• Oggi
  • Domani
  • Dopo domani
23 Novembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 02:02
Argomento: 
L'intervista
Romani Prodi, già presidente della Commissione Europea, oggi sarà a Sarnico per un convegno della Iseo Summer School. Bergamonews lo ha intervistato in anteprima.

Prodi: "Europa unita
o sarà un lungo declino
Ora Tobin Tax e Eurobond"

Versione stampabileSend by email

L'Europa è a un bivio secondo Romano Prodi: o si unisce politicamente o si avvierà ad un lento declino. Già presidente della Commissione Europea, Prodi oggi lunedì 25 giugno sarà gli ospiti dell'Iseo Summer School e parteciperà a Sarnico al convegno pubblico “Verso una nuova economia globale”. Il professore paragona il Vecchio Continente all'Italia del Rinascimento divisa da tanti piccoli staterelli che non seppe unirsi come altre nazioni con l'avvento della prima globalizzazione: la scoperta dell'America. Oggi, con i colossi asiatici e le nuove potenze economiche l'Europa deve trovare il coraggio di imboccare la via dell'unità politica oltre che economica.

 

Professore, ha guidato la Commissione Europea e conosce i meccanismi di questo complesso e affascinante progetto che è l’Unione Europa. Quale sarà il futuro dell’Europa? Saremo costretti a sentirci uniti solamente da una moneta o possiamo ambire a creare veramente una società europea con un ruolo nel mondo?

Non abbiamo altre alternative: o facciamo un’Europa unita politicamente o si arriverà al disfacimento. La speculazione finanziaria oggi attacca i Paesi singolarmente, solamente uniti noi possiamo resistere. O andiamo avanti costruendo l’unione politica dell’Europa, oppure dovremo rinunciare a questo disegno. Sono convintissimo che alla fine prevarrà la saggezza perché siamo legati da comuni interessi. Venerdì scorso ho partecipato ad un convegno sul federalismo a Roma e tutti i responsabili della Confindustria italiana, tedesca e francese hanno ribadito che il futuro dell’industria europea può esistere solamente se c’è una forte valuta comune. Questa affermazione è d’importanza fondamentale, perché il mondo dell’economia si rende conto che di fronte che alle grandi sfide, quella asiatica e america, solamente un’Europa unita può risultare vincente.

Come può essere valido un progetto di Europa unita con molti Stati sovrani?

L’obiettivo è un’Europa federale con un potere sopra le nazioni. Un potere forte, condiviso e democraticamente eletto. Un modello federale che potrebbe ricalcare quello degli Usa, ma con un livello di autonomia maggiore per gli stati. E questo perché abbiamo una storia profondamente diversa dagli Stati Uniti, abbiamo lingue diverse e culture diverse. E’ chiaro che dovrà essere in vigore in Europa il concetto della sussidiarietà, dove tutte le decisioni vengono fatte a livello periferico, ossia decise e vicine ai cittadini, mentre le grandi decisioni economiche devono essere prese in comune.

Si sentono spesso analisi che chiedono il disfacimento dell’Europa, l’abbandono dell’Euro per il ritorno alla propria moneta nazionale.

Nessun paese europeo riuscirà a far fronte alle grandi potenzialità economiche del sistema asiatico. Nemmeno la Germania, che gode di una buona economia, è abbastanza forte da poter giocare da sola un ruolo da protagonista sui mercati mondiali. Pensiamo al fatto che nonostante le diversità politiche, le economie di Cina, Giappone e Corea del Sud stanno formando una realtà economica di dimensioni e di efficienza che non ha precedenti nella Storia. Voglio ricordare, inoltre, che la speculazione internazionale ha assunto una dimensione tale che si può resistere ad essa solo se si sta in coalizioni di grandissime e solide dimensioni. Nessun attacca il dollaro, anche se il deficit americano è grandemente superiore a quello europeo, perché gli Usa hanno una forza e una dimensione tali da scoraggiare ogni attacco. I singoli stati europei di fronte a questi assalti rischiano di scomparire. Per questo motivo serve che l’Europa abbia maggiore sovranità, una sovranità che si acquista soltanto se viene condivisa da tutti gli stati europei per formare un blocco che nessun attacco speculativo può scalfire.

Abbiamo compreso il pericolo e abbiamo la strategia per affrontarlo. Ma che tempi abbiamo?

