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Le storie di Botticelli -  Ph. Gianfranco Rota

“Le storie di Botticelli” in mostra alla Carrara

12/10 » 28/01

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All’Accademia Carrara è in corso un nuovo prestigioso progetto artistico. Dopo il successo ottenuto dalla mostra dedicata a Raffaello e a pochi mesi dall’attribuzione del dipinto ad Andrea Mantegna, ha dato vita a un’altra iniziativa di notevole rilievo.

Attraverso una collaborazione internazionale con l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, la storica pinacoteca di Bergamo riunisce due opere di Sandro Botticelli, raffinato interprete dello splendore rinascimentale. Si tratta di “Storia di Virginia” e “Storia di Lucrezia“, certamente divise già nel corso dell’Ottocento poiché acquisite una negli Stati Uniti e l’altra in Italia.

Per celebrare questo ricongiungimento, il museo di Bergamo ha promosso una mostra: inaugurata lo scorso 12 ottobre, si potrà visitare sino al 28 gennaio e si propone come un’occasione di confronto, emozione e studio, capace di raccontare un artista, un’epoca e una città: Firenze. Una seconda tappa, poi, è prevista a Boston per l’inizio del 2019.

Botticelli (1445-1510), che è uno dei maestri del Rinascimento, dipinge le storie di Virginia e Lucrezia intorno al 1505, un’unica committenza per due tavole sorelle, immaginate per un unico luogo, in origine inserite in un rivestimento che copriva le pareti di una stanza sino all’altezza delle spalle. Solennità ed eleganza di inquadrature architettoniche, memorie classiche, concitazione degli episodi, momenti di sentita drammaticità, questi alcuni particolari che caratterizzano i due capolavori insieme al tema: la tradizione rinascimentale riporta infatti alla decorazione delle camere, in occasione di matrimoni importanti, con scene di probità e castità. Le due storie compaiono spesso in coppia, utilizzate come pendant nei cicli decorativi dell’epoca, dove la Roma antica e la Firenze rinascimentale si fondono generando due palcoscenici per il sacrificio di due donne. Le virtù femminili della pudicizia e della castità sono celebrate dalla morte di Virginia e Lucrezia e le rivolte popolari anti tiranniche sono esaltate dagli uomini pronti alla battaglia.

Il ricongiungimento di questi due capolavori era atteso da tempo. Già divise nell’Ottocento (proseguono gli studi sulla loro storia antecedente) e separate da migliaia di chilometri, Virginia e Lucrezia legano due istituzioni dalla seconda metà del XIX secolo: Accademia Carrara di Bergamo e Isabella Stewart Gardner Museum di Boston.

La loro ricongiunzione dà vita a un confronto straordinario, consentendo di approfondire origine, natura e storia della mirabile coppia di dipinti, prima a Bergamo (da metà ottobre 2018) e poi a Boston (da metà febbraio 2019). Grazie alla collaborazione tra i due musei, la reciprocità della proposta tramuta un dialogo a distanza in due imperdibili appuntamenti culturali.
Sandro Botticelli, celebrato universalmente per aver saputo interpretare il suo tempo che abbraccia il massimo fulgore della corte medicea sino alla sua crisi e al suo tramonto, lavora alle due tavole in età matura.

Storia di Lucrezia di Sandro Botticelli, Isabella Stewart Gardner Museum di Boston

Le protagoniste dei dipinti, Virginia e Lucrezia ci raccontano due storie di virtù e sacrificio al femminile, Virginia assassinata dal padre per preservarne l’onore, Lucrezia che sceglie la morte pur di salvarsi dall’ignominia. Due storie dipinte in episodi che raccontano non solo del sacrificio e del suo svolgersi, ma anche del riscatto: per Virginia la reazione dei plebei, guidati dal padre, contro l’ingiustizia del potere; per Lucrezia la rivolta contro il mal governo di Roma. Le due narrazioni oltre a rappresentare esempi di virtù, nel loro alludere alla rivolta contro il sopruso, rivestono un significato politico che rimanda alle aspre lotte di potere a Firenze allo scadere del Quattrocento.

