• Oggi
  • Domani
  • Dopo domani
20 Agosto 2014 - Ultimo aggiornamento: 19:15
Argomento: 
O la Borsa o la vita
Tornano a crescere i tassi d'interesse alla clientela anche se gli istituto di credito hanno incassato dalla Bce ben 260 miliardi di euro all'1%. Jt chiede: perché non si pubblica l’elenco dei crediti in sofferenza con l’indicazione del debitore e dell’organo deliberante il fido?

Sistema bancario
senza vergogna
Ora serve trasparenza

Versione stampabileSend by email

di Jt

I forti saliscendi borsistici di questi giorni significano poco e non hanno connotati predittivi circa il futuro che ci attende.

Gli spread ballano col dollaro e sono compressi in una banda di circa 60 punti base pari a mezzo punto di rendimento annuo dei Btp decennali.

La Borsa continua a scontare un indice molto sbilanciato verso la componente bancaria, la cui volatilità è connessa alla valanga di titoli di debito pubblico di cui sono farciti i bilanci degli Istituti di credito.

Acquisti in questi momenti sono consigliati solo a chi ha un forte profilo di ‘gambler’ ed è disposto a convivere anche con perdite importanti.

Osservo che a Luglio il degrado economico é fortemente aumentato con rischio per la tenuta di una parte non marginale del sistema industriale: il peggioramento della situazione di liquidità è palpabile e le banche in questi giorni stanno nuovamente aumentando i tassi di interesse applicati alla clientela.

E’ una situazione surreale in quanto gli Istituti di credito hanno incassato dalla Bce ben 260 miliardi di euro al l'1% e non hanno la benchè minima vergogna a rigirarli in conto corrente alle imprese con tassi medi superiori al 7% e marginali del 15%.

Si pensi che i crediti erogati a famiglie e imprese, regolati in conto corrente ( mutui esclusi), superano di poco i 300 mld di euro ovvero poco più del 10% dell’intero attivo bancario nazionale.

Quando si dice che mancano i soldi è utile che si ricordino queste cifre, nel complesso modeste, sulla base delle quali si può ipotizzare che con solo il 30% in più dei fidi erogati, 90 mld o anche il 3% dell’attivo bancario, moltissime aziende non sarebbero fallite e molte opportunità economiche potrebbero essere cavalcate con profitto.

Nei 300 miliardi sono compresi anche i fidi spazzatura accordati ad una pletora di speculatori immobiliari, ieri in grande spolvero, oggi tutti in grande difficoltà.

Il denaro, che comanda le dinamiche dei prezzi delle cose e dell’economia è evaporato ed i bilanci bancari semestrali che leggeremo nei prossimi giorni ne daranno conto.

Sono in corso in questi giorni manovre di ulteriore riduzione del credito a cui faranno sicuramente seguito, da Settembre, nuovi fallimenti.

Tra i tanti errori compiuti dalla nostra politica, quella di premere per l’accorpamento delle banche si sta rivelando fra i più nefasti; strutture adeguate a svolgere bene un lavoro territoriale al dettaglio, hanno cambiato fisionomia senza che la cambiasse il tessuto produttivo italiano.

Le banche maggiori sono diventate gigantesche finanziarie che di banche hanno mantenuto la necessaria rete di sportelli; necessaria al prelievo di risorse dei depositanti per essere canalizzate verso la speculazione più becera e socialmente inutile.

Di più e di peggio, in banca vegetano ancora i fessi che hanno autorizzato gli abnormi finanziamenti agli speculatori che oggi alimentano tante sofferenze (bancarie): che siano solo fessi non è dato sapere.

Ci sono ancora i ‘money manager’ che in epoca di nessuna tensione sul debito pubblico hanno farcito gli attivi dei propri Istituti con titoli di Stato a tasso fisso di durata ultradecennale: oggi miliardi di euro di perdite.

In questo scenario, tutte le disposizioni di ‘trasparenza bancaria’ non sono ancora arrivate ad obbligare gli Istituti di credito, che amministrano soldi dei depositanti per il 90% delle consistenze dei loro bilanci, a pubblicare l’elenco dei crediti in sofferenza con l’indicazione del debitore e dell’organo deliberante il fido. Se ne vedrebbero delle belle.