Sono decisioni che credo non possiamo aspettarci dal prossimo importantissimo vertice europeo che si svolgerà a Bruxelles. Ci vorrà tempo. Ci vuole una presa di coscienza comune del gravissimo pericolo che stiamo correndo. Solamente allora una decisione così forte e importante potrà essere presa. Abbiamo bisogno di tempo, perché i politici e l’opinione pubblica si rendano conto della grande sfida che abbiamo di fronte, per qualche mese saremo costretti a vivere in un mare in tempesta e solo successivamente si potranno prendere le decisioni necessarie, per una politica europea comune. Anche se i tempi diventano sempre più stretti. Che cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo vertice europeo di Bruxelles? Mi aspetto alcuni passi concreti che vadano nella direzione giusta. Mi aspetto una decisione comune sulla tassazione finanziaria, la Tobin Tax, per rendere meno aggressiva la speculazione e mi aspetto un aumento dei fondi di solidarietà.

Qual è il valore morale che manca di più all’Europa in questo momento?

La solidarietà, non c’è alcun dubbio. E alla solidarietà aggiungerei la lungimiranza, perché è sbagliato pensare di salvarsi divisi. Prendiamo la Grecia, si sarebbe potuto intervenire prima e con modeste risorse finanziare quel Paese avrebbe potuto superare la prova. Invece si è perso tempo e ora i costi sono lievitati e a pagarli ora siamo tutti noi europei.

Anche l’Italia non è messa meglio.

L’Italia è già da mesi oggetto di attacchi speculativi del tutto ingiustificati, perché il nostro debito è lo stesso di quando siamo entrati in Europa. Ma allora lo spread era a 34 punti, sostanzialmente nullo, ora è ben più di dieci volte superiore e la condizione economia del paese è radicalmente cambiata.

Che cosa possiamo fare? 

Da un alto dobbiamo prendere misure per favorire la crescita economia. Anche se queste non possono bastare, perché la nostra ripresa dipende da un’iniezione di energia nell’economia tedesca che ha tutte le possibilità per fare da locomotiva europea. Per questo serve un’Europa unita che prenda decisioni di armonizzazione finanziaria. Poi non abbiamo mica tante scelte: servono gli Eurobond e un rafforzamento della Banca centrale europea. È interesse della Germania unirsi strettamente agli altri paesi europei. L’Europa si trova come si trova l’Italia nel Rinascimento: tanti singoli Stati che erano tutti arroccati nel loro potere. Con la scoperta dell’America, che possiamo considerare la prima globalizzazione, è successo che altri paesi si sono uniti dando vita agli stati nazionali, mentre noi siamo rimasti frastagliati diventando sempre più deboli. All’Europa sta succedendo la stessa cosa, di fronte alla sfida americana e cinese o ci uniamo e vogliamo esserci, oppure ci affidiamo ad un lungo periodo di decadenza. Abbiamo le carte in mano per accettare questa sfida, ma dobbiamo essere uniti.

Sulle sponde del Mediterraneo è fiorita la primavera araba e l’Africa sembra chiedere spazio. Ci sono prese di posizione americane, russe e cinesi, ma anche qui l’Europa sembra tergiversare.

Nel passato sappiamo che l’Africa è sempre un oggetto e non un soggetto della politica mondiale. E l’Africa non ha mai dato segni di sviluppo, fino a sei, sette anni fa. L’Africa sta crescendo, ma non in maniera uguale. Si è messa in un cammino di sviluppo che in passato non ha mai avuto, anche se questa è un’affermazione in termini relativi. Oggi, pur essendo un continente con piaghe di miseria e povertà, ci dona qualche speranza mentre prima non ce ne dava nessuna. Credo che con il tempo l’Africa potrà partecipare anche a un sviluppo mondiale. Resta da decidere che cosa farà l’Europa nei confronti dell’Africa: troverà una voce comune o continuerà a snobbarla. Per ora non esiste una politica comune nei confronti dell’africa, mentre esiste una politica cinese, una francese, un’inglese, un’americana. O prendiamo una decisione e capiamo chi vogliamo essere come Europa, oppure siamo costretti ad esser emarginali nelle scelte che riguardano un continente a noi vicino, che all’Europa è legato nel bene e nel male. Sappiamo però che l’Africa in futuro conterà sempre di più per la produzione di cibo, per le materie prime e per l’energia che serviranno al mondo.

Commenti

il polemico:
mah,mi sarebbe piaciuto vedere chi era in grado di aumentare il pil di un paese senza materie prime e dentro ad una crisi di livello mondiale come quella attuale,certo,si obbietterà che germania,francia e forse gran bretagna vanno meglio,ma loro hanno petrolio,ferro,alluminio è quant'altro,solo di incassi per diritti di estrazione rimpolpano le loro casse in modo cospiquo,noi che potremmo vendere?le arance siciliane e il latte padano?