Una storia di storia dell’arte: Virginia arriva nella collezione dell’Accademia Carrara grazie al lascito di Giovanni Morelli nel 1891, l’acquisto risale al 1871 (storico dell’arte, ideatore del metodo morelliano, grazie al quale è possibile riconoscere l’autore di un’opera tramite l’osservazione di caratteristiche ricorrenti); Lucrezia viene acquistata nel 1894 da Isabella Stewart Gardner, dal conte Ashburnham, grazie alla mediazione di Bernard Berenson (storico dell’arte da sempre considerato uno dei massimi conoscitori del Rinascimento italiano).

Il progetto “Le storie di Botticelli” ha orientato l’Accademia Carrara alla valorizzazione anche degli altri due dipinti di Botticelli sempre a Bergamo: “Ritratto di Giuliano de’ Medici” (1478-1480 circa) e “Vir dolorum” (1495-1500 circa), entrambi entrati in collezione grazie alla donazione di Giovanni Morelli.

Il “Ritratto di Giuliano” è affiancato dal busto in marmo che lo raffigura in prestito dal Museo del Bargello di Firenze e dal testo di Paolo Giovio, “Elogia virorum bellica virtute illustrium”, Basilea 1575, corredato dall’incisione con il giovane erede della famiglia Medici trafitto da un pugnale, per ricordare i fatti di sangue della Congiura dei Pazzi che videro la sua morte.

Il “Vir dolorum” della Carrara, già in coppia con una “Mater Dolorosa” – oggi non rintracciabile, ma nota attraverso un’immagine del 1913 – è accostato al Crocifisso (1496-1498 circa) del Museo dell’Opera del Duomo di Prato.

Con questo nuovo appuntamento si consolida, dopo “Raffaello e l’eco del mito”, la collaborazione con Tobia Scarpa e Mauro Piantelli (De8 Architetti). Il progetto d’allestimento dedicato a Botticelli si intitola “Il giardino ritrovato” e pone al centro dell’ideazione il rapporto tra luce e natura, tema centrale della filosofia neoplatonica rinascimentale.

L’esposizione è corredata dalle proposte ideate dai Servizi Educativi dell’Accademia Carrara per pubblici differenti: bambini, famiglie, istituti scolastici. La narrazione, il collezionismo, le tecniche artistiche sono i temi delle attività laboratoriali riservate alle scuole di ogni ordine e grado, in cui gli studenti possono vivere esperienze interdisciplinari. Ogni fine settimana, inoltre, per tutta la durata della mostra, vengono organizzati appuntamenti dedicati alle famiglie e agli adulti. Ci sono, inoltre, proposte ad hoc anche per i giovani adolescenti, grazie ai progetti di Alternanza Scuola-Lavoro e alla collaborazione con Bergamo Film Meeting.
Ad opera dei Servizi Educativi è anche la messa a punto dell’audioguida dedicata a bambine e bambini dai 7 ai 12 anni: i piccoli visitatori vengono accompagnati in mostra da una guida d’eccezione, Giovanni Morelli, che li sfida a osservare le opere come veri storici dell’arte, conducendoli alla scoperta di Botticelli, del Rinascimento e dei suoi protagonisti.

L’iniziativa è curata dal direttore dell’Accademia Carrara, Maria Cristina Rodeschini, insieme a Patrizia Zambrano, docente all’Università del Piemonte Orientale.

La mostra è visitabile tutti i giorni (tranne il martedì) dalle 9.30 alle 17.30 (chiusura biglietteria alle 16.45). Oltre a quella effettuata il 26 ottobre, sono in programma aperture serali straordinarie con orario continuato sino alle 22 (ultimo ingresso alle 21) il 30 novembre, 28 dicembre e 11 gennaio.

Il biglietto intero è di 12 euro, valido dai 26 anni in su (anche per gli over 65); 10 euro ridotto dai 6 ai 25 anni, gruppi di adulti su prenotazioni (12-30 pax), docenti delle scuole di ogni ordine e grado, militari in servizio, forze dell’ordine non in servizio, disabili (con documentazione sanitaria comprovante l’invalidità).
Inoltre, sono previste riduzioni per le scuole e promozioni per le famiglie.

Per avere ulteriori informazioni consultare il sito internet www.lacarrara.it

I crediti
– Per il dipinto: Storia di Lucrezia di Sandro Botticelli, Isabella Stewart Gardner Museum di Boston;
– Per lo scatto: ph. Gianfranco Rota

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