24 Maggio 2013 - Ultimo aggiornamento: 08:50
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Argomento: 
Economia
Siamo in piena campagna elettorale e tutti promettono "più lavoro alle donne". Una promessa vuota, quando i contratti di lavoro part-time hanno perso il loro punto di forza con le riforme. Cosa ne pensi?

Più lavoro alle donne
ma le riforme riducono
il part-time: di' la tua

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Più lavoro alle donne. Quante volte l’abbiamo sentita questa promessa nel bel mezzo della campagna elettorale? Difficile quantificare, vista la massiccia ripetizione in tutte le salse e dibattiti in cui viene proposta.

In effetti il tasso di occupazione femminile in Italia è davvero basso, se si pensa che l’Istat stima che le donne che lavorano sono solamente il 46,4% nel 2011. Un dato che fa riflettere se si considera che il nostro Paese è al penultimo posto in Europa, seguito solo da Malta. Secondo una ricerca dell’Istat, tra il 2008 e il 2010 c'è stata una diminuzione della presenza femminile nel mondo del lavoro seguita da un peggioramento della qualità professionale. Per esempio: è aumentata l'occupazione poco qualificata (più 218mila donne, in gran parte straniere) e diminuita quella più qualificata (meno 270mila donne italiane).

In sintesi: sono aumentate le operaie, le colf e le badanti e sono diminuite le imprenditrici e le libere professioniste. In questo quadro promettere più lavoro alle donne significherebbe andare incontro alle necessità del genere femminile.

La cause

Una delle cause maggiori della disoccupazione femminile in Italia è la maternità. Secondo le ultime statistiche, una donna su quattro lascia il proprio lavoro alla nascita del primo figlio. Il 63% delle donne senza figli ha un lavoro. La percentuale, però, diminuisce al 58% alla nascita del primo figlio, scende al 54% al secondo e arriva fino al 41,7% al terzo.

Tra i motivi che spingono una donna a lasciare il lavoro c’è l'assenza di servizi come: asili nido pubblici, scuole materne e l’assistenza ai genitori anziani.

Certo aiuterebbero anche le forme di contratto, come il part-time. Ma con il decreto legge 112 del 2008 e con la riforma della pubblica amministrazione firmata dall’allora ministro Renato Brunetta il part-time è diventato un miraggio per molte donne che lavorano negli enti pubblici. Se in passato il part-time nella pubblica amministrazione era stato un diritto del dipendente - che poteva essere al massimo posticipato per sei mesi in caso di ripercussioni negative gravi sull'organizzazione degli uffici – ora l'amministrazione può respingere la richiesta se la riduzione d'orario complica l'organizzazione del lavoro, senza dover dimostrare il grave pregiudizio.

Ora, con il patto di stabilità che costringe i Comuni a non spendere e quindi a non assumere, sarà difficile per una donna ottenere un contratto part-time per seguire la famiglia. In questo quadro non ha portato nessun giovamento la riforma del ministro Elsa Fornero che ha introdotto il diritto di ripensamento – per lavoratori studenti o affetti da gravi patologie – consistente nella revoca del consenso alle clausole flessibili ed elastiche con cui il datore di lavoro può di norma modificare un contratto part-time.

Il contratto part-time, infatti, può essere modificato dal datore di lavoro attraverso clausole flessibili con preavviso di cinque giorni e clausole elastiche (preavviso minimo due giorni) applicabili al part-time verticale e misto, con l’aumento del tempo di lavoro per determinati giorni.

Insomma, misure che hanno ristretto la forza vincente del contratto di lavoro part-time che assicura al mercato del lavoro forze nuove e, allo stesso tempo, alle donne la possibilità di conciliare un’occupazione con gli impegni della famiglia.

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Commenti

Antonietta:
Il problema c'è ed è vero ma non riguarda solo le ...povere... dipendenti statali/comunali con tutti i loro diritti e le loro agevolazioni - il problema è di tutti. Esempio: io (dipendte nel privato) dopo aver fatto bene i conti ho avuto solo un figlio perchè con due entrate (basse) e solo una nonna a disposizione non potevo fare di più. L'asilo lo ho sempre pagato per intero come le successive tasse scolastiche e i libri: ah si sono rientrata al lavoro ai 6 mesi di mio figlio!

APRI L'OCCHIO:
l'equazione del NWM è questa: uomini a casa disoccupati, le donne al lavoro, anche la domenica, i figli si fanno artificialmente e vengono allevati dai "genitori" ex uomo e donna ora "GENDER" sino alla realizzazione delle teorie malthusiane con l'estinzione automatica -cioè senza aver bisogno dei periodici massacri delle cosiddette guerre- Pillola - sterilizzazione --aborto- adozione gay e lesbiche= da 10 miliardi (circa) a 900 milioni (circa) di "schiavi sopravvissuti)

preistoria:
la quantità e qualità(con tutto il rispetto ma insomma...) dei commenti a questo articolo la dicono lunga... Dany

maria:
in italia cè piena liberta di scelta per chi vuol fare il mammo ,o chi vuol far la mamma,nella propria famiglia ci si gestisce come si vuole, per fortuna, ( suocere permettendo) dopo di che parliamo chiaro, se si decide di fare dei figli non si puo pretendere che siano gli altri a mantenerli .. ti costa di piu il nido o l asilo stai a casa, preferisci mantenere il posto ,magari statale,fai qualche sacrificio.per un po..non si puo pretendere di prendere lo stipendio stando a casa

Bufala :
X le donne se vogliono un lavoro vadano a fare la scorta ai politici in questo momento e lunico posto di lavoro che non manca

milly67:
Io da uomo non capisco perchè una madre non possa avere la possibilità di stare a casa con il proprio figlio fino ai 3 anni. Perchè il cosiddetto stato non dà la possibilità alla mamma di curarsi e crescere il proprio figlio e debba "costringerla" ad andare a lavorare altrimenti con uno stipendio non ce la si fa Andare a lavorare per spendere i soldi in baby sitter e asili nido (carissimi) o lasciare il figlio alla nonna magari anziana e che non riesce. Socialmente l'Italia fa schifo

Diversamenteabile:
3 anni per un figlio 6 per 2 figli 9 anni per 3 figli e avanti non le sembra assurdo in questa ITALIA di furbi. cosi apriamo il mercato dei figli gia arrivano sapendo che hanno tutti i diritti possibili immaginabili figuriamoci se si dovesse adottare questa politica sociale altro che risanare la sanità POERA ITALIA

milly67:
In altri paesi Europei molto più civili già lo fanno. Ci sarebbero i soldi per fare tutto se qualcuno NON rubasse (politici,manager e faccendieri vari) e se tutti pagassero le tasse... In Francia sono avanti anni luce sul sociale e i soldi li trovano sempre.....ma questa è un'altra storia.

dany:
Penso che sia ora di mettere seriamente in discussione la divisione dei ruoli. Che sia anche il genere maschile ad occuparsi, part time con la donna, degli impegni familiari. Che sia per i figli o i genitori o i mestieri di casa o cucinare ecc. ecc.. Il macho italiano e con lui la politica che si occupa del sociale è indietro anni luce da una cultura civile. Anche per questo voterò donna alle regionali...non se ne può più di preistoria.

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