Asdrubale:
Dovresti chiederti come ha fatto negli anni precedenti ! La germania è entrata in crisi qualche hanno fa , semplicemente ha dato una raddrizzata ai suoi conti pubblici e si è data nuove regole . Non ha assistito impassibile come noi al processo di deindustrializzazione , da noi il governo era troppo impegnato a divertirsi, ad occuparsi dei fatti propri, ad occupare cadreghe in ogni dove e a fare scudi e condoni

Piripippo:
Ma qui sta scrivendo gente che è fuori dal mondo.Come si fa a dare delle colpe a Prodi,lo sanno tutti che i problemi in cui stiamo annegando sono solo psicologici e dovuti al pessimismo delle cassandre comuniste,In Italia durante il governo berlusconi non c'erano problemi,lui stesso ha detto che poteva permettersi di governare nel tempo libero,poi,sempre lui,ha detto che non potevamo lamentarci,ristoranti sempre pieni e posti tutti occupati sugli aerei.Che crisi? sui giornali di questi giorni si riporta che le ragazze che frequentavano arcore in una serata si prendevano 5 stipendi da operaio,se questa è crisi non so....A qualcuno hanno anche comprato la casa senza che sapesse chi l'ha pagata

GP:
YU-LI-HAN il suo commento è abbastanza condivisibile anche perchè quello che ha scritto è verita. PENSO lei sia molto PIù serio del faccia da pirla di PRODI CHE CI HA ROVINATO.

Crocerossa:
Gp , uno che ha votato berlusconi, bossi,trote, santanchè , cicchitti ,verdini, cosentini , dell'utri,previti, gasparri, ecc. come fa ad aprire ancora bocca ? Si faccia vedere.

Bob:
Prima di criticare Prodi, occorrerebbe riflettere, almeno un attimo, su Bossi e Berlusconi... la loro "qualità" dovrebbe far ammutolire.

Roberto:
la vita degli italiani non è teorica...è molto pratica. io, che non sono un professore universitario ho potutto notare un grande declino del nostro paese da quando ci siamo infilati in questa europa e soprattutto da quando abbiamo adottato l'euro. Osservo la realtà e non ascolto le lezioni di un uomo che ci ha imposto una moneta senza nemmeno chiederci se la volessimo (come invece hanno fatto in altri stati europei) Non riesco ad immaginare quali loschi e imponenti interessi ci siano dietro i progetti politici di questi uomini ma percepisco solo una cosa: ci stanno fregando tutti! non ascoltate le parole delle sirene, tappatevi le orecchie e pensate con la vostra testa.

Aldo:
1) Che ci sta fregando tutti è il fatto che siamo entrati con un debito al 105% del Pil e l'impegno a ridurlo . Il governo Lega-Berlusconi lo ha portato allegramente al 120% senza fare una piega dicendoci che andava tutto benissimo 2) il secondo disastro è stato realizzato nel momento del passaggio all'euro fatto in maniera del tutto incontrollata da Lega e Berlusconi, con il brillante risultato che il giorno dopo una gran quantità di prezzi era raddoppiata ! Inutile raccontarci bubbole , complotti, grandi interessi, il responsabile è stato il ns governo, non l'europa

Roberto:
c'è qualcosa che non mi torna. Un professore di economia, che dovrebbe conoscere tutti i risvolti positivi e negativi, che butta l' Italia in una situazione già inizialmente incontrollabile e irrecuperabile, pensa che in 5 anni si possano risolvere sbagli di 30. Avrebbe dovuto prevedere il disastro totale invece ha insistito col dire che tutto sarebbe andato meglio. e allora qui la cosa puzza un pò perchè poi è arrivato un altro professore (sostenuto da Pd, Pdl, Udc...) che sta portando a termine il disastro di Prodi, paralizzando e distruggendo l'intera economia di un paese. Se non hanno un complotto nascosto posso pensare solo che siano degli incompetenti.

Aldo:
Tu dai per scontato che di economia Prodi e Monti capiscono poco, Roberto invece tanto. Fossi in te qualche piccolo dubbio lo avrei. Ciò che non ha previsto Prodi è che poi sarebbe arrivato il sig berlusconi con la lega e che il debito lo avrebbero portato al 120%. Ciò che sta facendo Monti con la sua presentabilità e competenza è il tentativo di uscire dall'inferno nell'unico modo possibile e cioè lavorando sull'europa e con i vincoli che l'europa gli impone. E' l'unica speranza e gli atteggiamenti interni che tendono a renderne precario il ruolo sono semplicemente folli e irresponsabili. E non hai idea di QUANTO lo siano

Pagine

Aggiungi un commento

Da non perdere:

Gli addii

NECROLOGIE

#BERGAMO PUBBLICA QUI LE TUE FOTO!

  • Se usi Instagram puoi pubblicare qui su Bergamonews i tuoi scatti.
  • Per farlo inserisci nel testo della foto @bergamonews e verrà inserita qui dentro automaticamente.
@bergamonews instagram