Ubi, Fabi in lista
Il sindacato punta
a gestire la banca
La Fabi punta al controllo di Ubi Banca. La Federazione autonoma bancari italiani, una tra le otto maggiori sigle sindacali italiane e che conta circa 6.500 iscritti dei 19.400 dipendenti del gruppo Ubi lancia la sfida.
“In vista dell’assemblea dei soci del 2013, chiede ai lavoratori di partecipare attivamente al voto – afferma Attilio Granelli, segretario nazionale Fabi -. Solamente così potranno avere voce in capitolo sulla scelta di un nuovo Consiglio di Sorveglianza lungimirante e attento alle esigenze del personale e del tessuto produttivo locale. Come Fabi sosterremo solo la lista che dichiarerà apertamente nel proprio programma sostegno all’occupazione, al territorio e allo sviluppo e alla crescita del Gruppo. Qualora i candidati non soddisfino le nostre aspettative, valuteremo se scendere in campo con una nostra lista”.
La sfida all'attuale gestione di Emilio Zanetti è lanciata. Già da ora il sindacato chiederà ai 6.500 dipendenti iscritti alla Fabi se sono soci, di iscriversi e di raggruppare anche i familiari soci per prepararsi alla prossima assemblea.
“Chiediamo di poter visionare i piani industriali per valutarli, voteremo solamente la lista che difenderà i dipendenti, il territorio e lo sviluppo della banca – aggiunge Granelli – Non vogliamo un colpo di stato, ma puntiamo ad avere dei rappresentanti all’interno del consiglio di gestione della banca che difendano e tutelino i lavoratori”.
Due i punti centrali che lancia la Fabi: “Puntare all’austerità che deve partire dall’alto con la riduzione dei corposi compensi e il taglio della faraoniche consulenze – continua Granelli – Proporremo poi che chi gestisce la banca lo possa fare per soli due mandati e che abbia un massimo di 70 anni. Non possiamo permettere che il gruppo Ubi sia gestito da 21 persone di cui tre hanno superato abbondantemente gli 80 anni, undici sono prossimi ai 70 anni e l’età media sia di 71 anni”.
Un attacco frontale mai visto contro il gruppo Ubi Banca. “La crisi economica che abbiamo di fronte impone di cambiare, se non stravolgere, abitudini ormai non più sostenibili. L'austerità deve riguardare tutti, a partire dalle cariche più alte - dichiarato Paolo Citterio, coordinatore Fabi del Gruppo Ubi -. Tutto il Sistema bancario si sta riorganizzando, in alcuni casi anche con soluzioni traumatiche. Ubi non pensi ad esternalizzazioni o a licenziamenti: con i necessari sacrifici tutti devono mantenere il posto di lavoro nel perimetro del Gruppo”.





















































Commenti
...meglio che i lavoratori
“Le politiche di affidamento
Mi sento più tranquillo,
beh,è scontato che una sigla
Insieme alla tutela dei
speriamo non siano le solite
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