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28 Agosto 2014 - Ultimo aggiornamento: 06:44
Argomento: 
Il caso
Dauda, 20 anni, giocatore della Pontirolese, voleva festeggiare con i compagni l???incredibile salvezza ottenuta in Promozione. Invece la serata ?? andata in modo diverso da come si sarebbero aspettati.

Hai la pelle nera?
Resti fuori dal locale

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“Scusami mister. Sei arrabbiato? Non volevo rovinare la serata”. La colpa di Masaray Dauda è di avere la pelle nera. Vent’anni, centravanti di peso, un vero marcantonio, gioca nella Pontirolese ed è nipote dell’ex atalantino Conteh. Con gli altri compagni voleva festeggiare l’incredibile salvezza ottenuta nel campionato di Promozione. Invece la serata è andata in modo diverso da come si sarebbero aspettati. “Siamo arrivati all’ingresso del locale Smalto di Curno – racconta il tecnico dei biancogranata Davide Coffetti -, tutti i ragazzi sono entrati, tranne Dauda, che è stato fermato all’ingresso da una signorina”. Non ha abiti adatti alla serata, è stata la giustificazione. Il ragazzo indossava una semplice t shirt. L’allenatore non ha fatto una piega e ha deciso di tornare a casa con il suo giocatore e prestagli una polo. “Ci mancherebbe, è la prima cosa che ho pensato. Gli ho dato una polo Burberry, non una qualsiasi, e siamo tornati a Curno. All’ingresso ci è stato detto che Dauda non poteva ancora entrare. Ho cercato di spiegare con calma la situazione, gli altri giocatori erano già nella discoteca e volevamo festeggiare tutti insieme. Ho capito subito che il motivo di questa resistenza non era la maglietta, ma qualcos’altro. L’assurdo è che facevano entrare me con la Lacoste e non lui con una polo molto più costosa della mia”.
Nonostante le proteste dell’allenatore, sempre comunque garbate, il buttafuori all’ingresso ha deciso di non farli passare. “Ci è stato detto che ormai era troppo tardi, non poteva entrare più nessuno. Irritati, ce ne siamo andati tutti da un’altra parte”. Prima però il tecnico ha voluto verificare che effettivamente nella discoteca non entrasse più nessuno. “Avevo l’auto proprio fuori dal locale. Ci siamo messi in macchina e quando stavamo per andarcene abbiamo visto che il buttafuori lasciava passare tranquillamente tutti, senza fare storie. Non importava cosa avessero addosso: camicia, maglietta. Siamo rimasti senza parole”. Al ritorno Masaray ha voluto scusarsi con l’allenatore. “Aveva i lacrimoni agli occhi. Mi ha chiesto se ero arrabbiato con lui. L’ho tranquillizzato. Provavo solo rabbia e delusione per quello che era successo”.

Commenti

Domenico:
Il fatto, di per sè, è deprecabile e squalifica gli autori !!!! Ma siamo proprio sicuri che sia andata così ???? Perchè, di conoscenti con il colore della pelle diverso dal nostro, ne ho incontrati e, con me ed altri, sono sempre entrati in qualsiasi locale. No vorrei che "a monte" ci fosse qualcosa, un motivo, una causa, che avrebbe lasciato fuori dal locale anche qualcuno di noi con la pelle bianca. Pertanto, prima di gridare al razzismo "sic et sempliciter"........verificare!

Luc:
Ma signor Allenatore: si faccia più furbo! Avrebbe dovuto dire che per scherzo lo avevate cosparso di nutella che, prodotto italiano del nord, d'improvviso non fa più male come le nostre mamme, invece, ci hanno detto da sempre!

bergamasca indignata:
Io mi vergogno di essere bergamasca! Che delusione vedere così tanta gente stupida e ignorantemente superficiale! Dove andremo a finire se lasceremo che la gente si permetta continuamente simili comportamenti?

formica:
La mamma degli stupidi e degli idioti é sempre incinta, purtroppo...

M.B.:
CONTINUANDO A INCOLPARE GLI EXTRACOMUNITARI DI TUTTI I DISASTRI PRESENTI IN ITALIA QUESTA E LA NORMALE CONSEGUENZA, UN CLIMA DI ODIO E DI RAZZISMO A PRESCINDERE DALLA NAZIONALITA' DELLA PERSONA, BASTA ESSERE NERI, GIALLI O ALTRO CHE DAI FASTIDIO, NON PUOI ENTRARE, VATTENE VIA. Ringraziamo tutti quelli che hanno votato la LEGA, ahhh dimenticavo, i vostri politici mentre stanno chiudendo le fabbriche stanno rimodernendo lo stemma, le strisce pedonali e l'Inno nazionale.

El Merendeiro :
Smalto = Capogiro =Orange =Sportpiù...mi sembra giusto precisare. Comunque spero vivamente che il motivo reale non sia quello ipotizzato nell'articolo, perchè sennò la cosa non è triste, è drammatica.

Tiziano Trivella:
Sicuramente quel locale ha perso il poco "smalto" che aveva. E chi lo gestisce ha perso anche la faccia.

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