Non troverete neppure l’elenco degli amministratori e dei dirigenti bancari che amministrano un’inestricabile galassia di società la cui missione è perlopiù misteriosa: non troverete ovviamente i loro compensi né il loro profilo professionale e di merito. Lo conosce Banca d’Italia, si dice che basti: palle.

La vigilanza dei cittadini, limitata ovviamente al solo diritto di ‘conoscere’ nei dettagli , sarebbe una bella ventata di aria fresca.

Commenti

sergiopelato:
"Sistema bancario" e' una parola troppo raffinata.....sono venditori di aria fritta,usurai legalizzati(sponsorizzati dal governo tecnico)ecc....e poi c'e ancora chi ha il coraggio di difenderli con la vecchia storia che senza credito alle imprese non si va da nessuna parte....avanti cosi'.... scaviamoci la fossa

giupì:
Indicazione dell'organo deliberante, ma anche delle proprie retribuzioni, stock option incluse. Un po' di gogna mediatica fa bene, anche per sapere in che mani sono finite le banche, un tempo istituzioni abbastanza rispettabili e dirette da persone che della propria parca saziabilità ne facevano un vanto.

W il default:
Finalmente il popolo comincia a capire dive sta il problema: le banche diventate covi di strozzini e speculatori. Non é l'euro che é irreversibile, come dice senza crederlo il noto Mario bis, ma questo processo di presa coscienza del popolo sulle nefandezze del sistema bancario é irreversibile. Ció porterà al tanto desiderato default del sistema che ci farà ripartire con un nuovonsistema in cui la sovranità di stampare e distribuire moneta sarà del popolo e non di quattro strozzini privati. E gli utili di questa distribuzione rifinanzieranno l'interesse generale e non quello privato. Finalmente ci siamo. W il default

gio:
poveretto , sono gli effetti devastanti della tv ridai ai politici italiani la possibilita di stampare soldi , vuol dire tasse all infinito per pagare la bella vita e sprechi dei tuoi politici ( i pezzi di carta soldi se non sono supportati da una produzione e vendita di beni perdono valore , ma sono solo una tassa. cerca di capire perche in burma guadagnano 20 dollari al mese , non si arrichisce un paese stampando pezzi di carta l africa lo fa tutti i giorni) il nostro sultanello e i suoi amici di corte i billioni li ha gia portati nei caraibi al riparo dalla super tassa che vuole rifilare ai polli che neanche capiscono cosa e una sovranita monetaria

W il default:
Poveretto, confonde la sovranità del popolo (non dei politici) di coniare la propria moneta in funzione delle esigenze calibrate sulla propria economia, con lo stampare carta a gogo come i biglietti del Monopoli. E il popolo che ci sta a fare se non a controllare che i politici si comportino per l'interesse del popolo. Certo, se il popolo é beota, i politici sguazzano. Capito, poveretto, dove sta il problema? Invece di farti fregare dai politici tu ti fai fregare dai banchieri che pensano loro a stampare e ingrassare. Rifletti, se no resti tu poveretto

andrea:
scrivere giudizi sommari senza citare la fonte non mi semba un gran contributo a comprendere la gravità di questa crisi che richiederebbe analisi più approfondite, separando possibilmente i fatti dalle opinioni. Sparare nel mucchio è troppo facile, occorre essere più precisi e verificare le fonti da cui provengono le notizie altrimenti un giornale rischia di perdere il bene più prezioso: la credibilità

E piantatela:
Al di la di tutto é il sistema bancario che ha perso credibilità. Che analisi approfondità si deve fare per un sistema che smercia il denaro ricevuto all'1% al 7% ? Non mi si dica che sono per coprire i costi di distribuzione? Questa é usura pura che noi dobbiamo pagare con i nostri mutui, che gli imprenditori devono pagare con i loro investimenti, e che lo stato deve pagare con il suo debito pubblico. Avete capito o no a cosa serve il giochino dello spread? Il colmo é che c"é ancora qualcuno che parla di incompetenti in economia, di strumentalizzazioni populistiche, di pressapochismo nel dare le notizie su questo argomento. E piantatela di prenderci per il c...lo

Pagine

Aggiungi un commento

Da non perdere:

Gli addii

NECROLOGIE

#BERGAMO PUBBLICA QUI LE TUE FOTO!

  • Se usi Instagram puoi pubblicare qui su Bergamonews i tuoi scatti.
  • Per farlo inserisci nel testo della foto @bergamonews e verrà inserita qui dentro automaticamente.
@bergamonews instagram