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21 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 15:26
Argomento: 
Confesercenti
La crisi economica, in tempo di saldi, si tramuta in occasione per i consumatori: secondo Fismo-Confesercenti gli sconti sono in aumento rispetto al passato ma cala il valore dello scontrino medio.

Saldi, sconti maggiori
ma cala il valore
dello scontrino

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La crisi economica, in tempo di saldi, si tramuta in occasione per i consumatori: secondo Fismo-Confesercenti gli sconti sono in aumento rispetto al passato ma cala il valore dello scontrino medio.

Ad una settimana circa dall’avvio dei saldi estivi, Fismo Confesercenti Bergamo traccia un primo bilancio sull’andamento delle vendite attraverso un’indagine tra i propri associati. La crisi economica e il conseguente calo dei consumi si sono tramutati in un “vantaggio” per i consumatori, che in questo periodo possono approfittare dell’aumento degli sconti praticati dai commercianti.

Confrontando i dati dell’estate 2012 con quelli del 2007, l’ultimo anno prima della crisi, si nota infatti un vistoso aumento dello sconto medio praticato all’inizio della stagione: se nel 2007 questo si aggirava intorno al 20%-30%, nell’estate del 2012 il risparmio medio offerto inizialmente agli acquirenti si è assestato tra il 30% e il 40%, con punte anche del 50%.

Cresce pure l’incidenza dei saldi sul fatturato stagionale, che passa dal 30% del 2007 al 40% di quest’anno. In aumento anche le offerte speciali, destinate a pochi capi selezionati: nel 2007 la punta massima era del 60%, mentre quest’estate è possibile trovare veri affari, con super-sconti del 70%. Cala, di conseguenza, anche il valore dello scontrino medio: dal 2007 ad oggi si è ridotto di poco più del 16%, passando da 220 a 184 euro.

D’altro canto, gli italiani quando si tratta di abiti non sono più gli “spendaccioni” di una volta. E se nel 1986 le famiglie dedicavano all’abbigliamento, in media, il 10,1% della spesa mensile, adesso la percentuale destinata a vestiti e calzature è molto ridotta. Una dinamica molto marcata negli ultimi 5 anni: si è passati dal 6,3% del 2007 al 5,4% del 2011.

La possibilità di fare buoni affari ha attirato anche gli uomini, che si sono affacciati nei negozi più degli altri anni, nonostante siano comunque sempre le donne ad acquistare di più, spesso anche per lui. Da evidenziare pure l’incidenza delle vendite promozionali nel periodo antecedente i saldi o dei giorni di promozione speciale al di fuori dei periodi di saldi da parte di quelle attività che ne hanno fatto uso: se nel 2007 il dato medio era di 5 giorni l’anno, adesso, anche in virtù della recente modifica alla normativa regionale, è superiore ai 16. In ogni caso questa possibilità non sembra dare maggiore slancio ai consumi come sperato dal legislatore se è vero che l’andamento delle vendite in generale risulta stagnante.

“Il tema centrale rimane la perdita della capacità di acquisto dei consumatori e delle famiglie in generale e del mutamento delle priorità d’acquisto, problema enorme cui la categoria sta rispondendo, per quanto possibile, contenendo i ricarichi con grande senso di responsabilità - sostiene Orfeo Lumina, presidente provinciale Fismo Confesercenti - Il rilancio del settore passa attraverso una nuova politica fiscale a vantaggio delle imprese e delle famiglie: la speranza di far ripartire i consumi modificando la normativa sui saldi non produce gli effetti sperati”

Commenti

ANTONIO:
A PROPOSITO DI SALDI IN 1 NEGOZIO DEL CENTRO IPER SERIATE AVEVO PUNTATO 1 PAIO DI CALZONCINI LA SETTIMANA PRIMA DEI SALDI ED IMMANCABILMENTE TUTTTA LA SERIE E FINITA NELL'ANGOLO DIETRO CON LA DICITURA NON IN SALDO. ALLA MIA RIMOSTRANZA LA COMMESSA CANDIDAMENTE RISPONDE...( NO SIGNORE QUEI CAPI SONO DELLA NUOVA COLLEZIONE) MA MI FACCIANO IL PIACERE ERA GIA 1 MESE CHE ERANO IN VETRINA E POI SI LAMENTANO CHE NON SI VENDE.. LA VERITA CHE ORAMAI ANCHE I POVERI FESSI SONO A CORTO DI LIQIIDI E LORO PENSANO ANCORA ALLA GALLINA DA SPENNARE AUGURI A LORO!!!!!"

massimiliano:
ti ha detto la verità: la collezione invernale arriva già ai primi di giugno. Devo scontarti un articolo arrivato da poco che ancora quasi non è andato nemmeno in vendita? cerchiamo di essere ragionevoli

poeraITALIA:
diciamo anche che oggi il consumatore gira guarda i prezzi antecedenti i saldi e se la merce venduta è quella che si vedeva in vetrina?? solitamente cambia la merce è più scadente. OBIETTIVAMENTE NESSUNO REGALA NIENTE.

massimiliano:
diciamo che questo è un bel luogo comune: è vero ci sono negozi che cambiano e all'inizio dei saldi presentano merce vecchia ( e questi sarebbero da punire) ma ci sono anche tanti negozi che lavorano seriamente. Non dimentichiamoci che i negozi sono aziende, che danno lavoro a tante persone e se "sbragano" troppo con i prezzi.....l'azienda va in crisi, il negozio chiude e gli stipendi.....non arrivano più

me de la àl:
Caro l'me sccett tel dighe à la manera de na olta "ghe nisù chel vent ol franc a otanta ghei".I saldi si fanno per vuotare il magazzino accontentandosi di guadagnare qualcosa di meno del normale.

poeraITALIA:
Massimiliano mi scusi io non conosco certi termini lei dice sbragano troppo i prezzi ma mi scusi se una maglia 2 settimane fa costava 100 oggi me la trovo a 50 il mio pensiero non è che bel sconto è quanto mi fregavano prima. ma guardi che le aziende serie hanno un BUSINESS PLAN da seguire e da li non si smuovono e non ci perdono mai male che vada pareggiano.COMUNQUE NESSUNO REGALA NIENTE.

massimiliano:
ha perfettamente ragione, spesso chi ti mette merce al 50% ti sta dando quella della stagione prima. I veri saldi sulla merce in uscita di stagione sono del 30-40% al massimo. Con "sbragano" e l'ho messo anche prima tra virgolette, volevo intendere che non si possono scontare articoli della stagione invernale che deve venire.

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