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Venerdi 30 Luglio 2010 - Ultima modifica: 01:08
Dalmine - Teatraplegico, paralizzato dalla nascita, comunica col mondo tramite il pc: il giorno del suo 27° compleanno ha inaugurato la sua libreria, la prima di Dalmine.
Il sogno di Mauro, sulla sedia a rotelle circondato dai libri
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Gli occhi ridono e la testa si muove per scrivere la sua gioia. Già, Mauro la gioia la racconta spostando la testa e con questa appoggiandosi a una tavoletta collegata al computer tramite cui comunica col mondo. Perché Mauro Sbaraglio è un ragazzo tetraplegico, che non riesce muoversi e a parlare, ma le cui facoltà intellettive sono perfettamente funzionanti. E' nato così, 27 anni orsono: "Un pezzo di legno" hanno detto i medici alla mamma allora ventenne. 
Vi sembra una storia triste e non vi pare ci sia gioia da esprimere? Sbagliate di grosso perché Mauro, dopo una vita di piccole-grandi conquiste (perfino un bilocale in cui vive da solo con il fisioterapista, quasi completamente indipendente) adesso ha agguantato il suo sogno. Ha inaugurato la sua libreria, "I libri di Mauro", nel centro di Dalmine, la sua città. Una città senza librerie. 
Una libreria dicevamo, che gestirà curando gli ordini e gli acquisti e che è diventata realtà grazie al suo impegno e a quello della mamma, Giusi Messina.
Donna combattiva la signora Giusi: 48 anni, più della metà trascorsi a rendere vivibile l'esistenza di questo figlio problematico (seguito con passione anche dalla sorella più piccola, Anna), ma anche a cercare i responsabili della situazione di questo figlio problematico. Una battaglia, quest'ultima, a suon di carte bollate e tribunali, contro il personale dell'ospedale di Trescore che nel gennaio del 1983 seguì il parto. Una battaglia vinta in primo grado nel 2004, e in appello nel 2008 quando a Mauro è  stato riconosciuto un risarcimento.
E' anche grazie a questo risarcimento che il sogno di Mauro si è realizzato e sabato 30 gennaio, il giorno del suo 27° compleanno, le porte della casa dei libri, un mondo di carta ricchissimo, colorato e sfaccettato, si sono aperte per lui. Che ha riso, pianto ed espresso i propri pensieri attraverso lo schermo del computer. "Mi sento felice" ha scritto. E ne ha tutte le ragioni.     

Venerdi 5 Febbraio 2010

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