• Oggi
  • Domani
  • Dopo domani
30 Settembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 22:59
Argomento: 
Il caso
Dauda, 20 anni, giocatore della Pontirolese, voleva festeggiare con i compagni l???incredibile salvezza ottenuta in Promozione. Invece la serata ?? andata in modo diverso da come si sarebbero aspettati.

Hai la pelle nera?
Resti fuori dal locale

Versione stampabileSend by email

“Scusami mister. Sei arrabbiato? Non volevo rovinare la serata”. La colpa di Masaray Dauda è di avere la pelle nera. Vent’anni, centravanti di peso, un vero marcantonio, gioca nella Pontirolese ed è nipote dell’ex atalantino Conteh. Con gli altri compagni voleva festeggiare l’incredibile salvezza ottenuta nel campionato di Promozione. Invece la serata è andata in modo diverso da come si sarebbero aspettati. “Siamo arrivati all’ingresso del locale Smalto di Curno – racconta il tecnico dei biancogranata Davide Coffetti -, tutti i ragazzi sono entrati, tranne Dauda, che è stato fermato all’ingresso da una signorina”. Non ha abiti adatti alla serata, è stata la giustificazione. Il ragazzo indossava una semplice t shirt. L’allenatore non ha fatto una piega e ha deciso di tornare a casa con il suo giocatore e prestagli una polo. “Ci mancherebbe, è la prima cosa che ho pensato. Gli ho dato una polo Burberry, non una qualsiasi, e siamo tornati a Curno. All’ingresso ci è stato detto che Dauda non poteva ancora entrare. Ho cercato di spiegare con calma la situazione, gli altri giocatori erano già nella discoteca e volevamo festeggiare tutti insieme. Ho capito subito che il motivo di questa resistenza non era la maglietta, ma qualcos’altro. L’assurdo è che facevano entrare me con la Lacoste e non lui con una polo molto più costosa della mia”.
Nonostante le proteste dell’allenatore, sempre comunque garbate, il buttafuori all’ingresso ha deciso di non farli passare. “Ci è stato detto che ormai era troppo tardi, non poteva entrare più nessuno. Irritati, ce ne siamo andati tutti da un’altra parte”. Prima però il tecnico ha voluto verificare che effettivamente nella discoteca non entrasse più nessuno. “Avevo l’auto proprio fuori dal locale. Ci siamo messi in macchina e quando stavamo per andarcene abbiamo visto che il buttafuori lasciava passare tranquillamente tutti, senza fare storie. Non importava cosa avessero addosso: camicia, maglietta. Siamo rimasti senza parole”. Al ritorno Masaray ha voluto scusarsi con l’allenatore. “Aveva i lacrimoni agli occhi. Mi ha chiesto se ero arrabbiato con lui. L’ho tranquillizzato. Provavo solo rabbia e delusione per quello che era successo”.

Commenti

giga:
Non è vero che è stato un gesto razzista. Tutti conoscono la politica del locale di avere utenti con un determinato look. Da sempre. Anche mio fratello è rimasto fuori una sera perchè la Lacoste non è stata ritenuta "abbigliamento idoneo" In effetti ci è rimasto male. E dire che c'era andato per festeggiare le sue cose!!

giovanni:
è una cosa schifosa lasciare entrare ragazzi pieni di qualunque sostanza e fare selezione per il colore delle pelle !vergogna marcia

Ruy:
Fiero di non aver mai messo piede in questi due pseudo discoteche.Siete la vergogna di Bergamo!!! Boriosi e falliti

Paolo:
Mi sembra strano che vi stupiate dell'accaduto...da anni Capogiro e Smalto sono frequentati da fighetti . Evidentemente la pelle nera non è in sintonia con l'ambiente...comunque il ragazzo ci ha solo guadagnato nel non entrare

niko:
maledetti razzisti ! vi auguro che la vostra discoteca fallisca !

sandro:
a Merano e dintorni c'erano locali con la scritta "vietato l'ingresso agli italiani" e i ns immigrati ne sanno qualcosa. In Svizzera idem. E che dire degli immigrati italiani in America? non vedo cambiamenti ma solo storia che si ripete, con i governanti che abbiamo si è ritornati indietro in tutto e gli intolleranti ci sguazzano!

Gian:
Macché regole sacrosante, regole illegali (già riportate le norme che stabiliscono che tutti possono entrare in un posto pubblico come è una discoteca) e stupide, come chi addirittura le giustifica. E ne è contento, assurdo, fino a quando capiterà a lui, perché ci sarà sempre un posto dove lo riterranno inadeguato. Finché ci sarà gente disposta ad accettarle ed a farsi calpestare i diritti, non solo in questo campo, saremo tutti un po' meno liberi

Regole:
@140 Bebi Di NEGRI, pardon, di diversamente bianchi, nel locale ne ho sempre visti anche per non lavorare, ma per divertirsi. All'ingresso non ho visto mai respingere NEGRI (pardon: diversamente bianchi) se non sono in canottiera e bermuda. Le regole sacrosante del locale lo esigono, e le regole vanno rispettate. Prova ad entrare al Balzer in mutande, e vedi cosa succede.

Bepi:
X W la gelosia - Scrivere "Ci sono molti ... NEGRETTI" già ti identifica ed evidenzia quantomeno la tua mancanza di rispetto verso di loro e mi limito a questo !!! Ciao bianchino (dico a te W la gelosia non al bicchiere di vino bianco che ho davanti a mè) .

mario59:
Nei locali di quel genere, se uno è conosciuto, e ovviamente pieno di quattrini, entra vestito come gli pare..quello dell'abbigliamento è un pretesto che usano per impedire di entrare a qualcuno che per qualche motivo non gli piace...se ci andassi io vesito in doppio petto ..probabilmente mi fermerebbero.. troppo vecchio e brutto..e troverebbero una scusa per fermarmi..entrando, danneggerei l'immagine del locale per soli fighi..e se sei nero, in certi locali al massimo, puoi entrare per lavorare

Pagine

Da non perdere:

Gli addii

NECROLOGIE

#BERGAMO PUBBLICA QUI LE TUE FOTO!

  • Se usi Instagram puoi pubblicare qui su Bergamonews i tuoi scatti.
  • Per farlo inserisci nel testo della foto @bergamonews e verrà inserita qui dentro automaticamente.
@bergamonews instagram