarimenti, mi è gradita l’occasione per salutarVi cordialmente e porgerVi i migliori auguri di Buon Natale.
IL SINDACO di SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII
Eugenio BOLOGNINI
Giovedi 3 Dicembre 2009
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